ADDIO A NICOLA PIETRANGELI – Icona del tennis italiano
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ADDIO A NICOLA PIETRANGELI – Icona del tennis italiano

E’ stata la leggenda del tennis italiano

Camera ardente al Foro Italico: il mondo dello sport piange un gigante

L’Italia dello sport saluta Nicola Pietrangeli, uno dei più grandi tennisti azzurri di sempre. L’ex campione è morto a Roma all’età di 92 anni, lasciando un’eredità sportiva e umana che attraversa generazioni. Nato a Tunisi l’11 settembre 1933, Pietrangeli è stato l’unico italiano inserito nella International Tennis Hall of Fame, primato che da solo racconta l’immensità del suo talento. La camera ardente sarà allestita mercoledì, dalle 9 alle 14, presso lo Stadio del Tennis del Foro Italico, che porta proprio il suo nome. I funerali si terranno lo stesso giorno nella chiesa Santa Maria della Gran Madre di Dio, in via Cassia.

Pietrangeli ha scritto pagine indelebili nella storia del tennis. È tuttora primatista mondiale in Coppa Davis per numero di partite disputate (164), vittorie in singolare (78) e successi in doppio (42). Ha portato il tennis italiano ai vertici internazionali in un’epoca in cui il movimento tricolore muoveva i primi passi nel professionismo. Il suo stile elegante, la sua ironia e la capacità di interpretare il tennis come arte e carattere ne hanno fatto un personaggio unico, oltre che un atleta straordinario.

Tra i primi a ricordarlo, con una commozione sincera, è stato Adriano Panatta, suo erede naturale sulla scena tennistica:

«Nicola era il mio amico. È stato un personaggio straordinario, al di là dei titoli. Abbiamo giocato insieme, abbiamo fatto vacanze insieme. Non volevo che soffrisse. Ha avuto una vita bellissima.»

Un pensiero affettuoso anche alla ferita più dolorosa della sua vecchiaia: la scomparsa del figlio Giorgino. Panatta racconta l’ultimo dialogo tra i due, fatto di affetto e complicità, due parole che definiscono la loro amicizia oltre lo sport.

Il cordoglio delle istituzioni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Pietrangeli come:

«Un simbolo del tennis italiano, un campione capace di ispirare generazioni, che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo.»

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato invece della:

«Grandezza dello sportivo unita alla semplicità dell’uomo. Una leggenda che ha rivoluzionato il nostro tennis.»

Il presidente del CONI ha disposto un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive dei prossimi giorni.

Particolarmente toccante la lettera del presidente della FITP, Angelo Binaghi, che ricorda Pietrangeli come un maestro, un punto di riferimento e un amico:

«Non è stato solo un campione: è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero. Era il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato.»

Binaghi racconta una fotografia di quando, bambino, era raccattapalle in un match di Coppa Davis:

«Quella foto è l’inizio di tutto per me. Nicola era il tennis, nel senso più profondo del termine.»

E chiude con un’immagine poetica:

«Ci piace pensare che abbia raggiunto Lea, e che stiano già giocando un doppio misto lassù. Per noi è un colpo durissimo. Abbiamo perso un pezzo della nostra anima.»

Anche Filippo Volandri e Tathiana Garbin, capitani delle nazionali di Coppa Davis e Billie Jean King Cup, hanno ricordato Pietrangeli come un punto fermo:

«Era libero, diretto, autentico. Ha aperto la strada a tutti noi.»
«Per la nostra generazione è stato una guida silenziosa, il custode vero della nostra storia.»

Un’eredità che resta

Nicola Pietrangeli è stato più di un campione: è stato un modo di vivere lo sport. Con la sua ironia, la sua eleganza, la sua capacità di dire sempre ciò che pensava, ha reso il tennis un racconto italiano, umano, vero.

Una figura capace di far dialogare passato e presente, maestro per chi lo ha conosciuto, leggenda per chi lo ha solo ammirato. La sua storia continuerà a vivere in ogni giovane che impugna una racchetta con la maglia azzurra.

L’Italia perde un monumento dello sport. Il tennis perde il suo simbolo più grande. Nicola Pietrangeli resta nella storia.

1 Dicembre 2025

Autore:

redazione


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