LEGALITÀ – La classe quarta A del liceo classico di Patti incontra Don Ciotti

I nostri cento passi

“Un passo in più verso la conoscenza , un passo per essere consapevoli”
Questo uno degli aspetti più significativi proposti da Don Luigi Ciotti nell’incontro tenutosi il tredici febbraio presso il cine-teatro “Rosso di San Secondo” di Capo D’Orlando cui hanno partecipato diverse scuole dei Nebrobi tra cui la quarta A del liceo classico di Patti, accompagnati dalla prof.ssa Marilia Gugliotta.Un incontro in  preparazione alla venticinquesima giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata dall’associazione Libera, che si terrà il ventuno Marzo a Palermo.
È grazie al carisma trasmesso da Don Luigi Ciotti attraverso un rapporto diretto e sincero , che l’evento si configura come un’occasione di crescita personale alla quale è difficile rinunciare , un soffio vitale che mina la rassegnazione.
In una prospettiva di miglioramento sociale e culturale , l’incontro , mirato ad una maggiore consapevolezza di quanto l’illegalità sia dilagante e di quanto sia urgente creare un clima di rispetto delle regole , si è proposto di affrontare temi , purtroppo ancora oggi attuali , quali lo spaccio di sostanze stupefacenti , la continua crescita della criminalità organizzata e la relativa confisca dei beni ma , soprattutto, la povertá intellettuale che sprona i giovani ad ambire al “privilegio mafioso”.
“Ognuno di noi ha l’obbligo morale di impegnarsi al fine di sradicare questo cancro che , silente , serpeggia tra le radici della nostra società”; è così che Don Luigi Ciotti , sollecitato dalle numerose domande degli studenti , alla luce della sua conoscenza delle dinamiche interne alle organizzazioni malavitose, ci invita, tramite testimonianze ed esperienze dirette , a non accettare compromessi , a denunciare la corruzione e l’illegalitá , non generalizzando però quel “sistema” tanto ripudiato ed incriminato , ricercando piuttosto , come sostiene Rita Atria , tramite un esame di coscienza il pensiero mafioso latente che albeggia in noi ogni qual volta ci concediamo all’odio.
Perchè mafia non è solo l’omicidio , non é solo la truffa o l’evasione fiscale , mafia è la quotidianità della prevaricazione , é terrore psicologico che annienta la resilienza , perché mafia è quell’odio che eclissa la ragione , e cos’è più presente dell’odio nella nostra vita ?
Ha senso fronteggiare l’episodico rincorrersi degli eventi mafiosi senza andare alla radice del problema, senza riconoscere la possibilità, e, per concludere , cito Quasimodo (Quasi un madrigale):”Che l’uomo che in silenzio s’avvicina non nasconde un coltello fra le mani , ma un fiore di geranio”?

(Giuseppe Giaimo, Lucia Benedetti IV A Liceo Classico V.Emanuele III- Patti )

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