Il polo di Milazzo tra i Silver Sponsor del progetto promosso da Quater. L’intervista ad Direttore, l’avvocato Santi Grillo
Dal 2008, Parco Corolla, è cresciuto fino a raggiungere 62 negozi, 8 ristoranti e 6 sale cinematografiche. A rappresentarlo ad Agorà Sud il direttore Santi Grillo: «Essere presenti significa partecipare al confronto sul futuro di un territorio del quale ci sentiamo parte». Piero Ridolfo: «Non semplici sponsor, ma imprese che hanno scelto di condividere una visione».
Non soltanto un centro commerciale, ma una realtà economica che negli anni ha assunto un peso significativo nel sistema produttivo e occupazionale dell’area tirrenica messinese.
È anche da questa prospettiva che va letta la presenza del Parco Corolla di Milazzo tra i Silver Sponsor di Agorà Sud – Il luogo del dialogo del Mezzogiorno, il progetto promosso da Quater attorno ai temi dello sviluppo, del lavoro e del “diritto a restare”. Parco Corolla nasce a Milazzo nel 2008 e oggi conta 62 negozi, 8 ristoranti, 6 sale cinematografiche e oltre 3.000 posti auto e spazi dedicati alle ricariche elettriche. Numeri che restituiscono le dimensioni di un polo capace di attrarre marchi nazionali e internazionali e flussi di visitatori provenienti da un bacino che supera i confini della città di Milazzo.
La sua crescita ha avuto ricadute anche sul lavoro. Oltre 900 lavoratori diretti o indiretti nei negozi, testimoniano la capacità della struttura di generare opportunità lavorative. È dentro questa storia imprenditoriale che assume significato la partecipazione ad Agorà Sud, il cui evento si è sviluppato a settembre tra Villa Piccolo e Terrazza Mercadante, a Capo d’Orlando.
A rappresentare il Parco Corolla c’era il direttore Santi Grillo anche a nome della Proprietà. Una presenza che allarga idealmente il raggio d’azione del centro commerciale: da Milazzo verso un comprensorio più vasto, entrando in un luogo di confronto tra imprese, istituzioni, professionisti, scuola e mondo associativo. Con Grillo abbiamo provato a leggere proprio il significato di questa scelta.
L’INTERVISTA
Avvocato Grillo, perché il Parco Corolla ha deciso di sostenere Agorà Sud?
«Perché un’impresa che opera stabilmente su un territorio non può limitarsi a osservare ciò che accade intorno a sé. Essere presenti ad Agorà Sud significa partecipare a un confronto che riguarda sviluppo, occupazione, giovani e capacità del Mezzogiorno di creare opportunità. Sono temi che interessano direttamente anche il nostro mondo».
Il Corolla è ormai una realtà consolidata. Quanto conta il rapporto con il territorio?
«È fondamentale. Un centro commerciale vive grazie alle persone, alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese che compongono il territorio nel quale opera. Negli anni il Corolla è cresciuto insieme al proprio bacino di riferimento. Abbiamo cercato di ampliare l’offerta, attrarre nuovi marchi e creare servizi, ma anche di mantenere un rapporto aperto e fattivo con ciò che si muove all’esterno del Parco».
Un’impostazione che trova riscontro anche in alcune iniziative realizzate negli ultimi anni. Il Corolla, ad esempio, ha ospitato una postazione per biciclette e monopattini elettrici in sharing collegata alla rete già presente al Terminal Aliscafi di Milazzo. In quell’occasione lo stesso Grillo parlava di un servizio destinato non soltanto ai clienti, ma anche a residenti e turisti e pensato per facilitare gli spostamenti verso il resto del comprensorio. In questi anni, inoltre, non abbiamo mai fatto mancare supporto e collaborazione a molti eventi organizzati con i Comuni, le associazioni e i gruppi che compongono il nostro territorio.
Agorà Sud ha posto al centro il “diritto a restare”. Che significato assume questo concetto dal punto di vista di un’impresa?
«Il diritto a restare acquista significato quando esistono opportunità concrete. I giovani devono poter scegliere liberamente dove costruire il proprio futuro, ma perché possano anche scegliere di rimanere servono lavoro, formazione, servizi e imprese che continuino a investire. La crescita economica e quella sociale devono riuscire a procedere insieme».
Quindi la vostra presenza non va interpretata soltanto come una sponsorizzazione?
«No. Il sostegno è importante, ma ancora più importante è il dialogo. Manifestazioni come Agorà Sud permettono a mondi differenti di incontrarsi. Imprese, amministrazioni, professionisti e formazione spesso affrontano gli stessi problemi da punti di osservazione diversi. Metterli in relazione può aiutare a individuare esigenze comuni e, soprattutto, possibili soluzioni».
IL PUNTO
Ne parla Piero Ridolfo
Il partner diventa parte del progetto»
È proprio questo il principio che Piero Ridolfo, tra i promotori di Agorà Sud, individua dietro la rete di aziende costruita intorno all’iniziativa. Il Parco Corolla ha partecipato come Silver Sponsor insieme ad altre importanti realtà imprenditoriali. Ma per Ridolfo il valore della presenza dei partner va oltre il sostegno economico.
«Il contributo delle aziende è stato fondamentale. Un evento di questa portata nasce dalle idee, ma per trasformarle in qualcosa di concreto occorrono persone e imprese disposte a crederci. Non abbiamo mai considerato gli sponsor semplicemente dei finanziatori: sono realtà che hanno scelto di condividere un progetto dedicato al futuro del territorio».
Nel caso del Parco Corolla il collegamento con i temi di Agorà Sud appare particolarmente evidente. «Parliamo – osserva Ridolfo – di una realtà che da anni investe, crea lavoro, richiama importanti flussi commerciali e continua a confrontarsi con il mercato. La presenza del Corolla ci ha fatto particolarmente piacere proprio perché porta dentro Agorà Sud l’esperienza concreta di chi ogni giorno deve misurarsi con occupazione, servizi, consumi, investimenti e capacità di attrazione».
E qui torna il concetto della “restanza attiva” che Quater ha voluto associare al diritto a restare.
«Sarebbe contraddittorio parlare del futuro dei giovani al Sud senza coinvolgere chi produce ricchezza e crea occupazione – sottolinea Ridolfo –. Possiamo parlare di formazione, università e politiche pubbliche, ma poi abbiamo bisogno di imprese capaci di trasformare le competenze in lavoro e le idee in opportunità. Il giovane deve poter scegliere di restare, oppure di tornare, senza sentirsi penalizzato rispetto a chi costruisce altrove il proprio percorso». La partecipazione ad Agorà Sud racconta così anche l’evoluzione del ruolo di strutture come il Parco Corolla.
Il commercio rimane naturalmente la sua funzione principale. Ma attorno ai negozi sono cresciuti ristorazione, cinema, servizi, spazi per famiglie ed eventi. Lo stesso Parco si definisce oggi non soltanto luogo dello shopping, ma spazio da vivere. E quando una struttura raggiunge queste dimensioni, il suo rapporto con il territorio diventa inevitabilmente più ampio. Significa occupazione, indotto, capacità di attrarre marchi e consumatori. Ma significa anche interrogarsi sul contesto nel quale si opera: infrastrutture, mobilità, formazione professionale, giovani e qualità dei servizi. È questo il punto d’incontro tra Parco Corolla e Agorà Sud. Da una parte una realtà imprenditoriale; dall’altra un progetto che prova a mettere attorno allo stesso tavolo chi può contribuire allo sviluppo del Mezzogiorno.
Perché il “diritto a restare” evocato da Agorà Sud non può vivere soltanto nei convegni. Ha bisogno di imprese, investimenti e posti di lavoro. E soprattutto di una rete nella quale chi crea economia non rimanga spettatore del territorio, ma ne diventi parte attiva.
MSM



















