CAPO D’ORLANDO – Appello al Comune sulla crisi di Gaza: i promotori denunciano immobilismo e chiedono una presa di posizione
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CAPO D’ORLANDO – Appello al Comune sulla crisi di Gaza: i promotori denunciano immobilismo e chiedono una presa di posizione

Nessun atto concreto, soltanto rassicurazioni e rinvii. È questo, secondo i promotori dell’iniziativa, il bilancio della richiesta inoltrata all’Amministrazione comunale e al Consiglio comunale di Capo d’Orlando per sollecitare una presa di posizione istituzionale sulla situazione nella Striscia di Gaza.

Donata Ingrillì e Antonino Cappa, in rappresentanza della CGIL e dello SPI CGIL di Capo d’Orlando, esprimono profonda insoddisfazione per l’assenza di riscontri concreti alla loro lettera

“Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace,
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.”

Primo Levi

Una lettera nella quale chiedevano al Comune di manifestare pubblicamente il proprio dissenso nei confronti delle azioni del Governo israeliano e di sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, una serie di iniziative politiche e diplomatiche. Nel documento i firmatari ricostruiscono la vicenda della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta verso Gaza che, secondo quanto riportato nella loro nota, sarebbe stata fermata in acque internazionali dalle forze israeliane. Richiamano inoltre le denunce presentate dai legali degli attivisti e l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma.

intraprendere con urgenza tutte le iniziative utili ed esprimere lo sdegno contro il Governo Israeliano presieduto da Nethanyau ed i suoi ministri, ed in particolare nei confronti del ministro estremista di destra e razzista Ben Givr, che con le sue crudeli azioni ha mostrato al mondo di cosa è capace la bestia umana che lo possiede.

Tra le richieste avanzate figurano l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano, il blocco della vendita e dell’acquisto di armi, la sospensione degli accordi commerciali e di cooperazione tra Unione Europea e Israele e il sostegno alle iniziative giudiziarie finalizzate ad accertare eventuali responsabilità.

Non possiamo dire “ non ho visto, non sapevo” come nei periodi tra i più bui della storia del Novecento

I promotori parlano di una risposta istituzionale ritenuta insufficiente e criticano quella che definiscono una maggiore attenzione alla programmazione estiva rispetto alle emergenze umanitarie internazionali. «Restare sordi e muti sarebbe un atto di complicità imperdonabile», affermano nella conclusione della loro lettera, ribadendo la richiesta di un segnale politico chiaro da parte delle istituzioni locali.

L’iniziativa rilancia così il dibattito sul ruolo che gli enti locali possono assumere nell’esprimere solidarietà e nel promuovere prese di posizione su temi di rilevanza internazionale.

RESTARE SORDI E MUTI SAREBBE UN ATTO DI COMPLICITA’ IMPERDONABILE.

2 Agosto 2026

Autore:

redazione


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