CORPOLIBERO – Natale De Fino torna a Catania con una mostra di Polaroid che è anatomia, poesia e tempo
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CORPOLIBERO – Natale De Fino torna a Catania con una mostra di Polaroid che è anatomia, poesia e tempo

Dal 15 maggio al 12 giugno alla Galleria Carta Bianca: l’inaugurazione venerdì alle 18.30

Ci sono mostre che si guardano e mostre che si abitano.

corpolibero, il nuovo progetto fotografico di Natale De Fino, appartiene alla seconda categoria.

Non è una raccolta di immagini. È — come avverte subito la critica Anna Papale nel foglio di sala — una mostra di anatomia. Un’esplorazione dei meccanismi fisiologici del corpo e della sua conseguente caducità. Un invito a guardare senza lo schermo dei filtri, della post-produzione, delle pose costruite per compiacere.

Venerdì 15 maggio, alle ore 18.30, la Galleria Carta Bianca di Catania — in via Francesco Riso 72/b — apre le porte all’inaugurazione.

La mostra resterà visitabile fino al 12 giugno.

Diciotto anni dopo: un ritorno che è una svolta

La data non è casuale. Esattamente diciotto anni fa, nel maggio 2008, Natale De Fino tenne alla stessa Galleria Carta Bianca la sua prima personale catanese: Parlami d’amore, un lavoro coraggioso e rigoroso sul mondo della prostituzione di strada delle ragazze nigeriane. Un’immersione nel corpo sociale più che nel corpo fisico, uno sguardo che cercava umanità dove altri cercavano scandalo. Oggi, con corpolibero curata da Francesco Rovella, De Fino torna nello stesso spazio con un lavoro radicalmente diverso nei soggetti ma continuamente coerente nell’approccio: il corpo come territorio da esplorare senza pregiudizi, con cura e rispetto. E con uno strumento che è diventato il centro della sua ricerca più recente: la Polaroid.

Scegliere la Polaroid nel 2026 non è nostalgia. È una dichiarazione di poetica.

In un’epoca dominata dalla serialità infinita degli scatti digitali — dove ogni immagine è duplicabile, modificabile, cancellabile all’infinito — la Polaroid porta con sé qualcosa di radicalmente controcorrente: l’unicità. Ogni scatto è uno e uno solo. Non esistono negativi. Non esiste post-produzione. Esiste solo quel momento, quella luce, quel corpo, quella pellicola.

Natale De Fino ha seguito la storia travagliata di questo strumento con la dedizione di chi ama un mezzo oltre la sua utilità. Dalle prime fotografie realizzate negli anni Novanta, attraverso il periodo buio in cui era difficile persino procurarsi le pellicole — quando Polaroid attraversò fallimenti e frammentazioni proprietarie che sembravano segnare la fine definitiva della fotografia istantanea analogica — fino alla rinascita del 2017, quando Impossible Project acquisì il marchio e si rinominò “Polaroid Originals”, riportando tecnologia e identità sotto un’unica gestione e dotando il prodotto di una qualità superiore che unisce eredità storica e produzione contemporanea.

De Fino ha vissuto tutto questo sulla propria pelle — sulla propria pellicola, verrebbe da dire, riprendendo la felice doppia lettura con cui Anna Papale chiude il suo testo critico. E ha saputo trarre da questa lunga familiarità con il mezzo una padronanza rara: quella di piegare l’istantanea — strumento per definizione legato all’imprevisto, alla contingenza, all’incontrollabile — a una visione precisa, riconoscibile, stilisticamente coerente.

Il corpo libero: senza stereotipi, senza filtri, senza paura

Il titolo della mostra è un manifesto in due parole. corpolibero. Libero dagli stereotipi estetici dominanti, libero dalle pose costruite per compiacere uno sguardo esterno, libero dalla post-produzione che leviga, corregge, uniforma. Come scrive la critica Anna Papale, «non guardiamo pericolosi nudes. Il corpo è libero e trattato con cura, la stessa che l’autore pone nell’elaborazione delle sue polaroid prima ancora dello scatto».

La cura, in questo lavoro, precede lo scatto. Non arriva dopo, in fase di correzione, ma è insita nel gesto preparatorio — nella scelta della luce, del tempo, della relazione tra il fotografo e il soggetto. E poi, una volta premuto il pulsante, il processo è affidato alla chimica della pellicola, alla contingenza temporale — estate o inverno, giorno o notte — che diventa parte integrante dell’opera.

Il risultato sono immagini che hanno, come è stato scritto, «una bellezza fuori dal tempo ma nello stesso contemporanea». Atmosfere sognanti e rarefatte in cui i nudi perdono qualsiasi connotazione provocatoria e acquistano la qualità di studi visivi su qualcosa di universale: la fragilità del corpo, la sua bellezza contingente, la sua dignità intrinseca.

Non a caso Papale evoca le carte de visite ottocentesche e il fotopittoricismo francese: c’è in queste Polaroid una coscienza storica del mezzo, la consapevolezza che la fotografia ha una memoria lunga e che dialogare con essa non è accademismo ma fedeltà all’essenza dello strumento.

La ricerca sul corpo: quindici anni di lavoro

Le prime prove di questa ricerca risalgono a una quindicina di anni fa. corpolibero è dunque il punto di arrivo — almeno provvisorio — di un percorso lungo e meditato, non il frutto di un’ispirazione improvvisa.

In questo percorso compaiono, come scrive la critica, «fiori e piante come intermezzo a sprigionare canto e colori della natura» — presenze vegetali che si alternano ai corpi come un respiro, un contrappunto, un promemoria dell’appartenenza di entrambi allo stesso ciclo biologico. La natura non è sfondo decorativo ma interlocutore: il corpo umano e il corpo vegetale condividono la stessa caducità, la stessa bellezza temporanea, la stessa logica del fiorire e dello sfiorire.

Informazioni pratiche

corpolibero di Natale De Fino è visitabile alla Galleria Carta Bianca, via Francesco Riso 72/b, Catania, dal 15 maggio al 12 giugno 2026.

Orari: martedì-venerdì 11.00/13.00 – 17.00/20.00 · sabato 11.00/13.00 · domenica e lunedì chiuso.

Per appuntamenti in giorni e orari diversi: tel. 336 806 701

Sito: galleriacartabianca.it

11 Maggio 2026

Autore:

redazione


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