VERSO LE ELEZIONI… A PATTI – Mauro Aquino torna al centro della partita elettorale?
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VERSO LE ELEZIONI… A PATTI – Mauro Aquino torna al centro della partita elettorale?

«La città ha smarrito la sua direzione. Ma prima dei nomi servono idee»

Il suo intervento sulle indiscrezioni di una possibile ricandidatura nel 2027.

Non conferma, ma neppure si tira fuori: «C’è un gruppo che lavora a un’alternativa». Duro il giudizio sugli ultimi cinque anni di amministrazione. Dal depuratore alla viabilità, dal porto turistico al Piano urbanistico generale, Aquino indica le priorità per rilanciare Patti.

Il nome di Mauro Aquino torna a circolare con insistenza nella politica pattese. A pochi mesi dalle elezioni amministrative della primavera 2027, l’ipotesi di una sua nuova candidatura a sindaco alimenta indiscrezioni e discussioni, mentre cominciano a delinearsi gli schieramenti che si confronteranno con l’amministrazione uscente di Gianluca Bonsignore. L’ex primo cittadino, alla guida di Patti dal 2011 al 2021, non conferma, ma non smentisce, la propria disponibilità a tornare sulla poltrona più importante di Palazzo dell’Aquila. Ma lascia emergere una volontà precisa: partecipare alla costruzione di un’alternativa politica, fondata su un programma di sviluppo e su una squadra capace di realizzarlo.

«Questo è il periodo delle indiscrezioni e delle voci. Le elezioni si avvicinano ed è fisiologico che le notizie si rincorrano», osserva Aquino, commentando le ipotesi circolate sulla stampa. Poi arriva la prima conferma, quella politicamente più significativa. «Quello che c’è di vero è che esiste un gruppo, del quale faccio parte, che sta lavorando per elaborare un progetto e un programma alternativi a quelli dell’attuale amministrazione». Un gruppo che, secondo l’avvocato Aquino, riunisce professionisti, imprenditori, giovani e figure con esperienze differenti. Personalità che potrebbero anche esprimere il candidato alla carica di primo cittadino.

Dire che Mauro Aquino è alla ricerca della candidatura o che sarà il candidato sindaco della città è quantomeno prematuro».

Un’affermazione prudente, che non chiude però alcuna possibilità. Le parole di Aquino si inseriscono in un percorso politico avviato pubblicamente quando un documento sottoscritto da esponenti politici e civici, tra i quali lo stesso ex sindaco, annunciava la volontà di costruire un progetto alternativo all’attuale amministrazione. Tra i firmatari figuravano Antonio Milici, Francesco Arrigo, Alessia Bonanno, Lorenzo Scolaro, Mauro Aquino, Pippo Venuto e Tino Giusto. La cronaca locale aveva successivamente registrato la presa di distanza di due degli altri sottoscrittori. Il documento esprimeva una valutazione fortemente critica dei cinque anni di governo cittadino, denunciando l’assenza di una visione di lungo periodo, le difficoltà nei servizi, le occasioni di sviluppo considerate perdute e la necessità di aprire una nuova stagione di partecipazione. Non si parlava ancora di un candidato, ma di un progetto aperto al contributo della società civile. È proprio questa impostazione che Aquino riprende il suo dire.

«Partiamo da un giudizio sostanzialmente negativo su questi cinque anni trascorsi e vogliamo fornire alla cittadinanza una proposta alternativa, fatta di piccole e grandi idee per uno sviluppo sostenibile della nostra città». La scelta del candidato, dunque, rimane formalmente aperta. Ma la presenza di Aquino nel gruppo e il suo ritorno nel dibattito pubblico rappresentano già un elemento significativo negli equilibri preelettorali.

«Patti ha smarrito la propria vocazione»

L’ex sindaco non nasconde la preoccupazione per le condizioni della città. Alla domanda se Patti abbia perso terreno rispetto ad altri centri della provincia, preferisce evitare il confronto diretto tra comuni e concentrarsi sulle responsabilità della politica locale. «A me pare che questa città abbia smarrito la vocazione, la direzione. Si procede quasi senza sapere quale modello di sviluppo reale, concreto e realizzabile si voglia perseguire». È il giudizio più severo, perché va oltre la critica ai singoli interventi amministrativi e investe l’idea stessa di città. Per Aquino il problema non è soltanto quello di realizzare opere o migliorare servizi, ma di individuare una prospettiva che possa orientare le scelte per i prossimi decenni. «Bisogna avere una visione ben chiara dello sviluppo della città a venti, trenta, quarant’anni. Bisogna capire qual è la vocazione di Patti». Una vocazione che, nella sua lettura, continua a poggiare su turismo, artigianato e servizi. «Ho sempre ritenuto che questa città debba guardare allo sviluppo turistico e artigianale e al potenziamento di tutti i servizi connessi». Ma senza infrastrutture, avverte, ogni progetto rischia di rimanere soltanto una dichiarazione d’intenti.

Aquino richiama innanzitutto l’intervento di adeguamento e potenziamento del depuratore, considerato indispensabile per la qualità del mare e lo sviluppo turistico. «È la base minima, il presupposto essenziale per poter fare turismo e avere un mare perfettamente balneabile». Da amministratore ricorda che, alla conclusione del proprio mandato nel 2021, era disponibile un finanziamento di circa sei milioni di euro e che il progetto esecutivo era pronto per il successivo percorso di affidamento. «I lavori sono iniziati nel 2022, dovevano terminare in poco meno di due anni. Sono ancora in corso, non si sa a che punto siano e soprattutto quando finiranno». Una contestazione che Aquino rivolge all’attuale gestione amministrativa e che pone il tema dei tempi di completamento delle opere pubbliche. Tra le infrastrutture considerate decisive ritorna anche il collegamento stradale verso il versante ionico. Aquino sostiene la necessità di ripensare il progetto originario della Patti-Taormina, adeguandolo alle condizioni economiche e tecniche attuali. «Ho sempre detto che il tracciato originario probabilmente non è più realizzabile, perché eccessivamente costoso».

L’obiettivo, però, resta immutato: collegare meglio Patti con uno dei comprensori turistici più importanti della Sicilia e ridurre i tempi per raggiungere l’aeroporto di Catania-Fontanarossa. Aquino richiama un finanziamento di dieci milioni di euro ottenuto nel 2016 per il completamento del terzo lotto dell’infrastruttura e sostiene di avere sollecitato chiarimenti sulla sua utilizzazione. «Cosa è successo in questo anno e mezzo? Francamente lo ignoro». Una domanda che apre un altro fronte del confronto politico: quello sulla continuità amministrativa e sulla capacità di portare avanti progetti avviati negli anni precedenti.

Anche il porto turistico torna nell’analisi che formula. Aquino ricorda di avere sempre considerato difficilmente percorribile, per Patti, la strada di un grande approdo finanziato con risorse pubbliche, sul modello di altre realtà della costa tirrenica. «L’unica possibilità è trovare un privato che voglia realizzare l’opera con risorse interamente private». Durante la sua amministrazione, racconta, un imprenditore aveva manifestato interesse per un porto leggero galleggiante a Marina di Patti. Un progetto che avrebbe potuto accogliere, secondo le previsioni allora formulate, circa 150 imbarcazioni nel periodo compreso tra maggio e ottobre, intercettando parte del traffico nautico diretto alle Eolie. «Avrebbe consentito anche di dare ulteriore ossigeno a un settore, quello della cantieristica, che nel nostro territorio occupa parecchie persone». L’investimento, tuttavia, non si concretizzò. Il privato interessato avrebbe successivamente rinunciato, rendendosi disponibile a cedere il progetto ad altri operatori. «Non mi risulta che a oggi siano stati trovati altri privati interessati».

È però sulla pianificazione urbanistica che anche da ex sindaco concentra la proposta più immediata. Alla domanda su quale sia l’intervento prioritario per il futuro di Patti, la risposta è netta.

«La cosa più importante è arrivare nei tempi più brevi possibili all’approvazione e all’operatività del nuovo Piano urbanistico generale. Abbiamo già perso fin troppo tempo». Aquino ricorda che durante la sua amministrazione era stato avviato il percorso per aggiornare la pianificazione cittadina, con l’affidamento degli incarichi professionali e l’elaborazione delle direttive generali. Per lui non si tratta soltanto di uno strumento edilizio. «Il Piano urbanistico generale non è soltanto uno strumento che consente di costruire o non costruire. È il principale atto di programmazione del territorio».

L’attenzione si sposta quindi sulle attività produttive e sulle difficoltà incontrate da chi vorrebbe investire.

«Dobbiamo consentire a un carrozziere, a un cantiere nautico, a un’impresa della ceramica di realizzare un capannone, fare produzione, avviare un’attività, assumere persone e creare reddito». L’attuale area artigianale, osserva Aquino, non avrebbe mai espresso pienamente le proprie potenzialità anche per problemi di accessibilità. Da qui la necessità di individuare nuove aree produttive attraverso una pianificazione adeguata.

Il possibile ritorno di Aquino apre inevitabilmente anche il capitolo del bilancio della sua esperienza amministrativa.

Dieci anni alla guida di Patti rappresentano un patrimonio politico importante, ma anche un periodo sul quale gli elettori potrebbero chiedere valutazioni e risposte. Mauro Aquindo, da uomo e da amministatore,  rivendica le scelte compiute. «In quei dieci anni è stata tracciata una direzione e sono stati posti dei segni importanti. Lo dico senza presunzione, ma con un pizzico di orgoglio». Il riferimento è ai finanziamenti ottenuti, alle opere avviate e alla programmazione di interventi che, a suo giudizio, avrebbero dovuto trovare continuità. Ma Aquino non vuole trasformare queste dichiarazioni in una rivendicazione personale.

Non ci si candida a sindaco, si viene candidati»

Ma Aquino sarà nuovamente candidato sindaco di Patti?

La risposta non contiene un annuncio, ma nemmeno un rifiuto.«Non è importante che Mauro Aquino possa concorrere alla poltrona di primo cittadino ed eventualmente diventare nuovamente sindaco». E precisa quale dovrebbe essere, secondo lui, il criterio della scelta. «È importante che chiunque sia candidato sia espressione di un gruppo con le idee chiare, che faccia di un progetto semplice ma realizzabile la propria proposta». La politica, insiste, deve tornare a essere un lavoro collettivo. «Servono grandi intelligenze, grandi individualità, ma anche la capacità di fare squadra».

Poi l’appello alla città

«Rimbocchiamoci le maniche tutti assieme, ognuno con le proprie competenze e le proprie possibilità». La frase che meglio sintetizza la sua posizione arriva alla fine: «Non ci si candida a sindaco, si viene candidati». Una formula che non scioglie la riserva, ma rimette la decisione nelle mani del gruppo politico che sta prendendo forma. Nel frattempo, il quadro delle amministrative 2027 rimane in movimento. Oltre al percorso alternativo nel quale è coinvolto Aquino, la cronaca politica ha già registrato la disponibilità di Anna Sidoti a riproporsi come candidata, mentre resta da definire l’assetto complessivo degli schieramenti e delle alleanze, anche perchè la candidatura di Bonsignore oggi deve fare i conti con le strategie di eventuali successori futuri, di scelte ed anche di alleanze e come queste potrebbero essere digireti o maldigerei dai gruppi politici che hanno dato l’assessoto alla sua struttura elettorale (vedi un’allenza con gruppi legati a Vannacci oggi fortemente data quasi per scontata).

Per Aquino, comunque, la questione fondamentale resta quella del futuro della città. «Abbiamo Marinello, il centro storico, le colline, il mare, la storia, l’archeologia. Abbiamo tutto quello che il mondo intero ci invidia. Dobbiamo soltanto metterlo a reddito». Il suo ritorno è dunque, per il momento, soprattutto un ritorno nel confronto politico e programmatico. La candidatura resta un’indiscrezione. Il progetto alternativo, invece, è già sul tavolo. E da oggi ha anche una serie di priorità sulle quali misurare il dibattito che accompagnerà Patti verso le urne.

 

16 Ottobre 2026

Autore:

redazione


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