Il segretario provinciale Letterio Grasso racconta la crescita del partito nel Messinese: circa 130 iscritti, una quarantina di militanti impegnati attivamente, gruppi territoriali e competenze messe al centro. Sul futuro elettorale frena: «Prima costruiamo un partito radicato e utile ai cittadini, poi dovremo trasformare questo lavoro in consenso».
Crescere senza costruire tutto attorno al leader. Allargare la partecipazione, affidare responsabilità, utilizzare le competenze professionali per elaborare proposte e lasciare che siano territori e temi a determinare l’agenda politica.
È il modello sul quale Letterio Grasso, segretario provinciale di Azione Messina, sta provando a organizzare il partito. Una linea che trova una significativa conferma nelle parole di Ettore Rosato, che ha indicato proprio Messina come esempio del lavoro condotto durante l’estate. «Un partito lavora a Roma, in Parlamento, sulle questioni nazionali – sottolinea Rosato – ma anche nelle comunità locali, nelle città». E cita il lavoro svolto dalla squadra messinese su porti, lavoro marittimo, collegamenti con le isole minori, crisi idrica, agricoltura, infrastrutture, turismo, giovani, salute mentale, sicurezza, carceri, tutela dei minori, tribunali, innovazione e informazione scientifica.
Un’attività che, su diversi temi, ha trovato seguito parlamentare grazie alla collaborazione con Elena Bonetti, Antonio D’Alessio, Giulia Pastorella e Fabrizio Benzoni. Per Rosato la sintesi è semplice: «Un partito si costruisce così: con presenza, competenza e continuità».
L’intervista
Segretario Grasso, in pochi mesi Azione Messina ha registrato una crescita significativa degli iscritti. Qual è il segreto?
«Più che di un segreto parlerei di un metodo. Oggi siamo arrivati a circa 130 iscritti, ma non abbiamo cercato semplicemente numeri. Mi interessa soprattutto la qualità della partecipazione. Abbiamo una quarantina di persone che lavorano concretamente sui territori e nei gruppi tematici. Il partito deve essere una comunità viva, nella quale ciascuno possa mettere a disposizione competenze, esperienze e idee».
Lei richiama spesso Danilo Dolci e la maieutica reciproca. Come può quel metodo entrare nella politica?
«Significa superare lo schema del leader che parla e degli altri che ascoltano. La maieutica serve a far emergere quello che le persone hanno dentro. Il mio compito, a livello locale, non è impartire ordini o consegnare soluzioni già pronte, ma creare le condizioni affinché ciascuno possa contribuire. È così che una partecipazione formale può diventare partecipazione autentica e produrre proposte concretamente percorribili».
Anche nella comunicazione ha scelto di esporsi poco, lasciando spazio agli altri dirigenti. Una strategia?
«È una scelta precisa. Se un partito cresce soltanto attraverso il volto del segretario significa che non sta costruendo una classe dirigente. Preferisco che emergano amministratori, responsabili tematici e coordinatori territoriali. Il protagonismo deve appartenere alla comunità politica, non al singolo».
Una scelta che presuppone anche una diversa organizzazione interna.
«Certamente. Un partito è un’organizzazione complessa, anche a livello provinciale. Bisogna valorizzare qualità e potenzialità delle persone e dei gruppi, ma anche essere capaci di individuare e affrontare insieme le criticità interne che possono presentarsi. Su questo considero ancora molto attuale il pensiero del politologo e sociologo francese Michel Crozier e la sua analisi delle organizzazioni complesse. È un argomento sul quale magari torneremo».
Quanto è importante, allora, avere una presenza realmente provinciale?
«È fondamentale. Stiamo proseguendo il lavoro proficuamente avviato dal precedente segretario Andrea Ferrara, con il quale continuiamo a operare in piena sintonia. Oggi mancano soltanto due Comuni sopra gli ottomila abitanti nei quali non abbiamo ancora un referente ufficiale con un proprio gruppo operativo. Vogliamo completare questa rete perché il radicamento non può essere soltanto nominale: servono persone che conoscano i problemi delle comunità e lavorino sulle possibili soluzioni».
Il riconoscimento di Ettore Rosato sembra andare proprio in questa direzione.
«Fa piacere perché riconosce il lavoro di un’intera squadra, non di una singola persona. Durante l’estate abbiamo lavorato su molti dossier, dai trasporti alla crisi idrica, dall’agricoltura alle infrastrutture, dalle carceri alla tutela dei minori. Alcuni approfondimenti hanno avuto anche un seguito parlamentare. È esattamente il metodo nel quale credo: partire da un problema del territorio, studiarlo, coinvolgere le competenze necessarie e provare a portarlo ai livelli istituzionali nei quali può trovare una risposta».
Intanto regionali e politiche cominciano inevitabilmente a entrare nel dibattito. Quale ruolo avrà Azione nella provincia di Messina?
«È ancora presto per fare previsioni. Entro la fine di settembre avremo un quadro più definito, anche grazie alle proficue interlocuzioni con il commissario regionale Francesco Italia e all’evoluzione della linea indicata dalla Segreteria nazionale, orientata alla costruzione di un’area liberaldemocratica ed europeista fuori dai due poli. È una linea pienamente condivisa dalle nostre componenti provinciali».
Quindi per il momento nessuna corsa ad alleanze e candidature?
«No. In questa fase voglio verificare soprattutto la solidità della crescita, la qualità delle adesioni e la capacità dei gruppi territoriali di elaborare proposte. Guardiamo anche con molta attenzione al dialogo che nasce sui social intorno alle nostre iniziative quasi quotidiane. Prima di parlare di elezioni dobbiamo capire quanto questa crescita sia strutturale».
Qual è, allora, la vera sfida?
«Costruire un partito competente, radicato e utile ai cittadini prima ancora che competitivo nelle urne. Poi arriverà il passaggio più difficile: trasformare il lavoro della comunità politica, sui temi e nei territori, in consenso. Ma il consenso, per come intendo io la politica, deve essere il risultato del percorso, non il suo punto di partenza».
I ringraziamenti di Rosato al Gruppo: Voglio ringraziare Letterio Grasso e tutta la squadra di Azione Messina: Andrea Ferrara, Diana Zingales, @zingals, Alessandro Bongiorno, Domenico Giuseppe Spanò, Francesco Giorgianni, Emilio Puglisi Allegra, @giacomomontecristo, Cristiano Testa, Danilo Perri e Massimiliano Miceli. Un ringraziamento anche a Laura Basile e ad Azione Catania Azione per il lavoro condiviso sull’emergenza delle carceri.


























