Si sgretola il gruppo di Mileti
Colpo di scena nella seduta del Consiglio comunale di ieri, mercoledì 26 novembre, la consigliera Letizia Passarello ha annunciato ufficialmente la sua uscita dal gruppo di minoranza. Una scelta maturata dopo settimane di tensioni interne e divergenze politiche che, di fatto, sancisce lo scioglimento del gruppo nato dopo le elezioni.
Letizia Passarello ha motivato la decisione richiamando un clima ormai insostenibile all’interno della minoranza, in particolare nei rapporti con il capogruppo Nino Mileti. La consigliera ha ricordato episodi ritenuti offensivi, tra cui l’accusa — formulata in una precedente seduta — di essere “manipolata da altri soggetti”. Dichiarazioni che, secondo la stessa consigliera, avrebbero incrinato in modo irreversibile il rapporto politico. La spaccatura era emersa già durante il confronto sulla mozione per intitolare una strada al professor Fausto Consolo, figura di riferimento per la comunità militellese. Passarello aveva scelto di non votare la proposta citando la norma che vieta intitolazioni a persone scomparse da meno di dieci anni, e Consolo è deceduto da sette.
La mozione fu comunque approvata nella seduta successiva, alla quale Passarello non partecipò per motivi di salute.
La crisi interna non è nuova: già mesi fa la consigliera Teresa Frusteri aveva lasciato il gruppo, lamentando difficoltà di collaborazione. Con l’addio di Passarello, la minoranza perde oltre la sua figura più votata, ma anche qualificata ed apprezzata in toto, e si ritrova, di fatto, senza struttura politica.
Una minoranza senza numeri
Con l’uscita di Passarello, il gruppo di minoranza perde il numero minimo di componenti necessario per svolgere determinate funzioni istituzionali, come richiedere la convocazione del Consiglio.
Oggi il quadro è radicalmente cambiato:
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due consigliere indipendenti: Passarello e Frusteri
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un capogruppo rimasto solo: Mileti, che ora rappresenta formalmente la lista, ma senza più squadra
Fine di un’esperienza politica
La scelta di Letizia Passarello non è solo un gesto politico personale, ma il punto conclusivo di un percorso collettivo nato con grandi aspettative e finito per dissolversi.






