Cosa può un concerto recital per la pace? Servono parole e note a fermare il genocidio di un popolo? Può un grano di bene insinuarsi in ingranaggi di male fino a bloccarli? Domande che non hanno risposta ma solo afflati di speranza…
La speranza che Eolo soffi la preghiera alla Madonna Nera di Tindari e poi fino alle spiagge palestinesi di Gaza.
E che dia buon vento alle vele e alle barche della flottiglia in rotta verso le sponde intrise di sangue innocente.
Elio Grifò e Cinzia Maccagnano hanno evocato miti di una antichità che si ripete ciclicamente e l’ eterna lotta tra il bene e il male, e come la potenza evocativa dei luoghi, e l’ energia positiva in essi insita, sia antitodo contro il caos e la disarmonia originati da brama di potere e di terre non proprie.
L’ invito dei promotori (un plauso particolare ad Anna Ricciardi) è stato accolto dagli attori accompagnati dall’ ensemble di fiati dell’ Associazione musicale “Silvio Grillo” di Patti. Lodevole il supporto e la disponibilità degli enti locali e dei responsabili della Riserva naturale di Marinello e del Parco archeologico di Tindari; tra gli altri, apprezzato il contributo di Salvatore Presti.
Tra il mare e la spiaggia, i laghi e la rocca incombente e maestosa erano in tanti ad ascoltare l’urlo sofferto per una Palestina libera. Elio Grifò ci ricorda che “quando regna il male i cieli sono vuoti e l’ uomo rimane solo. Con cosa, allora, soffocare il male? Con gocce di rugiada di bontà umana! Questa bontà è invincibile”.
L’evento si inseriva nel cartellone della rassegna “il sorriso degli dei”
Antonio Arena
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