CREATIVE ORCHESTRA – “Open To Enrico”. Al Palacultura Antonello una serata “irripetibile” nel ricordo di Enrico Vita
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CREATIVE ORCHESTRA – “Open To Enrico”. Al Palacultura Antonello una serata “irripetibile” nel ricordo di Enrico Vita

La Filarmonica Laudamo Creative Orchestra si è esibita nell’ambito della 105.ma stagione della Filarmonica Laudamo di Messina, per la sezione Accordiacorde, con il sassofonista argentino Javier Girotto special guest.

L’ensemble ha proposto un repertorio dedicato ad Enrico Vita, giornalista e musicologo, tanto vicino alla Filarmonica, scomparso lo scorso anno. “Open To Enrico” è la suite a lui dedicata, scritta da Giancarlo Mazzù e Luciano Troja, che hanno diretto l’orchestra. Altri brani sono stati tratti da Musiche per il Museo, degli stessi autori, e dai repertori di Carlo Nicita e Javier Girotto. Come sempre, l’ensemble ha dato il meglio di sé sul piano della coralità, della creatività e dell’improvvisazione, alternando gli interventi di solisti straordinari. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Cantiere dell’InCanto di Messina.

Il giovedì della Filarmonica Laudamo di Messina, da ben 13 anni, per otto concerti a stagione, si chiama Accordiacorde. La rassegna dedicata ai nuovi linguaggi musicali era stata ideata da Luciano Troja ed Enrico Vita. Quest’ultimo, giornalista e critico musicale, grande esperto di jazz, andato via troppi presto il 24 maggio dello scorso anno, ha lasciato un segno indelebile grazie alle sue grandi doti umane e professionali. Tant’è che della sua passione e competenza ne fanno, ne facciamo tutti tesoro, da appassionati e addetti ai lavori. Enrico Vita, in condivisione con Luciano Troja, era stato direttore artistico della Filarmonica. E proprio Vita, da studioso e innovatore qual era, aveva scelto di denominare Accordiacorde l’appuntamento del giovedì. Non per niente, egli ha dedicato proprio alla FLCO – Filarmonica Laudamo Creative Orchestra, il suo ultimo splendido articolo per la Gazzetta del Sud, pubblicato qualche giorno dopo la sua dipartita. “Dalla musica partiva tutto il suo caleidoscopio di interessi…” ha detto Luciano Troja, dal palco. “Non è un omaggio, è solo un ricordo. Enrico è lì, in fondo alla sala, tra noi…”, ha tenuto a precisare il direttore artistico della Laudamo, Antonino Cicero, introducendo il concerto di giovedì.

Open To Enrico”: tanto gli si doveva, da quel palco che il 24 novembre 2022 l’aveva visto protagonista assieme alla figlia Federica, in arte Bluemarina, ricercata dj e cultrice musicale (non poteva essere altrimenti…), recitare testi di Julio Cortázar dentro magnifici paesaggi sonori costruiti sulle musiche dei giganti del jazz. “Questo l’ho già suonato domani”, rifletteva Enrico, inseguendo Cortázar e i geni della musica, nel tempo sospeso tra passato, presente e futuro. Ed è proprio su questo esempio che occorre ritrovarsi nel concerto a lui dedicato dalla FLCO, special guest il grande Javier Girotto, fuoriclasse argentino: termine che “suona” magnificamente, sostituendo il pallone con il sax che tanto profuma di tango e di jazz. Così, esperienza, passione e creatività, innestate su qualcosa di scritto su un pentagramma, da trasformare, innovare e interpretare al momento, costruiscono un progetto straordinario messo su da Luciano Troja e Giancarlo Mazzù, geniali ed eccentrici direttori della “Creative”, con il coinvolgimento di personalità quali Carlo Nicita e per l’appunto, Javier Girotto.

Il pensiero dei quattro autori dei brani è stato eccellentemente interpretato e articolato dai musicisti dell’orchestra, unica nel suo genere, che dal 2016 unisce le sponde dello Stretto e da lì, senza preconcetti né espressioni retoriche, guarda al mondo, esplorando geografie sonore e racconti del passato “letti” con lo spirito e le visioni della contemporaneità.

La Creative Orchestra, feat. Javier Girotto, al sax soprano, giovedì al Palacultura Antonello era così composta: Giancarlo Mazzù, direzione; Luciano Troja, direzione; Rosalba Lazzarotto, voce; Antonino Cicero, fagotto; Carlo Nicita, flauti; Carmelo Coglitore, clarinetto, sassofoni; Maria Merlino, sax alto, sax baritono; Giovanni Randazzo, sax tenore, sax soprano; Daniele Colistra, sax alto; Gabriele Freni, sax tenore; Demetrio Spagna, sax tenore; Giovanni Alibrandi, violino; Deborah Ferraro, arpa; Alessandro Blanco, chitarra; Marcello Conti, pianoforte; Erika La Fauci, pianoforte; Giovanni Santangelo, pianoforte; Nicolas Tognola, bandoneon; Domenico Mazza, basso elettrico; Filippo Bonaccorso, batteria, percussioni; Fabrizio Franzini, batteria, percussioni; Bruno Milasi, batteria, percussioni; Federico Saccà, batteria, percussioni; Simone De Benedetto, live electronics.

“Open to Enrico” è una suite composta da Mazzù e Troja. “Tutti i musicisti sono al contempo compositori ed interpreti: costruita per rimanere irripetibile”. Così l’ha definita Luciano Troja.

Nel primo spazio, l’inizio è rarefatto, poi avanti con ritmo e brio, alternando break nel segno dell’improvvisazione. “Un insieme di figure geometriche, delle minuscole cellule che si possono sovrapporre”, così ha introdotto il brano Giancarlo Mazzù, che ha aggiunto: “Chiamerò i solisti per improvvisare. È un’opera scritta che si trasforma in estemporanea”.

Il brano di Luciano Troja è coralità che cresce tanto da poter diventare un loop da proporre all’infinito. Maria Merlino forma un eccellente duo col piano in un percorso colorato. Il pizzicato di Giovanni Alibrandi aprirà un nuovo spazio carico di significati, contornato dal finale di Nicolas Tognola: una colonna sonora emozionante che riconduce al ricordo di Enrico Vita.

“Madres de Plaza de Mayo” è un tango lento dalla melodia intensa che incontra il ricordo struggente della storia argentina delle madri dei desaparecidos.

Sotto la guida di Troja e Mazzù, l’ensemble ha creato tesoro tra i tesori con Musiche per il Museo, lo scorso aprile, e con ciò ha costruito un piccolo patrimonio che ne fa repertorio. Ecco, allora, “Get Up Again”, dedicata da Giancarlo Mazzù a La Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio, iniziare in tema di tango. Poi decolla alimentata da ritmo, cambi e articolazioni vivaci, dettate dall’eccellenza dei solisti che si alternano: Nicita, Girotto e Merlino. La sassofonista messinese, da talento votato all’improvvisazione qual è, tra le sue “chicche” potrà raccontare anche lo straordinario dialogo con il fondatore degli Aires Tango. Applausi anche per l’autore e trascinatore dell’ensemble in questo brano: Giancarlo Mazzù.

Nell’”Adagio” per l’Adorazione dei pastori di Caravaggio, opera di Luciano Troja, il flauto dolce di Girotto è ovviamente un’esclusiva per i presenti. Nel brano, l’intensità cresce con la passione in un incedere lento e potente, al tempo stesso traboccante di virtù con solista Carmelo Coglitore che fa sentire la sua voce prima di lasciare centralità a Girotto che col suo respiro condurrà il brano al termine, incrociando varietà con altri strumenti in una straordinaria, corale improvvisazione finale.

“Abuela Cigarra”, di Carlo Nicita, accoglie l’ingresso al pianoforte di Marcello Conti, che regala un intro sensazionale. Lo seguiranno il violino di Giovanni Alibrandi e l’arpa di Deborah Ferraro. Il brano è una milonga trascinante, dalle sonorità corali e coinvolgenti che alla fine esalterà le doti di Javier Girotto in un assolo da custodire negli annali dell’auditorium del Palacultura. Applausi interminabili per l’asso argentino, e non solo…

“Homenaje a Astor”, è l’omaggio a Piazzolla, scritto e diretto da Girotto, adattato appositamente per la Creative. Un’altra pagina da ricordare dove brilla Nicolas Tognola e Rosalba Lazzarotto rende, come sempre, la sua voce un magnifico strumento.

Il bis è a tutto jazz, con ritmi ed effetti speciali. Quelli che solo la Creative sa riservare, tanto apprezzati dal suo pubblico appassionato e tanto cari ad Enrico Vita.

Corrado Speziale

Foto: Alessandro Grussu

12 Gennaio 2026

Autore:

redazione


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