X FACTOR 2025 – Due artiste siciliane, entrambe catanesi, raggiungono insieme la finalissima. Facciamole volare con il televoto di giovedì
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X FACTOR 2025 – Due artiste siciliane, entrambe catanesi, raggiungono insieme la finalissima. Facciamole volare con il televoto di giovedì

LA SICILIA PROTAGONISTA. DUE ARTISTE CATANESI IN FINALE. FACCIAMOLE VOLARE GIOVEDI CON IL TELEVOTO

DELIA e ROB conquistano la finale. Un traguardo storico che accende l’orgoglio dell’Isola

La Sicilia entra di diritto nella storia di X Factor. Per la prima volta, due artiste siciliane, entrambe catanesi, raggiungono insieme la finalissima del talent show di Sky: DELIA (Delia Buglisi) e ROB (Roberta Scandurra). La sfida finale, in programma giovedì 4 dicembre in Piazza del Plebiscito a Napoli, non è soltanto una gara canora: è la celebrazione di un talento che parla la lingua, la cultura e la forza emotiva della nostra terra.

ROB – La furia pop-punk che conquista tutti

ROB ha conquistato il pubblico sin dalle prime battute della semifinale. La sua “Decode” dei Paramore, eseguita con potenza, controllo e un’attitudine scenica da professionista, l’ha catapultata direttamente in finale.

I giudici non hanno dubbi:

  • «Mi emoziona, mi smuove l’anima ed è preparata» ha detto Achille Lauro.

  • «Un fenomeno» ha aggiunto Paola Iezzi.

A soli vent’anni, la cantante di Trecastagni rappresenta una delle proposte più fresche e internazionali di questa edizione. Un talento moderno, che parla a una generazione.

DELIA – L’anima che canta in siciliano e squarcia il silenzio

Se ROB ha colpito per energia, DELIA ha letteralmente scosso l’Arena con una performance carica di significato. Prima di interpretare “Sei bellissima” di Loredana Bertè, ha raccontato il capitolo più doloroso della sua vita:

«Ho subito violenza psicologica per anni. Mi accontentavo e subivo».

Un racconto intenso, che ha trasformato la sua esibizione in un atto di liberazione collettiva. Il pubblico, in piedi, ha applaudito a lungo.
Paola Iezzi ha commentato:
«Ho ancora la pelle d’oca. Hai tanto da dire e da offrire».

Ma il momento più simbolico è arrivato con la sua interpretazione di “I pirati a Palermu” di Ignazio Buttitta, nella versione di Rosa Balistreri. Un brano identitario, un atto politico e culturale.

DELIA l’ha spiegato così:

«È un testo che parla di invasori che hanno rubato tutto, pure il sole. È il dolore della mia terra. Questa sofferenza ce la portiamo nelle vene.»

DELIA non porta in tv solo la sua voce, ma una causa culturale. Nelle settimane precedenti, l’uso del siciliano nel suo inedito “Sicilia Bedda” aveva diviso i giudici. Alcuni le avevano chiesto di “cantare più in italiano”.
Ma la risposta dell’artista è stata decisa:

«Portare il siciliano per me è una missione. Non è un dialetto, è una lingua.»

Una posizione fortemente sostenuta dal suo giudice Jake La Furia, che, esasperato dalle critiche, ha dichiarato:

«A Geolier nessuno lo chiederebbe. Delia canta in siciliano e fa quello che vuole.»

La presenza di DELIA in finale, dunque, non è solo un traguardo musicale, ma una riscoperta del valore culturale e identitario della lingua siciliana, oggi più che mai attuale.

Mai nella storia del programma due cantanti dell’isola sono arrivate insieme all’ultimo atto.

Un segno evidente della rinascita artistica della Sicilia, sempre più presente nel panorama musicale nazionale.

Negli ultimi anni – dai successi rap in dialetto ai progetti folk contemporanei – il sud e le sue lingue stanno vivendo un nuovo protagonismo. DELIA e ROB incarnano questo cambiamento: due strade diverse, entrambe profonde e moderne, che riportano al centro la creatività siciliana.

Una finale che è anche un appello: sostenere il talento della nostra terra

Giovedì 4 dicembre alle 21:15 l’Italia seguirà la finalissima in diretta da Napoli. Partecipare al televoto non significa solo sostenere una delle due artiste: significa far sentire la voce della Sicilia.

Che vinca DELIA, ROB o un altro concorrente, poco importa: la Sicilia ha già vinto.
Ma l’augurio è che una delle nostre ragazze possa trionfare in Piazza del Plebiscito, e che da questo palco sempre più giovani siciliani trovino la forza di raccontarsi nella loro lingua, nella loro cultura, nella loro verità.

Perché, come canta DELIA, ci sono cose che “ci scorrono nelle vene”. E il talento, quando nasce qui, ha sempre un suono speciale.

1 Dicembre 2025

Autore:

redazione


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