Quali astuzie o furberie la Edipower produrràper raggiungere i suoi “nobili†obiettivi, senza esporre a rischi, chi poi dovràacconsentire all’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) per la plurimensionata Centrale di San Filippo del Mela?
Se non erriamo nelle nostre previsioni, la più probabile è quella delle vane promesse (come peraltro suole fare), ovvero pur riconoscendo che il lavoro svolto dalla Commissione I.P.P.C. e dalle Istituzioni Locali presenti, la Edipower cercheràdi convincere Il Presidente della Conferenza dei Servizi, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare etc. etc.. che invece di calcolare la famosa “parametrazione†per i limiti emissivi degli impianti esistenti, su media mensile delle ore di normale funzionamento, si faccia su media giornaliera, una volta completati gli investimenti di ambientalizzazione dei gruppi 1 & 2; – Magari promettendo poi, la piena adesione alle prescrizioni del parere istruttorio reso dalla Commissione Istruttoria, convertire alcuni gruppi a bio-combustibili liquidi e tante altre belle cose-
Purtroppo sulla Edipower grava il pregiudizio di emissione non trattate almeno per il 40% e le conseguenze sulla salute e sul degrado fisico del territorio sono piuttosto gravi.
La Edipower continua a posticipare ad una verifica delle criticitàambientali a dopo il 2014, ovviamente mira a tutelare il proprio esclusivo interesse, piuttosto che condividere una vera politica di rispetto ambientale.
Chi dobbiamo ringraziare, per tutto questo? -  I sindacati giustamente si preoccupano della grave situazione occupazionale, i Politici palleggiano e dribblano, e nel frattempo l’attonita popolazione assiste inerte a questo “teatrinoâ€Â, vizio peraltro mai perso dalle nostre parti, si ammala e lentamente muore.
La cosa più allarmante è che dai riscontri degli atti di conferenza, risulta palese il contrasto con la Valutazione di Impatto Ambientale redatta nel 2006, ove non si è detto la veritàed inoltre vi sono anche mancanze su gli impegni allora assunti, un esempio su tutti, era quello di rendere on line i dati al Comune di S. Filippo del Mela ed alla stessa ARPA, cosa mai fatta (a nostro sommesse parere la V.I.A. deve essere rifatta ex-novo e la Edipower deve dimostrare la fondatezza degli input utilizzati).
La Edipower espone tutte le sue problematiche che impediscono di rendere compatibile l’impianto di San Filippo del Mela, ed articola e struttura azioni mirate a innominati soggetti, come messaggi criptati e comprensibili solo dagli ignoti destinatari.. almeno così appare, del resto perché non produce un vero PIANO INDUSTRIALE e si obbliga ad attuarne le direttive, pena la escussione di pesanti fideiussioni ?
La buona coscienza è finita e l’opulenza non può più durare senza crimine (E.Balducci)
Perché si ostina a cercare aiuti e poi chi dovrebbe o può aiutarla?
In tutto il ragionamento della procedura A.I.A. non emergono gli effetti sui sistemi di vita coinvolti e la presenza dell’impianto lacera sconvolge in profonditàil continuum di interrelazioni bioinformative/formative dalla vita nel tempo e nello spazio.
A migliore intelligenza, si può così affermare senza alcun ombra di dubbio che, l’ attuale processo tecnologico della Centrale di San Filippo del Mela degrada la coerenza informativa dei sistemi biologici oltre al degrado fisico del territorio.
A tal punto che, ci pare del tutto inutile la efficacia del lavoro di Commissioni, e gruppi vari, se poi tutto r
esta come prima, infatti, conferenze ed atteggiamenti sembrano configurare una via d’uscita “politicaâ€Â.
Ricordiamo a noi stessi, che i lavori della Commissione per la formazione delle linee guida del Piano per il risanamento della Valle del Mela, l’On.le S. Formica che apprezza le relazioni presentate dal Dott. N. Cuspilici e dal Dott. S. Anzà, “ritiene che le industrie dell’Area, a cominciare dalla Centrale Edipower e della Raffineria, dovrebbero essere smantellate dalla zona, anche perché a fronte di circa dei presunti 3000 posti di lavoro (esagerazione), oggi si stima che se ne perdano circa 30.000 dicasi Trentamila per difetto (vero), in campo turistico.!!
Chiede ai presenti come agire in maniera comune per ottenere il loro trasferimento.
Intanto propone di imporre una forte tassa ambientale sulle emissioni in atmosfera, compatibile con la Direttiva C.E. e fondata sul basilare principio “chi inquina pagaâ€Â. Con queste cospicue entrate si potrebbero fare delle significative azioni di disinquinamento. Continuando espone come sia necessario ed urgente che la centrale termoelettrica si riconverta a metano, disponibile giànella zona, poiché essa, da sola, è responsabile di circa l’80% del totale dell’inquinamento della zona.â€Â
L’On.le Formica conclude rilevando che tutte le centrali esistenti sono comunque obsolete e che i due principali interlocutori, Edipower e Raffineria, debbono oggi adeguarsi al metano, per inquinare di meno.
Quindi tutti sanno, ma discutono senza mai concludere, infine Che fine ha fatto l’On.le Santi Formica, Vice presidente dell’A.R.S. ?
La Confindustria appare preoccupata per i 770 posti di lavoro, ma non può invocare la tolleranza o soluzioni manageriali al problema, a nostro sommesso avviso, avrebbe dovuto promuovere in tempo utile, delle strategie industriali più efficaci di adeguamento alla normativa – sembra un vero pasticcio ma la vera unica via d’uscita è che la Edipower si sottometta al rispetto delle norme.
Non vogliamo addentrarci nei meandri dei rapporti che nel recente passato hanno consentito alla Edipower di fare, ma dagli atti di conferenza, da cui si riscontra l’ incoerenza dei ruoli responsabili rispetto alle più volte annunciate linee guida, pianificazione e ipotesi di sviluppo sostenibile.
Oggi pretendiamo che i soggetti responsabili che autorizzeranno la Edipower siano ben individuabili, affinché possiamo eventualmente agire per ogni forma di rivalsa.
Allora ricapitolando, tutti sanno (nessuno escluso) che la Centrale Termica e la Raffineria sono impianti obsoleti (=pericolosi) che inquinano e degradano oltremodo il territorio, impedendo ogni altra forma di sviluppo, oltre al grave danno alla salute dei cittadini della flagellata Valle del Mela o dei…Veleni, ma nessuno assume l’iniziativa di intraprendere la strada della riconversione e del risanamento.
La paralisi è frutto di incapacitàpolitica o di intimi rapporti “industriali�
La gente si divide su tali valutazioni, ma di fatto restano sul tavolo i velatI messaggi della Edipower ad ignoti soggetti, e la medesima rimane decisa a non retrocedere di un centimetro, dal proposito di non ammodernare gli impianti e renderli compatibili con la normativa vigente.
Allora veramente possiamo concludere con “IL CRIMINE E’ STATO COMMESSO, DA COLUI AL QUALE PORTA GIOVAMENTO†!!!
Il Vice Presidente T.A.T.
Arch. Salvatore Crisafulli
Post Scriptum: La locuzione latina Cui Prodest? (lett. “A chi giova?”) deriva dalle parole pronunciate da Medea nell’omonima tragedia di Lucio Anneo Seneca. Ai versi 500-501 ella afferma: “Cui prodest scelus, is fecit”, cioè “colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l’ha compiuto”.Il concetto espresso da Medea è alla base di ogni ricerca investigativa: la scoperta di un possibile movente favorisce anche la scoperta del colpevole, o comunque limita il numero dei sospettati. Ma anche nella vita di ogni giorno, domandarsi sempre “Cui prodest?” – altrimenti reso con Cui bono? – aiuta a rintracciare i fini ultimi e i reali interessi che leggi, decreti o semplici decisioni nascondono, al di làdegli alti ideali che sembrano proporsi e garantire.



