TRAGEDIA DI PISTUNINA – L’Assemblea No Ponte annulla il concerto e conferma il corteo
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TRAGEDIA DI PISTUNINA – L’Assemblea No Ponte annulla il concerto e conferma il corteo

l’Assemblea No Ponte annulla il concerto e conferma il corteo dell’aria di lotta: “Chiudiamo la Stretto di Messina SpA”

il concerto previsto per sabato all’interno della tre giorni di mobilitazione del 7, 8 e 9 agosto

A seguito della drammatica tragedia del crollo della palazzina nel quartiere di Pistunina, l’Assemblea No Ponte ha annunciato la decisione di annullare il concerto previsto per sabato all’interno della tre giorni di mobilitazione del 7, 8 e 9 agosto, scegliendo «un atteggiamento di cautela e rispetto» per «non urtare sensibilità alcuna» e «prendersi cura della comunità di cui siamo parte».

Restano invece confermate le attività politiche e di lotta, a partire dal corteo dell’8 agosto, che culminerà nella richiesta di chiusura della concessionaria.

Il movimento spiega che la decisione di fermare l’evento musicale è stata sofferta ma ritenuta doverosa di fronte a un contesto cittadino segnato dal lutto, dalle quattro vittime accertate e dai dispersi. Pur riconoscendo il valore politico della socialità e della festa negli spazi pubblici, si è preferito evitare qualsiasi fraintendimento, ringraziando al contempo le artiste e gli artisti per la disponibilità e la comprensione dimostrata.

Le iniziative di protesta – tra cui campeggio, assemblee e la conferenza stampa convocata per venerdì 7 agosto alle ore 10:30 presso la Sala Ovale “Antonino Caponnetto” di Palazzo Zanca a Messina – assumono contorni ancora più urgenti, secondo gli organizzatori, a causa delle recenti mosse istituzionali: un «blitz con cui Matteo Salvini ha disposto il rinnovo anticipato del Consiglio superiore dei lavori pubblici», inserendovi figure vicine al blocco favorevole all’opera.

Nel documento politico diffuso in vista del corteo dell’8 agosto, l’Assemblea punta il dito contro quella che definisce una «storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività per il tornaconto di pochi, di procedure speciali (leggasi con minori tutele) e buchi neri». Il testo ripercorre decenni di provvedimenti, dalla legge istitutiva della Stretto di Messina SpA nel 1981 fino alle deroghe in materia di appalti del decreto commissari.

Gli autori del documento rimarcano le responsabilità politiche di un sistema che si autoalimenta:

«Le responsabilità politiche le conosciamo già, e le ascriviamo a quel blocco sociale che si nutre del ponte – non soltanto della sua eventuale realizzazione, ma anche della sua interminabile progettazione – e di cui fa parte l’intera governance tecnico-politica dell’opera: politici, imprenditori, progettisti, fino, naturalmente, alla società concessionaria».

Viene inoltre ricordato come la stessa Corte dei Conti avesse sollecitato fin dal 2016 un intervento normativo per accelerare la liquidazione della società (decisa nel 2013 dal governo Monti) per «evitare un ulteriore spreco di risorse pubbliche». Ciononostante, la struttura è stata mantenuta in vita dai vari governi fino alla riattivazione da parte dell’asse Meloni-Salvini nel 2023.

Per il movimento, la priorità resta una sola:

«Oggi, la chiusura della Stretto di Messina SpA rappresenta l’unica strada per interrompere quella continuità che consente al progetto di sopravvivere da oltre quarant’anni. Ci consentirebbe di liberare quei 14 miliardi tenuti in ostaggio dal miraggio del ponte».

La chiamata alle armi per la cittadinanza è fissata per l’8 agosto, descritto nel manifesto politico come il giorno in cui «la marea di Messina diventerà il nostro decreto popolare di chiusura della Stretto di Messina SpA».

6 Agosto 2026

Autore:

redazione


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