RESOCONTI METAPOLITICI – “Cinque Giornate dell’Europa”: chiusa la prima fase, obiettivo Bruxelles
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RESOCONTI METAPOLITICI – “Cinque Giornate dell’Europa”: chiusa la prima fase, obiettivo Bruxelles

Dal 23 al 27 settembre si è svolta la prima fase della campagna per il riconoscimento delle Cinque Giornate dell’Europa, promossa dal Centro Studi Polaris e dai Lanzichenecchi d’Europa.

Perché queste date

Il 23 settembre, giorno equinoziale, coincide con la nascita di Augusto e viene proposto come simbolo “imperiale”. Inoltre, nel 1529, proprio in quei giorni, l’Europa segnò la sua prima vittoria comune contro l’Impero Ottomano presso Vienna, grazie anche al contributo dei Lanzichenecchi. E aggiungiamo noi, un altro simbolo: il 27 settembre 1956 nasceva Peppe Diomitri, il “comandante”, un uomo simbolo.

L’iniziativa, spiega Gabriele Adinolfi,  vuole proporre quei giorni come “giornate europee” con due obiettivi principali: recuperare un insegnamento dal passato per affrontare le sfide attuali; proiettare l’Europa verso una nuova autonomia strategica ed economica.

In un contesto segnato da derive opposte – sovranismo disgregante da un lato e burocraticismo sterile di Bruxelles dall’altro – la campagna propone un’alternativa che esalti l’unità nella diversità.

La prima fase della campagna si è articolata in tre ambiti principali:

  1. Sensibilizzazione: iniziative fisiche e online per diffondere il messaggio.
  2. Gesti simbolici: in luoghi collegati agli eventi storici che ricordano la resistenza europea agli ottomani.
  3. Iniziative istituzionali: petizione online e presentazioni nelle sedi UE di città come Barcellona, Parigi e Roma.

Tra i luoghi simbolici scelti:

  • Aiguèze (Provenza), torre di avvistamento contro le incursioni saracene.
  • Firenze, Loggia dei Lanzi, legata alla campagna d’Italia e alla memoria del Sacco di Roma del 1527 (da rileggere non come guerra di religione ma come scontro politico, con truppe imperiali composte da spagnoli, italiani e cattolici tedeschi).
  • Barcellona, monumento alla vittoria di Lepanto.
  • Valencia, monumento a Jaime I, protagonista della Reconquista valenciana.
  • Madrid, monumenti a Isabella la Cattolica e a Juana, madre di Carlo V, imperatore durante la vittoria di Vienna.
  • Quacos de Yuste, monastero di San Geronimo, dove Carlo V trascorse gli ultimi anni di vita.
  • Lisbona, con omaggi ai re del Portogallo.

La campagna si è sviluppata soprattutto sui social, in particolare sul canale Telegram dei Lanzichenecchi, oltre che attraverso canali individuali rilanciati da altri utenti. Al 27 settembre, data di chiusura della prima fase, la petizione online contava 9.589 adesioni.

E adesso?

La campagna non si chiude qui: la petizione continuerà, con l’impegno a consegnarla direttamente a tutti gli eurodeputati.

È in preparazione una seconda fase con strumenti comunicativi autonomi e iniziative di ulteriore sensibilizzazione. L’obiettivo rimane quello di avviare un percorso che superi le secche delle “exit” disgreganti e della mera delega burocratica, per costruire un’Europa potenza autonoma, capace di armonizzare le sue diversità culturali, nazionali e regionali. Non un riarmo “contro”, ma un rafforzamento “per”: per garantire autonomia, resilienza e una rigenerazione profonda dell’identità europea.

Petizione online: chng.it/Cgn76KNTJ8.

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Resocontocinquegiornate

29 Settembre 2025

Autore:

redazione


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