All’oculista brolese un riconoscimento che rinnova l’impegno nel “We Serve” dentro e fuori il Lions Club International
Per la terza volta arriva il prestigioso riconoscimento Lions. La consegna in occasione della visita amministrativa della IV Circoscrizione del governatore Walter Buscema.
«Lo accolgo con profonda gratitudine e con la stessa voglia di continuare a servire la comunità e le persone che hanno bisogno».
Un riconoscimento importante, ricevuto per la terza volta, ma soprattutto la conferma di un percorso nel quale il servizio agli altri rimane il punto di riferimento. Il Melvin Jones Fellow, una delle più significative forme di riconoscimento legate alla Lions Clubs International Foundation, torna a premiare un impegno vissuto nel segno del motto che accompagna l’attività dei Lions nel mondo: “We Serve”. La nuova attestazione è arrivata durante la visita amministrativa della IV Circoscrizione del governatore Walter Buscema, trasformando un momento istituzionale anche in un’occasione particolarmente emozionante.
«Un riconoscimento che mi emoziona e che accolgo con profonda gratitudine. Essere Lions, per me, significa soprattutto esserci: mettere tempo, competenze e cuore al servizio degli altri, trasformando il nostro We Serve in gesti concreti».
Parole che spostano l’attenzione dalla targa al significato che essa assume. Il Melvin Jones Fellow porta infatti il nome di Melvin Jones, fondatore nel 1917 dell’organizzazione Lions, e viene conferito nell’ambito del programma della Lions Clubs International Foundation collegato alle donazioni destinate a sostenere le attività umanitarie della Fondazione. Il riconoscimento può essere attribuito a soci Lions ma anche ad altre persone, quale espressione di apprezzamento per il sostegno alla missione umanitaria della Fondazione.
Particolarmente sentito il ringraziamento rivolto al mondo Lions siciliano e a quanti hanno condiviso questo percorso. «Grazie al Lions Sicilia, al past governatore Diego Taviano, che finalmente è riuscito a consegnarmi il riconoscimento, a chi ha voluto dedicarmelo ancora una volta e a tutte le persone con cui condivido questo bellissimo cammino».
Ma è proprio quel numero, tre, a raccontare qualcosa in più. Non soltanto la reiterazione di un riconoscimento, ma la continuità di un impegno.
Tre volte Melvin Jones. Tre volte grazie.
E dietro quelle poche parole rimane intatto il senso di un’appartenenza associativa che trova la propria ragione soprattutto fuori dalle cerimonie: nelle iniziative solidali, nell’attenzione alle fragilità e nella disponibilità a mettersi a servizio degli altri. Per questo il terzo Melvin Jones non viene considerato un punto d’arrivo. Piuttosto, diventa un nuovo stimolo.
Brava dottoressa Maria!








