CivisGIS – il Comune si legge sulla mappa: nasce una piattaforma che mette il territorio al centro della macchina amministrativa
Fotonotizie, In evidenza, Rubriche, Tecnologia

CivisGIS – il Comune si legge sulla mappa: nasce una piattaforma che mette il territorio al centro della macchina amministrativa

Pratiche edilizie, tributi, catasto, acquedotto, patrimonio, lavori pubblici, protezione civile e servizi comunali collegati alla loro posizione geografica. Il progetto punta a superare la frammentazione dei dati attraverso una piattaforma modulare che può crescere insieme alle esigenze dell’ente

 Il punto di forza in assoluto è l’automazione del certificato di destinazione urbanistica (CDU),

Una pratica edilizia, una particella catastale, un’utenza Tari, un cantiere, una condotta dell’acquedotto, un’area sottoposta a vincolo o un bene comunale hanno qualcosa in comune: esistono tutti in un punto preciso del territorio. Parte da questa considerazione CivisGIS, il nuovo progetto tecnologico rivolto a Comuni e Unioni di Comuni che prova a cambiare il modo con cui gli uffici pubblici consultano e mettono in relazione le proprie informazioni.

CivisGIS, il nuovo progetto tecnologico rivolto a Comuni e Unioni di Comuni che prova a cambiare il modo con cui gli uffici pubblici consultano e mettono in relazione le proprie informazioni.

L’idea è utilizzare la cartografia non come semplice rappresentazione grafica, ma come strumento quotidiano di lavoro. La mappa diventa l’ambiente dal quale partire per interrogare il territorio e raggiungere dati, documenti e procedimenti collegati a un immobile, un indirizzo, un foglio o una particella. Una scelta apparentemente semplice che interviene su uno dei problemi più comuni nella gestione degli enti locali: le informazioni ci sono, ma spesso sono distribuite tra software differenti, cartografie, archivi documentali, fogli di calcolo e banche dati gestite da uffici che lavorano separatamente.

CivisGIS prova a costruire il collegamento che manca.

Ventuno moduli, un’unica logica

La piattaforma è articolata in 21 moduli, acquistabili anche separatamente. Non viene quindi proposto al Comune un sistema monolitico da adottare necessariamente nella sua interezza. L’ente può partire dal settore nel quale avverte maggiormente l’esigenza di organizzare i dati e aggiungere successivamente altre funzionalità. Il nucleo è rappresentato dal Core GIS comunale: un ambiente configurato per il singolo ente nel quale consultare layer e oggetti territoriali ed effettuare ricerche attraverso indirizzo, numero civico, foglio e particella.

A questa base possono essere associate informazioni provenienti da catasto e cartografia comunale, strumenti urbanistici, PRG o PUG, Norme tecniche di attuazione, PAI, vincoli, toponomastica e numerazione civica. È su questa struttura comune che si innestano i diversi settori.

Dalla CILA all’IMU, partendo dallo stesso immobile

Per l’Ufficio Tecnico, CivisGIS prevede la gestione territoriale di permessi di costruire, CILA, SCIA, SCA, certificati di destinazione urbanistica, relazioni e fascicolo edilizio. La differenza rispetto alla semplice consultazione di una pratica sta nel contesto. Se l’operatore individua un edificio sulla cartografia, l’obiettivo è poter ricostruire le informazioni che riguardano proprio quell’oggetto territoriale. Lo stesso principio viene applicato all’area finanziaria e tributaria, con moduli dedicati a TARI, IMU e acquedotto. Un immobile non viene più letto soltanto come elemento catastale o cartografico: può diventare il punto attraverso il quale mettere in relazione indirizzo, dati comunali e posizione territoriale. È qui che si trova una delle caratteristiche più interessanti del progetto: uffici differenti possono interrogare la stessa realtà partendo da una base geografica comune, pur mantenendo funzioni e competenze distinte.

Dal patrimonio alla Protezione civile

L’impostazione viene estesa agli altri ambiti della macchina comunale. Patrimonio ed espropri possono essere georeferenziati; lavori pubblici e cantieri possono essere collocati sulla viabilità interessata; verde pubblico e arredo urbano possono essere censiti sulla mappa. Ci sono poi gli ambienti dedicati alla Protezione civile, ai servizi cimiteriali, alle strutture ricettive, al SUAP e alle attività produttive. Per la Polizia locale sono stati sviluppati strumenti GIS relativi a mobilità, viabilità e controllo territoriale. Il progetto comprende inoltre un’area di analisi spaziale per servizi demografici ed elettorali, nella quale è prevista l’utilizzazione di dati aggregati e di specifiche protezioni per la riservatezza. Il principio resta sempre lo stesso: il territorio come indice attraverso il quale raggiungere informazioni che normalmente vengono cercate in archivi differenti.

La mappa smette di essere una fotografia

È probabilmente questo l’aspetto più innovativo di CivisGIS.

Per molti enti il GIS è ancora associato soprattutto alla consultazione del piano regolatore, delle particelle catastali o dei vincoli urbanistici. Qui l’ambizione è differente. La cartografia diventa una sorta di scrivania geografica del Comune. Cliccare su un punto della mappa può significare interrogare un edificio, una strada, un terreno, una struttura pubblica o un’infrastruttura e, attraverso i moduli attivati, arrivare alle informazioni che lo riguardano. Il vantaggio potenziale è particolarmente evidente nei piccoli Comuni, dove una parte della conoscenza amministrativa rischia ancora di essere legata all’esperienza personale dei singoli dipendenti: chi conosce quella pratica, chi ricorda dove si trova un documento, chi sa ricostruire la storia di un determinato immobile. CivisGIS nasce dichiaratamente anche per ridurre questa dipendenza dalla memoria del singolo operatore, conservando informazioni e collegamenti in un ambiente condiviso.

I programmatori sono chiari : C’è però un punto sul quale il progetto sceglie una linea precisa: la tecnologia non deve assumere la decisione amministrativa al posto dell’operatore. Gli incroci tra dati e le automazioni servono ad accelerare la ricerca e l’istruttoria. Verifica, validazione e responsabilità rimangono agli uffici.

È una distinzione importante, soprattutto in una fase nella quale l’introduzione di nuovi strumenti digitali nella Pubblica Amministrazione rischia talvolta di essere raccontata come una sostituzione automatica di procedure e professionalità. CivisGIS propone invece la tecnologia come supporto: trovare prima le informazioni, comprenderne la provenienza, collegarle e permettere al tecnico o al responsabile di valutarle.

Anche la modularità risponde a una difficoltà concreta delle amministrazioni locali: costi, tempi e complessità della trasformazione digitale. Un Comune potrebbe avere bisogno inizialmente soltanto dell’Ufficio Tecnico. Un altro potrebbe individuare nei tributi la priorità. Un altro ancora nella Protezione civile, nell’acquedotto o nella gestione del patrimonio. Con CivisGIS l’investimento può essere progressivo: si attivano i moduli necessari e successivamente se ne aggiungono altri, mantenendo la medesima base territoriale. Questo consente anche di evitare, almeno nell’impostazione progettuale, la sostituzione indiscriminata degli strumenti già utilizzati dall’ente.

Un progetto che dichiara anche ciò che deve essere ancora collaudato

C’è infine un elemento meno appariscente, ma significativo. CivisGIS distingue pubblicamente lo stato di sviluppo delle diverse componenti. Core GIS e Ufficio Tecnico sono indicati in fase di configurazione e collaudo; TARI, IMU e acquedotto sono in integrazione e collaudo; Protezione civile, servizi cimiteriali e strutture ricettive risultano disponibili con configurazione specifica per ente; altri sei moduli settoriali sono sviluppati e richiedono il collaudo sul singolo Comune. È una scelta di trasparenza: una funzione non viene considerata definitivamente operativa prima di essere verificata sui dati reali, sui documenti e sulle regole dell’amministrazione che dovrà utilizzarla. Ed è un aspetto essenziale, perché nessun Comune è perfettamente uguale a un altro.

CivisGIS prova dunque a intervenire non creando semplicemente un altro archivio, ma cambiando il punto dal quale gli archivi vengono interrogati. Una casa. Una strada. Un terreno. Una particella. Un indirizzo. Da lì possono partire urbanistica, tributi, patrimonio, lavori pubblici, acquedotto, attività produttive, protezione civile e controllo del territorio. Il progetto dovrà naturalmente misurarsi con la prova più importante: l’utilizzo quotidiano da parte degli uffici e l’integrazione con banche dati spesso costruite negli anni con strutture molto differenti.

Ma l’idea sulla quale CivisGIS è costruito è immediatamente comprensibile: se quasi tutte le attività di un Comune hanno una relazione con il territorio, è proprio il territorio che può diventare il punto nel quale quelle informazioni finalmente si incontrano.

I progettisti informatici sono disponibili ad incontri specifici con i responsabili degli uffici tecnici comunali e con i sindcai per illustare la potenzialità del progetto.

Contatti

info@civisgis.it
339 577 7591

Via Industriale 89, fraz. Rocca
98070 Capri Leone

CivisGis | Piattaforma territoriale modulare per la PA

7 Ottobre 2026

Autore:

redazione


Ti preghiamo di disattivare AdBlock o aggiungere il sito in whitelist