È Cinzia Maccagnano una delle protagoniste più significative della ventiquattresima edizione del Premio Domenico Danzuso, che si è svolta a Catania lunedì 15 dicembre 2025 al Teatro Brancati.
Alla regista va uno dei riconoscimenti più attesi della serata, assegnato per le sue regie originali e profondamente sensibili, capaci di coniugare rigore artistico, forza visiva e un’attenzione costante alla dimensione umana e femminista del racconto teatrale.
Il Premio Danzuso, intitolato allo storico critico teatrale catanese, celebra ogni anno le eccellenze dello spettacolo e della cultura che hanno saputo lasciare un segno autentico nel panorama artistico italiano.
In questo solco si inserisce il lavoro di Cinzia Maccagnano, che nel tempo ha costruito un percorso coerente e riconoscibile, fondato su una regia attenta ai corpi, alle emozioni e alle fragilità dell’essere umano.
Un teatro che interroga e coinvolge
Il teatro di Maccagnano si distingue per un forte senso della scena, per la cura della composizione visiva e per la capacità di restituire ai personaggi una complessità emotiva che dialoga con il presente, rendendo universali anche i testi più antichi.
La cerimonia del Premio Danzuso 2025 ha visto sul palco anche altri nomi illustri della cultura e dello spettacolo. Tra i premi speciali, quello “Una vita per la scena” assegnato a Tuccio Musumeci, autentica icona del teatro siciliano, e il riconoscimento alla storica famiglia Lo Giudice – Giordano – Torrisi, simbolo di una tradizione teatrale che ha attraversato generazioni.
Premiati inoltre Salvatore Vella, primo flauto solista dell’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, l’attore Davide Sbrogiò e Filippo Arriva, giornalista, critico e drammaturgo. Un riconoscimento speciale va anche allo spettacolo dello Stabile di Catania “Esercizi di stile”, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica.
Il Premio Domenico Danzuso nasce con la missione di conservare la memoria dello spettacolo e di valorizzare chi, oggi, contribuisce a rinnovarla con intelligenza e passione.
In questo senso, il riconoscimento a Cinzia Maccagnano assume un valore emblematico: celebra una regista che ha saputo trasformare il teatro in uno spazio di ascolto, confronto e riflessione, dando voce a storie e sensibilità spesso marginalizzate.
Anna Ricciardi, felice per questa attestazione data all’amica\regista ha commentato che è “Un premio che non guarda soltanto al passato, ma che attraverso figure come Cinzia Maccagnano indica con chiarezza la direzione del teatro contemporaneo: inclusivo, consapevole e profondamente umano”.










