Anzi numerosi esperti hanno accreditato la non vittoria del Partito democratico proprio allo scarso uso dei media.
Ha parlato di questo e di molto altro il direttore di Rai 4 Carlo Freccero, durante la sua tappa messinese per la presentazione del libro intitolato proprio “Televisione”. Gli appuntamenti in programma sono tre: si è iniziati mercoledì pomeriggio alle ore 15,30 presso l’aula Cannizzaro del rettorato, poi alle ore 18 il giornalista savonese ha discusso i temi del proprio libro per poi, l’indomani presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Cognitive, discutere su come si fa un programma di successo.
Televisione è sicuramente un libro che porta a ragionare ed analizzare il mondo circostante tramite un’analisi critica, talvolta spietata, verso quella che è la televisione di oggi ma che da indicazioni interessanti su come sarà la comunicazione del domani. Freccero, anche forte delle sue esperienze all’estero, non rinuncia a dare stoccate lanciando segnali molto chiari ma, talvolta, anche un po’ provocatori. L’analisi di Freccero fin da subito è abbastanza teorica ma, contemporaneamente, anche molto pratica visto che si tiene come punto di riferimento il voto delle politiche di domenica prendendo come esempi i due vincitori dell’ultima tornata elettorale e cioè Beppe Grillo e Silvio Berlusconi.
Proprio partendo dal Cavaliere, vero e proprio uomo simbolo di questi ultimi vent’anni, e che deve proprio al proprio straordinario impatto mediatico una “remuntada” che in pochi avrebbero pronosticato solo tre mesi fa. Berlusconi ha caratterizzato la comunicazione televisiva nel nostro paese non solo togliendo il monopolio alla RAI ma, essendo mediaset un gruppo privato, né ha stravolto le logiche e le dinamiche cercandone il consenso tra la maggioranza della gente.
È la nascita della televisione generalista che sovrasta in tutto e per tutto una televisione che cerca di non scontentare nessuno, la RAI, e una tv più d’Elitè che lo stesso Freccero non esita a paragonare a Mario Monti “ il principio che nella tv generalista governi, di fatto, il potere della maggioranza è un dato imprescindibile – ha spiegato Freccero – questo modo di pensare Berlusconi l’ha poi trasportato in politica. io, anche quando tutti lo davano per finito, non ho mai creduto al suo definitivo de profundis”. interessante anche l’analisi sul fenomeno Beppe Grillo che invece si è avvalso di un mezzo di comunicazione innovativo, come il web ed i social network, che presenta notevoli aspetti di rottura con il mondo televisivo.
Le innovazioni portate da Grillo e dal Movimento 5 Stelle attraverso l’uso del web riguardano il raggiungimento delle grandi masse senza distinzioni sociali, dove persino un imprenditore medio-piccolo può essere paragonato ad un operaio, il tutto con costi di gestione bassissimi.
Per Freccero però il mondo della TV generalista e quello del web non entreranno mai in conflitto visto che, in un’ipotetica sfera, la tv generalista dovrà per forza di cose combattere contro la tv d’elitè per togliergli spazio ed avere il sopravvento ma sempre mantenendo l’asse della contesa al centro Il web invece, tramite i social network, “pescheranno” nella parte estrema della sfera puntando magari ad una sopraffazione in futuro.
Antonio Macauda



