“U VENTILATURI” – Quando la grafica diventa editoriale visivo e metafora d’estate
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“U VENTILATURI” – Quando la grafica diventa editoriale visivo e metafora d’estate

C’è un’immediatezza folgorante nell’ultima opera visiva di Antonio Morello, intitolata emblematicamente “U ventilaturu”.

A un primo impatto epidermico, il riferimento visivo e sensoriale è chiarissimo: rimanda all’ondata di calore opprimente e alla morsa dell’afa che in questi giorni d’agosto sta stringendo nella morsa l’Italia e la Sicilia.

Ma, come da cifra stilistica dell’artista, il disegno rifugge la semplice cronaca meteorologica per elevarsi a raffinata metafora visiva e civile.

L’analisi del disegno e la forza del simbolo

Al centro della composizione c’è un elettrodomestico comune, il ventilatore da tavolo, un po’ retrò, che si trasforma però in un totem identitario. Le pale rotanti non sono semplici pale meccaniche, ma riprendono la forma della Triscele, il simbolo millenario della Sicilia.

Il movimento circolare impresso dalla rotazione crea un cortocircuito visivo geniale: la Triscele gira vorticosamente all’interno della gabbia gialla, dando l’illusione che l’isola stessa stia cercando di smuovere l’aria stagnante, di produrre un cambio di passo. È qui che il livello di lettura si stratifica: tra la calura asfissiante, l’emergenza incendi che ciclicamente devasta il territorio, le scosse e il desiderio di nuovi venti della politica in questa pausa estiva istituzionale, l’opera si carica di un valore scaramantico, diventa un amuleto visivo, un gesto ironico e liberatorio per scacciare la cappa di calore e le negatività di questa estate.

Sembra quasi un auspicio a un “buon vento”, a una corrente d’aria fresca e rigeneratrice che possa spazzare via l’immobilismo e restituire nuova vita, speranza e vitalità a una terra perennemente in tensione.

Da un punto di vista formale, Morello conferma la sua padronanza dell’essenzialità visiva. La tavolozza cromatica è ridotta all’osso, giocata sul contrasto netto e vibrante tra il giallo solare (ma anche infuocato, che richiama il sole implacabile della stagione) e il rosso intenso della Triscele e dei cavi di alimentazione elettrica, – poi sono i colori istituzionali, politici e folklorici della stessa Sicilia – che sembrano quasi pulsare di energia vitale o, nel loro contrario, denotare la tensione della rete elettrica sotto sforzo.

Il tratto è pulito, geometrico, privo di sbavature ma incredibilmente comunicativo.

L’artista dimostra ancora una volta come la grafica non debba essere mero esercizio estetico, ma strumento di pensiero.

Chi segue il percorso di Antonio Morello — spesso raccontato e apprezzato anche sulle pagine di testate come il “nostro” Scomunicando.it  riconosce immediatamente questa cifra autoriale: una grafica puntuale, tagliente e attenta, capace di trasformarsi in un vero e proprio editoriale illustrato.

Non servono lunghi articoli di fondo o editoriali fiume: Morello riesce a condensare in un’unica vignetta lo spirito del tempo (zeitgeist), catturando il sentire collettivo di una comunità isolana che, stretta tra il fuoco dell’estate e le incertezze del quotidiano, affida alla forza dei suoi simboli e all’ironia visiva la speranza di un cambiamento d’aria.

“U vintilaturu” diventa così lo specchio di un’isola che gira, fatica, ma non smette di cercare il proprio vento.

Alcuni disegni dell’artista

7 Agosto 2026

Autore:

redazione


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