MESSINA – Sciopero e corteo a sostegno della Palestina e della Sumud Flotilla. “Incursione” al Comune
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MESSINA – Sciopero e corteo a sostegno della Palestina e della Sumud Flotilla. “Incursione” al Comune

La cronaca e le foto…

Nella città dello Stretto si susseguono le iniziative pro-Palestina. Un corteo con migliaia di manifestanti, cresciuto sensibilmente lungo il percorso, si è articolato per le vie cittadine da Piazza Antonello a Piazza Unione Europea. La manifestazione, organizzata dalla CGIL, in occasione dello sciopero indetto assieme ai sindacati di base, e dal coordinamento Messina per la Palestina, è stata vissuta nel segno della forte protesta contro il governo di Israele e quello italiano, e solidarietà per gli attivisti della Global Sumud Flotilla, fermati in acque internazionali e adesso in stato di fermo in Israele. Alla fine del corteo, bloccata per qualche minuto l’intera carreggiata della via Garibaldi, dopodiché un gruppo di manifestanti ha fatto incursione a Palazzo Zanca con l’intento di riunirsi in assemblea. Il caso è stato risolto con l’intervento del sindaco Federico Basile, sceso in strada, invitato a prendere la parola.  

A distanza di pochi giorni dal precedente corteo, Messina ha fatto sentire ancora, prepotentemente, la propria voce contro il genocidio in Palestina e in difesa degli attivisti della Global Sumud Flotilla. L’attenzione locale e nazionale è tutta concentrata qui. Migliaia di persone, attivisti, studenti, insegnanti, famiglie intere, di Messina e provincia, hanno fatto sentire il proprio dissenso in questo drammatico momento storico per il popolo palestinese. Il corteo si innesta all’interno di un programma di iniziative in corso a Messina, con presidio giornaliero, dalle 18 alle 20, fino a domenica, in Piazza Cairoli, mentre sul fronte universitario, c’è in corso un’assemblea permanente autogestita al DICAM – Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne alla sede della Cittadella dell’Annunziata.

Nel corso della manifestazione sono stati trattati tutti i temi del momento, dal blocco della Sumud Flotilla in acque internazionali e del conseguente fermo degli attivisti in Israele, al colpevole comportamento del governo italiano rispetto al dramma palestinese e quant’altro. Dinanzi all’università è stato ricordato l’intervento dei giorni scorsi al Senato accademico che ha portato alla sospensione degli accordi con la Hebrew University of Jerusalem. Parole di dissenso e solidarietà dai microfoni lungo il percorso sono state portate nei confronti della giovane writer in stato di fermo di polizia, colta la sera precedente in città a scrivere con una bomboletta spray “Palestina libera”. Corale il grido di dissenso: “Arrestate Netanyahu, non chi scrive sui muri Free Palestine…”.

Come dire: è un paradosso, segno dei tempi. Forte, l’intervento di un’insegnante verso gli studenti: “Il linguaggio non è neutrale. Siamo con voi!”. Forte critica al governo italiano, tra le altre, da parte di Patrizia Maiorana dell’Arci: “Hanno evitato di scortare la Flotilla fino a Gaza, questa è una vergogna. La mia organizzazione ha messo una barca in mare e sono stati tutti arrestati e siamo molto preoccupati”. Contro Israele e sugli ostaggi: “Commette atti di pirateria. La tensione deve rimanere, noi come società civile dobbiamo chiedere la liberazione degli ostaggi palestinesi, che sono migliaia, donne e bambini rinchiusi nelle carceri israeliane, soggetti a torture. Lo stato israeliano è uno stato terrorista”. L’attualità, oltre la Sumud Flotilla: “Sono partite altre imbarcazioni della Freedom Flotilla e se ne uniranno 40 dalla Turchia. È un’onda continua, non ci fermeremo mai”.

Caterina La Rocca, Rete studenti medi: “Vogliamo il 5 per cento del PIL in istruzione pubblica non in armamenti e in guerre. Invece di favorire i cittadini italiani sulla Flotilla il ministro Tajani dice che il diritto internazionale conta, ma fino ad un certo punto. Quel blocco è illegittimo”. Alla presidente Meloni: “Lei dov’è mentre i bambini vengono bombardati?” Siamo oggi in piazza a Messina e in tutta Italia. A scuola si deve parlare di ciò che sta succedendo.

Vogliamo che le scuole prendano posizione. Vogliamo la Palestina libera, dal fiume fino al mare”. Gli altoparlanti del corteo hanno mandato una canzone di bambini di Gaza, dello scorso anno: “Chiediamoci quanti di questi bambini sono ancora vivi…”, ha riflettuto ad alta voce Alice Gambardella. Pietro Patti, segretario provinciale CGIL, a metà di un corteo sempre più crescente nei numeri e nell’intensità, ha invocato la partecipazione della gente: “Scendete in piazza, non voltatevi dall’altra parte. Chi non partecipa è complice. lo chiediamo anche all’Amministrazione e ai consiglieri comunali. Oggi il popolo palestinese è rappresentato da queste persone che scendono in piazza”. Giunti in Piazza Unione europea, una serie di auto parcheggiate impropriamente lungo la via che costeggia l’ingresso principale, ha impedito che il camion che apriva il corteo si posizionasse al fine di consentire gli interventi finali. Un gruppo di manifestanti si assembra così davanti al cancello di Palazzo Zanca e superata la resistenza dei vigili urbani fa un’incursione pacifica all’interno del palazzo.

Due grandi bandiere vengono appese e fatte sventolare dai balconi del prospetto principale. Nel frattempo viene attivata e sopraggiunge una squadra di poliziotti in assetto antisommossa, ma gli animi nel frattempo si erano placati.

Il sindaco, Federico Basile viene invitato a scendere in strada ad intervenire. In precedenza era stato invitato affinché la sua Amministrazione prendere posizione contro il genocidio perpetrato da Israele. Così Pietro Patti, sul momento di tensione all’ingresso del Municipio: “Qui siamo tutti lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse. Noi non siamo contro nessuno, tranne chi in questo momento sta in silenzio da complice sul genocidio in Palestina”.

Alla presidente Meloni: “Non stiamo facendo un week end lungo… chi è oggi qui ci ha rimesso un pezzo di salario. Ciò che ha fatto la Sumud Flotilla lo dovevate fare voi, che non ci rappresentate. Oggi – prosegue Patti – la nostra protesta era finalizzata a mettere l’Amministrazione di fronte alle sue responsabilità. La bandiera che adesso sventola sul balcone del Comune è un atto politico forte”. In sindaco accoglie l’invito ed esce tra i manifestanti: “Circa due settimane fa accanto al sindaco Salis a Genova c’ero anche io. Non posso che condividere la battaglia che state portando avanti con tutti gli atti amministrativi che voi ritenete adeguati rispetto ad un problema molto più ampio. Per quel che riguarda l’Amministrazione non può che esserci condivisione sul giudizio di ciò che possiamo definire genocidio. Da parte nostra non c’è alcun tipo di atteggiamento ostativo. L’Amministrazione farà tutti gli atti necessari che verranno richiesti. Non c’è alcun tipo di problema”.

Corrado Speziale       

             

 

4 Ottobre 2025

Autore:

redazione


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