Sinagra – La “Chiesa” una spanna sopra tutti.
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Sinagra – La “Chiesa” una spanna sopra tutti.

Un incontro partecipato, qualche giorno fa, presso al sede della scuola di Gorghi – la seconda di Sinagra – talmente animato da sfiorare la rissa, e non solo verbale, aveva suscitato curiosità anche irreverenti.
Al centro le esigenze dei genitori che prima al Dirigente e poi alSindaco, o viceversa,  si erano rivolti per trovare la risoluzione dei problemi, ma tutt’intorno, leggibili chiaramente, le rivendicazioni dei ruoli tra scuola e comune.
La mancanza di un pulmino promesso ma ancora non arrivato; la richiesta dei genitori di un adeguato servizio di assistenza a Gorghi; la mancanza di aule e spazi per accogliere i ragazzi in attesa del suono della campanella; i problemi assicurativi; il personale che li deve assistere; ma anche l’idoneità dei locali e la loro agibilità.
Tanti punti di vista, che ingigantiscono il problema, che forse neanche c’è…
sinagra_san_leone_2Basterebbe il dialogo per giungere alla flessibilità “consapevole”, per modulare i servizi di trasporto, modificare tragitti e orari, forse condividere spese per adeguamenti.
La Scuola vuole certezze, attenzioni come quelle che richiedono i genitori che vogliono esser tranquillizzati, rassicurati mentre vengono fuori le classiche leggende metropolitane: gente che per farsi sentire nel dibattito salta sulle sedie, lezioni di grammatica e strafalcioni, bambini che si spintonano o che vengono dimenticati ….
Un caos.
Dal suo canto il comune fa quel che può, ereditando problemi difficili, privo di mezzi e spesso di risorse.
Cerca spazi che le scuole non hanno o non ritengono opportuno dare.
Una situazione dove i genitori affermano: “se si vuole la soluzione si trova, in tutto. Bisogna anche saper ascoltare, dividersi le responsabilità, aver rispetto dei ruoli, mettere al centro di tutto il ruolo della Scuola”.
Istituzione  – quella scolastica – che oggi a Sinagra è ben rappresentata dalla dirigente Rina Ceraolo.
Dialogo costruttivo…
sinagra_piazzaProprio quello, per tornare alla cronaca dell’incontro appena passato, che il segretario Favazzo voleva, e si era attivato per questo, per trovare spazi per il dialogo costruttivo capace di generare soluzioni.
Una voce persa nel vento.
Non come quella di padre Enzo Fulgenzi che oggi si fa sentire forte e chiara… come sempre.
Infatti mentre si dibatte sull’accoglienza –  che nella scuola del centro l’ex sindaco Enzo Ioppolo, tornato al ruolo di impiegato comunale, assolve tra caramelle e leccornie, in maniera eccellente – è la Parrocchia a dare un bell’esempio.
Padre Fulgenzi l’aveva già detto, nei giorni di “Tutti i Santi”, parlando in chiesa ai fedeli.
Aveva parlato di corruzione, spaziando dalla pubblica amministrazione al privato, da Roma ai piccoli centri, ma soprattutto aveva parlato del pericolo di facebook.
Senza demonizzare il “mezzo” come facilmente in tanti fanno.
arton1911_06e56Ma chiedendo attenzioni alla famiglia, richiamando alla responsabilità i genitori, quella di non lasciare soli i figli, seguirli, anche in quello che poi per molti adolescenti, non è più un semplice gioco, ma è uno spazio importante per la condivisione di tanti interessi, anche quello meno sospettati,  e che con profili, foto e commenti diventa il loro mondo, virtuale, ma pericoloso, dove orchi, solitudini, paure e spregiudicatezza, albergano.
Un mondo spesso insidiato dagli “adulti”.
Padre Fulgenzi, parla, è accorto, questa volta, lui che da tanti anni è a Sinagra, al centro di dibattiti che ha spesso diviso in pro e contro, non è giudicante, mette d’accordo tutti, e questo è un grande passo avanti per tutti, una sorta di specchio dei tempi.
La voce di padre Fulgenzi si fa sentire, entra nel vivo del sociale sinagrese … e poi tocca un tema importante, attuale, che spesso diventa – anche se non lo è – un problema, anzi il problema, di famiglie, di comunità, di gruppi e sopratutto del giovane, o adulto che sia,  che, come un vestito, l’ha cucito addosso.
L’omossessualità.
Una voce che squarcia un velo.. e parla alle famiglie,  a quei piccoli nuclei che raccolgono il disagio, il segreto, che svolgono il ruolo fiondamentale, almeno dovrebbero, dell’accoglienza…. e lo fa senza nomi, né denunce.
Parla dei giovani e della discriminazione che rotea intorno alla stessa parola.
Guarda alle dinamiche sociali dell’emarginazione che non sono quelle delle Fede.
Parla di fatti che non sono né disagi, né problemi, ma disegna l’aspetto di una situazione che affronta sè stessa.
Ed il suo parlare certamente non riguarda solo Sinagra.
Bravo padre Enzo.


msm

18 Novembre 2013

Autore:

admin


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