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La proposta – che puntava a concedere la sanatoria anche alle case realizzate entro 150 metri dalla battigia e, in alternativa, prevedeva l’assegnazione delle costruzioni abusive a chi attualmente le abita – è stata respinta dopo una lunga discussione e qualche polemica con 4 voti favorevoli, cinque contrari e tre astenuti.

Le altre posizioni

L’emendamento proposto dal deputato del Nuovo centrodestra Pietro Alongi – che prevedeva invece la possibilità di “ampliare” gli edifici realizzati in prossimità del mare ma solo “senza alterazione dei volumi esistenti” – è stato invece ritirato: il parlamentare si è però riservato di presentare nuovamente la proposta in aula.

“Dopo due anni – afferma la presidente della commissione Ambiente, Mariella Maggio – siamo riusciti a completare il lavoro su questa legge. È una grande soddisfazione politica esserci riusciti respingendo tutte le proposte che puntavano a sanare gli abusi”.

Valeria Sudano, deputata del Partito democratico aveva nella mattinata rinunciato alla sua  proposta, che estendeva invece la possibilità di fare ampliamenti di volume alle costruzioni realizzate non più entro il 2009, come previsto  dal piano casa di Berlusconi, ma entro il 2012.

Fausto Raciti, segretario regionale del Partito democratico, – sempre ieri –  aveva assicurato che il suo partito si sarebbe battuto per “radere al suolo” gli emendamenti salva-abusivi.
Il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, che aveva anticipato che in caso di approvazione definitiva da parte dell’Ars avrebbe chiesto al governo nazionale di impugnare la legge.

Il deputato M5S all’Ars, Giampiero Trizzino ha dichiarato: “Ci sono norme che dovrebbero prescindere la logica dei numeri a favore di quella del buon senso, ma evidentemente non è sempre così. Anche in questa occasione abbiamo dovuto fare un vero e proprio braccio di ferro contro chi voleva aggredire le nostre coste”. “Ci siamo battuti per la tutela del territorio – sottolinea il deputato – perchè si stava svilendo una legge che invece potrà portare una ventata di aria fresca per la tutela del paesaggio ed alla fine siamo riusciti a convincere Governo e la maggioranza deputati a bloccare la sanatoria delle coste. Pensare di poter sanare situazioni insanabili era di fatto una follia che avrebbe creato non pochi imbarazzi anche a quei comuni che hanno già messo mano alle demolizioni delle abitazioni lungo le coste ed avrebbe aperto pericolosi spiragli su nuove costruzioni a pochi metri dal mare. Una battaglia etica ed economica perchè non è questo il genere di sviluppo che porta utili alla nostra regione che dovrebbe invece vivere della bellezza delle coste e non certamente di cemento. Siamo soddisfatti della conta dei voti. Abbiamo evitato che da questo palazzo potesse uscire l’ennesimo scempio”.

I rappresentanti del Pd in commissione Territorio e Ambiente dell’Ars hanno evidenziato: “L’approvazione in Commissione del ddl di recepimento del Testo Unico in materia edilizia costituisce un passaggio importante per il riordino di un settore strategico per la Sicilia”. “La posizione unitaria del Pd – continuano – ha consentito di respingere ogni tentativo di snaturamento del disegno di legge. Così come abbiamo fatto oggi in commissione, anche in Aula confermeremo la posizione del Partito Democratico di contrarietà ad ogni ipotesi di sanatoria edilizia”.