MINACCE AL SINDACO – Il termometro di una comunità in bilico: se a Patti il confronto sociale scivola dentro il codice penale
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MINACCE AL SINDACO – Il termometro di una comunità in bilico: se a Patti il confronto sociale scivola dentro il codice penale

Non è solo il termometro a segnare temperature record in questa torrida estate pattese. A bruciare, forse più del dovuto, è un clima sociale e politico che sta progressivamente smarrendo i confini del buon senso e del vivere civile.La solidarietà a Gianluca Bonsignore anche dai sindaci del comprensorio.

Un’analisi sopra le righe

Quando il dibattito pubblico – pur infuocato dalle prime manovre pre-elettorali – scivola dalle legittime rivendicazioni quotidiane ai post che èpotrebbero essere oggetto da tribunale, significa che si è superata una linea di non ritorno.

Significa che la comunità, storicamente abituata al confronto anche aspro ma pur sempre dialettico, sta rischiando di ammalarsi.

I sintomi di questo malessere sono sotto gli occhi di tutti e toccano i nervi scoperti della quotidianità: in questo caso l’acqua e la viabilità. Due problemi reali, bisogna dirlo, a volte cronici, che pesano sulla vita dei cittadini, ma che ultimamente vengono usati come benzina per alimentare dinamiche tossiche.

Da un lato, l’inutile  “complottismo delle forniture idriche”, esploso sui social dopo l’ennesimo stop all’erogazione causato da guasti strutturali; dall’altro, la gestione della viabilità cittadina, spesso paradossalmente focalizzata su tratti stradali che – è bene ricordarlo per onor di cronaca – sono persino di competenza dell’Anas e non del Comune. In mezzo, un coro di risposte piccate che si solleva “a destra e a manca”, dove ogni commento firmato anche da esponenti delle passate amministrazioni o vicini all’attuale compagine si trasforma in una rissa ideologica speculativa, vedi anche, non ultimi gli attacchi, all’ex vicesindaco Alessia Bonanno rea di un post “infelice”.

L’ultimo cortocircuito, il più grave, si è consumato nello spazio apparentemente virtuale, ma drammaticamente reale, delle bacheche Facebook.

Qui, l’esasperazione per la sicurezza stradale ha smesso di essere una protesta per trasformarsi in intimidazione esplicita diretta al sindaco Gianluca Bonsignore e, fatto ancor più inaccettabile, alla sua famiglia. Frasi come “ti cerco, ti trovo e ti riduco a pezzettini a te ed ai tuoi cari”, seguite da un agghiacciante “può sembrare una minaccia… e lo è!”, hanno squarciato il velo della decenza pubblica. Di fronte a parole del genere, la reazione del tessuto sano della città non si è fatta attendere, al di là delle pur reali emergenze denunciate, sollevando una serie di ferme prese di posizione.

Il primo a intervenire, con la lucidità del giurista, è stato l’avvocato Luigi Gullo:

gullo

“Esprimo la mia piena solidarietà al Sindaco di Patti, Gianluca Bonsignore, per le gravissime minacce ricevute. Il dissenso, anche il più duro, è sempre legittimo. Le intimidazioni, invece, non lo sono mai. Non esiste alcuna ragione che possa giustificare espressioni di tale gravità nei confronti di chiunque, tanto più se rivolte anche ai suoi familiari. Su questi episodi non possono esserci distinguo o tentativi di minimizzazione: meritano una ferma e unanime condanna”.

Alle sue parole fa eco la riflessione profonda di Gaetano Crisà, amministratore e uomo di equilibrio, che sposta il focus sul piano prettamente sociale e sul pericolo del silenzio politico:

“Sui social ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. Ma la libertà di espressione non coincide con la libertà di offendere, diffamare o attribuire fatti non veri. Leggere certe frasi suscita profonda preoccupazione. Ciò che mi rammarica ancora di più è la totale assenza di una presa di posizione di solidarietà da parte degli esponenti politici, a prescindere dagli schieramenti. Di fronte a parole di questo tenore, il silenzio non è un buon segnale. Ci stiamo muovendo verso un clima che non appartiene alla nostra comunità. Patti è sempre stata una città fondata sul confronto civile e sul rispetto delle persone”.

La vicenda, però, specchia fedelmente la complessità del nostro tempo perché l’autrice del post, lungi dal fare un passo indietro, ha rilanciato, rivendicando la natura “disperata” e non criminale del suo sfogo in una replica che fotografa una rabbia sociale ormai fuori controllo: “Mi viene da ridere, ‘Minacce’. Siamo nella serie Gomorra e non lo avevo capito! La vita dei cittadini che vivono nel perenne pericolo reale di perdere la vita, perché il comune ignora da mesi una Pec dove si chiedono telecamere o strisce pedonali dopo continui incidenti, questo non importa a nessuno. Ieri una mamma ha rischiato di perdere la figlioletta. Io non ho minacciato, ma se succede qualcosa a mio figlio non ho più motivo di vivere e me ne vado al gabbio, ma i colpevoli non la passerebbero liscia. Lui si emoziona a teatro ma della vita della gente non si emoziona”.

Una comunità da ritrovare

È proprio in questo cortocircuito che l’articolo di cronaca cede il passo all’analisi sociale.

Da una parte c’è lo spauracchio di una burocrazia percepita come sorda, dall’altra l’illusione che lo schermo di uno smartphone autorizzi l’uso del linguaggio della violenza e del codice penale per farsi ascoltare. La disperazione di un genitore, il terrore per la sicurezza dei propri figli di fronte a strade vissute come “autostrade” urbane sono sentimenti legittimi e drammatici. Ma quando la rabbia si traduce nel mirino puntato sui familiari di un amministratore, la democrazia locale abdica a favore del caos. Se la politica cittadina, in vista delle prossime elezioni, deciderà di cavalcare questi istinti invece di placarli e incanalarli in un dialogo costruttivo, la “torrida estate” di Patti rischia di non finire a settembre.

Difendere il rispetto delle istituzioni e arginare la violenza verbale non significa ignorare i problemi dell’acqua o delle strade; significa, al contrario, preservare l’unico strumento civile che abbiamo per risolverli insieme.

Intanto c’è la reazione dei sindaci colleghi e amici di quello di Patti.

Le parole non sono mai soltanto parole!
Possono essere un muro o una finestra, dare forza oppure ferire. Sono anche una direzione. Preparano il terreno. Creano il clima in cui viviamo.
Per questo, quelle scelte e rivolte al collega e amico Gianluca, ci colpiscono profondamente. La comunicazione smart, troppo spesso toglie il freno a mano del controllo e sembra che tutto sia consentito!
Basta sedersi a una tastiera, e ci si scorda che dall’altra parte non c’è un bersaglio, ma una persona. Il padre di qualcuno, il figlio di altri, un amico di altri ancora.
Chi ha condiviso questa esperienza, conosce il suo impegno, la sua dedizione e i risultati che, con pazienza e determinazione, è riuscito a raggiungere.
Alcune cose si vedono, altre no; Gianluca è parte integrante di un gruppo che, da Oliveri ad Acquedolci, passando per Floresta e Castell’Umberto, ha imparato a stare assieme e lavorare, con spirito di squadra e senso di solidarietà, consapevoli che se non si cresce insieme si resta fermi tutti.
E questo, anche grazie alla sua leadership da “aggiustatore”. Significa che non si può criticare? No, al contrario. La critica è necessaria e lui lo sa.
Ma c’è una linea rossa che non va superata: quella che separa il dissenso dall’odio e la libertà di espressione dalla violenza delle parole.
La solidarietà che oggi esprimiamo a un collega è, prima di tutto, un invito a tutti noi: torniamo a dare valore alle parole.
Scegliamole con la stessa cura con cui vorremmo fossero scelte quelle rivolte ai nostri figli, ai nostri amici, alle persone cui teniamo.
Perché una comunità cresce anche così: dal rispetto che riesce a mantenere, persino quando non è d’accordo.

Alcune delle tante prese di posizione…

DALVATORE SIDOTI & ADESSO PATTI – La critica è un diritto. La mimaccia no.
Sono state giornate difficili, che hanno messo a dura prova la nostra comunità e la capacità di risposta dell’Amministrazione.
L’emergenza idrica causata dal guasto al sistema di telecontrollo e alle pompe del Timeto è stata finalmente superata. I disagi sono stati pesanti e la rabbia dei cittadini è comprensibile. Ma è proprio nei momenti più complessi che si misurano à .
Tecnici, operai, dipendenti comunali e amministratori hanno affrontato turni massacranti, lavorando senza sosta per riportare l’acqua nelle case. A ciascuno di loro va
La gratitudine di un’intera comunitrà
Persone, prima ancora dei ruoli che ricoprono. Persone che, mentre era più facile accusare, hanno scelto di lavorare e cercare soluzioni.
Questa è la differenza tra chi amministra e chi si limita a commentare.
In queste stesse ore si è verificato un episodio del tutto distinto dall’emergenza idrica, ma politicamente e civilmente gravissimo.
In un post pubblico sono state rivolte al Sindaco Gianluca Bonsignore e ai suoi familiari minacce esplicite. Non critiche. Non contestazioni. Minacce.
Chi ricopre un incarico pubblico deve accettare il dissenso e confrontarsi anche con le critiche più dure. Ma nessuna democrazia può tollerare che il confronto degeneri nell’intimidazione personale e nel coinvolgimento dei familiari.
Su questo non ci possono essere ambiguità.
Per questo La mia solidarietà e quella di Adesso Patti, va senza esitazioni a Gianluca Bonsignore, come Sindaco e, prima ancora, come persona.
La politica deve essere confronto, responsabilità e capacità di costruire. Si può contestare tutto, ma quando il dissenso diventa minaccia non si difende la democrazia: La si indebolisce.
Davanti a questa deriva, chi ha responsabilità pubbliche ha il dovere di prendere posizione. Con chiarezza.
Solomonico Nino Lo Iacono
Ho letto un post contenente minacce al nostro Sindaco e sono rimasto esterrefatto.
In primo luogo perché una figura Istituzionale di alto livello qual’è un Primo Cittadino che, in quanto tale, rappresenta tutta i cittadini e la Città nelle sue molteplici forme, e la rappresenta a prescindere da chi lo abbia e da quale parte partitica sia stato eletto, in secondo luogo perché nel nostro caso, Gianluca Bonsignore è una persona buona e, per quel che mi risulta sempre disponibile a parlare e confrontarsi con chiunque lo interpelli.
Certo non tutto è concedibile e non tutti sono contenti dell’operato di un Sindaco, vuoi perché non stia rispettando gli impegni presi con l’elettorato, vuoi perché un po’ antipatico ma soprattutto, credo, perché non abbia soddisfatto qualche richiesta personale magari ai limiti delle competenze comunali.
Qualunque sia una di queste motivazioni, niente e nessuno può giustificare le minacce di aggressione personale e, cosa ancora più grave, ai suoi familiari.
Sono sicuro che la solidarietà al sig. Sindaco verrà un’anime e sincera da tutti i cittadini come sono sicuro che l’uomo Gianluca saprà perdonare chi, magari in un momento di rabbia, ha scritto che ciò che non si dovrebbe nemmeno pensare.
Patti Futura

Ci sono confini che non possono essere oltrepassati.

Patti Futura esprime la più sincera solidarietà e vicinanza al Sindaco di Patti per le gravissime minacce rivolte alla sua persona e ai suoi familiari.
Le critiche, anche le più dure, sono parte del confronto democratico e rappresentano un diritto di ogni cittadino. Ben diverso è il ricorso all’intimidazione e alla minaccia, che non possono trovare alcuna giustificazione, qualunque sia il motivo che le ha originate.
La violenza, anche quando è solo verbale, avvelena il dibattito pubblico e colpisce l’intera comunità. Nessuna divergenza può mai trasformarsi in un pretesto per minacciare l’incolumità di una persona o dei suoi affetti più cari.
Ribadiamo con fermezza che il confronto civile, il dialogo e il rispetto reciproco devono sempre prevalere sull’odio, sull’intimidazione e su ogni forma di violenza.

Il Gal Nebrodi Plus esprime solidarietà al Sindaco Gianluca Bonsignore per le verbali minacce ricevute tramite social.

Pur nella loro rabbia, semplicità e banalità, vanno stigmatizzate e mai sottovalutate.
Purtroppo viviamo in una società che vede aumentare in maniera esponenziale la violenza verbale e non, in una società che ha perso fiducia nelle istituzioni, in una società che sempre più matura la triste idea di rendersi giustizia da soli, in una società dove le istituzioni a torto o ragione vengono additate come causa dei propri Mali,
non è questa la società che vogliamo!!

L’ordine dei  commercialisti

Solidarietà al Sindaco Gianluca Bonsignore: il confronto civile è un valore irrinunciabile
Il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Circoscrizione del Tribunale di Patti (ME), Mario Sciacca, esprime la propria vicinanza al Sindaco Gianluca Bonsignore per i gravi episodi di intimidazione verbale ricevuti attraverso i social.
La critica, anche quando forte e determinata, rappresenta un elemento essenziale della democrazia; cosa ben diversa sono le minacce e gli attacchi personali, che non possono trovare alcuna giustificazione.
Le istituzioni, indipendentemente dalle persone che pro tempore le rappresentano, costituiscono un patrimonio della collettività e devono essere sempre oggetto di confronto nel rispetto dei principi di civiltà e responsabilità.
A nome personale e dell’Ordine che rappresento, rinnovo la solidarietà al Sindaco Bonsignore, auspicando che il dialogo e il rispetto reciproco continuino a rappresentare la strada maestra della vita pubblica.
Mario Sciacca
Presidente ODCEC della Circoscrizione del Tribunale di Patti (ME)

Giuseppe Laccoto

Fare il Sindaco significa metterci la faccia. Sempre.
Significa essere chiamati a intervenire quando, all’improvviso, manca l’acqua nelle case, quando un servizio essenziale si interrompe, quando un’emergenza impone decisioni immediate. Sono situazioni che nessun Sindaco sceglie, ma che è chiamato ad affrontare con tempestività, assumendosi la responsabilità di decisioni difficili, sempre nell’interesse della comunità.
Significa assumersi la responsabilità di decidere, sapendo che non tutte le scelte saranno condivise. Significa ascoltare le critiche, accettare il confronto e, qualche volta, anche l’impopolarità. Fa parte del nostro ruolo ed è giusto che sia così.
C’è però un confine che una comunità civile non può permettersi di oltrepassare.
Quando il dissenso lascia spazio agli insulti, all’odio e, addirittura, alle minacce rivolte a un amministratore e ai suoi familiari, non siamo più davanti a un confronto democratico. Siamo davanti a qualcosa che impoverisce tutti e che non può trovare alcuna giustificazione.
Per questo esprimo la mia piena solidarietà al Sindaco di Patti, Gianluca Bonsignore.
La vicinanza che oggi sento di manifestargli non nasce soltanto dal rapporto di amicizia e di stima che ci lega, sia sul piano personale che come amministratori del nostro territorio. Nasce dalla convinzione che chi indossa la fascia tricolore, qualunque sia il Comune che rappresenta, non debba mai essere lasciato solo davanti alla violenza e all’intimidazione.
I Nebrodi hanno dimostrato negli anni di saper fare squadra, costruendo relazioni istituzionali fondate sulla collaborazione, sul dialogo e sul rispetto reciproco. È questo il patrimonio che dobbiamo continuare a difendere: un territorio capace di confrontarsi, anche con idee diverse, senza perdere il senso della misura e il rispetto delle persone.
Le idee possono dividerci. L’odio non deve unirci mai.
A Gianluca e alla sua famiglia va l’abbraccio mio personale, dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Brolo, con l’augurio di continuare a svolgere il proprio servizio con la serenità e la determinazione che questo ruolo richiede. Perché difendere il rispetto delle istituzioni significa, prima di tutto, difendere la qualità della nostra democrazia
IL Presidente, il Vicepresidente e l’intero Consiglio di Amministrazione desiderano esprimere la più sentita vicinanza e solidarietà a Gianluca Bonsignore Sindaco della città di Patti per le minacce ricevute attraverso i social network.
Si tratta di episodi che condanniamo con assoluta fermezza, poiché ogni forma di intimidazione e di violenza verbale rappresenta un attacco non solo alla persona, ma anche al ruolo istituzionale che essa ricopre e ai principi di rispetto e civile convivenza che devono ispirare la vita della nostra comunità.
Quanto accaduto richiama l’attenzione sul crescente disagio sociale e sul clima di esasperazione che, troppo spesso, trova sfogo nei canali digitali, alimentando odio e intolleranza anziché confronto e dialogo.
Nel rinnovare la nostra piena solidarietà, auspichiamo che simili comportamenti siano fermamente censurati e che si continui a promuovere una cultura del rispetto, della responsabilità e della legalità, valori imprescindibili per la tutela delle istituzioni democratiche e della coesione sociale.
Con stima e vicinanza.
Il Circolo del Partito Democratico di Capo d’Orlando esprime piena solidarietà al Sindaco di Patti Gianluca Bonsignore per le minacce ricevute via social. Il dissenso e la critica non possono mai superare il limite del Civile confronto politico. Viviamo tempi di inaccettabile imbarbarimento dei rapporti sociali e politici che mai si era spinto a questi livelli. Siamo vicini al Sindaco di Patti e alla sua famiglia. Marcello Corrao, Segretario Circolo PD di Capo d’Orlando – Vice Presidente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico.
La solidarietà a Gianluca Bonsignore, condannando la violenza anche se verbale, da parte della redazione di scomunicando.it
Il post scatenante
Mi viene da ridere ‘ Minacce ‘Siamo nella serie Gomorra e non lo avevo capito! La vita dei cittadini che vivono nel perenne pericolo REALE di perdere la vita o rovinarsela,perché il comune ignora da mesi una PEC,dove viene richiesto semplicemente un servizio di telecamere o strisce pedonali,poiché luogo dí continui incidenti, dove i mezzi già transitano a velocità insostenibili e dove ieri mattina una mamma ha rischiato di perdere la figlioletta per l’ennesimo incidente,questo non importa a nessuno! Solidarietà anche da parte mia ,che difendo la vita! Lui si emoziona a teatro ma della vita della gente che rischia la vita solo per attraversare la strada anzi l’autostrada,non si emoziona! Io non ho minacciato, ma se succede qualcosa a mio figlio non ho più motivo di vivere e me ne vado al gabbio ,ma i colpevoli non la passerebbero liscia di certo!Tutto qua! Minacce, quali sono che lo faccio a pezzettini,lui speri che non ci sia un’altro incidente. Solidarietà!

 

10 Luglio 2026

Autore:

redazione


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