Non solo pittura: l’edizione di Siangrarte 2025 apre i suoi spazi all’installazione e alla scultura, offrendo ai visitatori un percorso che unisce materia, concetto e visione. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 23 agosto e si potrà visitare dalle ore 19 alle ore 22.
Le opere disseminate tra le vie e gli ambienti di Sinagra dialogano con il territorio e con chi lo attraversa, trasformando la mostra in un’esperienza immersiva e multisensoriale.
La mostra diventa quindi un percorso di riflessione ed il paese dimostra di saper ospitare non solo quadri e pennelli, ma opere che coinvolgono corpo e mente, che interpellano lo spettatore e lo trascinano in un confronto con la contemporaneità, in perfetta linea con l’essenza della Mostra d’arte.
Dall’illusione alla voce, dall’umanità alla provocazione, ogni installazione, come spiega Filippo Puglia direttore artistico dell’evento – è una tappa di un cammino che racconta la fragilità e la forza dell’uomo, la bellezza e il rischio della cultura, la necessità di un’arte che non si limiti a decorare, ma che abbia il coraggio di parlare.
Da vedere
L’illusione di Milo Floramo
Ad accogliere il visitatore, all’ingresso di Sinagra, c’è Illusione, la scultura in marmo nero Portoro e ferro firmata da Milo Floramo. Un blocco sospeso che sfida la gravità, dove la pesantezza del marmo si dissolve nella leggerezza della sospensione. L’opera gioca sul paradosso: ciò che è solido sembra fluttuare, ciò che è incastrato appare libero. È un invito a riflettere sulla percezione, sull’equilibrio e sulla fragile linea tra realtà e illusione.
Floramo, scultore dei Nebrodi e presidente dell’associazione Schegge d’Arte, è artista riconosciuto a livello internazionale e protagonista di gemellaggi culturali, simposi e collaborazioni con la Fiumara d’Arte. Nella sua Illusione emerge tutta la potenza di una ricerca che trasforma il materiale in pensiero.
Umanità di Catena B. Ballarino
In via Umberto I, l’opera di Catena Biagia Ballarino porta il titolo Umanità e si ispira a una citazione di Nelson Mandela: “La grandezza dell’umanità non sta nell’essere unici, ma nella capacità di riconoscere il valore di ogni individuo”. Con resina e plastica, l’artista costruisce un’installazione che mette al centro l’essenza dell’uomo e la sua ricerca di continuità con lo spazio, suggerendo un ritorno all’essenziale e un dialogo con l’altro. Un lavoro che richiama, con immediatezza, la necessità di riconoscersi e di riconoscere.
La Voce di Filippo Puglia
Nella stessa logica del dialogo, ma su un piano diverso, si colloca La Voce di Filippo Puglia, scultura realizzata con listelli di legno e colori acrilici. Qui il suono diventa immagine: onde cromatiche che vibrano e si propagano, evocando il ritmo, la parola, la comunicazione autentica. In un’epoca in cui il rumore rischia di soffocare il significato, Puglia propone un’opera che è dichiarazione di intenti: l’arte come voce che resiste, che comunica, che non tace.
La morte della cultura e della civiltà di Anonimo Siciliano
Decisamente più disturbante e provocatoria è l’installazione La morte della cultura e della civiltà dell’Anonimo Siciliano (Il Moro di Sicilia), collocata in una stanza privata. Gesso, giornali, maschere, guanti in lattice compongono una scenografia che non lascia indifferenti. È una denuncia del presente: una società che smarrisce la creatività, ridotta a cronaca e silenzio, dove l’uomo si trasforma in maschera vuota. Qui l’arte non abbellisce, ma provoca. Non consola, ma costringe a guardare in faccia la decadenza.
Un altro intervento dello stesso artista, Provocazione, è posizionato nella stanza d’ingresso: essenziale nella forma, diretto nel titolo, sintetizza la cifra di un lavoro che intende scuotere lo spettatore.
Natività di Anna Parisi
Chiude il percorso Natività di Anna Parisi, grande tela acrilica (320×220 cm) collocata nella stanza più ampia dell’ultimo piano. Qui il linguaggio pittorico ritorna, ma in una veste che si avvicina al simbolico e al visionario. Le forme emergono da un blu informe, fluide e in continuo movimento, in un dialogo tra sogno e realtà, passato e presente. È un’opera che parla di speranza, di rinascita, di nuova vita: una Natività che va oltre la tradizione e diventa archetipo universale.

SINAGRARTE 2025 – Le opere
Artisti emergenti
Andrea Seminara, Anna Natoli, Carmen Curcuruto, Giacinta Fazio, Irene Urbino, Lella Raimondi, Luca Bongiovanni, Sergio Lupo, Vincenzo Occello, Giuseppe Rametta, Maria Di Maio, Evelyn Piazza, Silvia De Pasquale, Vittorio Ballato, Laura Marchese, Donatella Modugno, Gabriele Mele.
In memoria
Antonino Schepisi
Artisti da 30 anni
Antonino Gaglio, Giuseppe, Pizzardi, Nicola Chiaramonte, Pippo Nania, Anna Parisi, Pina Sutera, Milo Floramo, Walter Piconese, Adolfo Susio, Nanni Zancla
Artisti e Organizzatori
Loredana Castrovinci, Marzia Mancuso, Filippo Puglia, Catena Biagia Ballarino, Massimo Scaffidi, Marco Mammana, Roberto Antonazzo, Simona Scaffidi e Enza Mola.
La mostra rimarrà aperta fino a sabato 23 agosto e si potrà visitare dalle ore 19 alle ore 22
da leggere
SINAGRARTE 2025 – L’arte contemporanea che parla alla società e alla gente
SINAGRARTE 2025 – Un’edizione ricca di talento, contaminazioni e nuove idee
SINAGRARTE 2025 – L’arte contemporanea torna protagonista nel cuore dei Nebrodi
SINAGRARTE 2025 – Inaugurata la IV edizione, tra memoria, visione e impegno civile











