LABORATORI DI ANALISI – Fermare lo scempio di un comparto vitale per la sanità siciliana
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LABORATORI DI ANALISI – Fermare lo scempio di un comparto vitale per la sanità siciliana

In Sicilia la sanità convenzionata è arrivata al punto di rottura.

Dott. Pietro Miraglia del coordinamento Intersindacale dei Laboratori di Analisi Siciliani

Un recente decreto di determinazione del budget ha di fatto immobilizzato le strutture, mantenendole in una condizione di stallo. La mancata volontà politica di uscire dal piano di rientro, gli aggregati di spesa iniqui che non tengono conto del reale fabbisogno sanitario dei cittadini siciliani, tariffe ridotte all’osso e la totale assenza di interventi correttivi nell’ultima manovra finanziaria stanno soffocando il comparto.

La Sicilia, a differenza di molte altre Regioni, ha subito il blocco dei finanziamenti destinati alla sanità convenzionata dal 2011, mentre nello stesso periodo il finanziamento complessivo del SSN è aumentato di oltre 30 miliardi di euro.

TARIFFE SOTTOCOSTO E AGGREGATI INIQUI

Dal 31 dicembre 2024 il nuovo nomenclatore tariffario nazionale ha ridotto le tariffe di oltre il 30%, con punte superiori all’80%. Mentre altre Regioni, non sottoposte a piano di rientro, non solo hanno scelto di non applicare le nuove tariffe ribassate ma hanno addirittura aumentato le proprie, indicizzandole all’inflazione o allineandole ai valori di mercato, la Sicilia ha adottato un provvedimento legislativo che si è rivelato inadeguato ed è oggi in attesa di abrogazione da parte della Corte Costituzionale.

Le conseguenze di questo sottocosto ricadono sia sul pubblico che sul privato: i laboratori accreditati rischiano il fallimento, mentre le strutture pubbliche – pur avendo costi di produzione più alti – generano debiti sempre più pesanti per il bilancio regionale.

FARMACIE DEI SERVIZI E PUNTI PRELIEVO PUBBLICI: UNO SPRECO

Tra le criticità segnalate dai laboratori vi è anche la scelta del Governo nazionale di trasferire competenze professionali alle “Farmacie dei Servizi”, un vero e proprio «esproprio proletario della professione laboratoristica».

«Laboratori e punti prelievo sono già capillari sul territorio e garantiscono copertura anche nelle aree più disagiate. Aprirne di nuovi significa duplicare servizi, disperdere risorse e gravare ulteriormente sui bilanci pubblici.»

UN DISEGNO POLITICO PREOCCUPANTE

«La convenzionata esterna è un pilastro del sistema sanitario – affermano i rappresentanti – e consente diagnosi rapide, referti certificati e costi più bassi per la Regione. È inaccettabile che un settore che da oltre cinquant’anni è a fianco del SSR e dei cittadini sia oggi trattato come un ostacolo invece che come una risorsa.»

L’APPELLO: NON CI STIAMO

«Noi non ci stiamo e denunciamo pubblicamente questo sperpero di denaro pubblico e il disegno politico che mira a cancellarci. Non permetteremo che un patrimonio di competenze, professionalità e servizi venga smantellato nel silenzio generale.»

«Da mesi il nostro settore cerca invano un dialogo con la Presidenza della Regione, senza ottenere alcuna risposta. È ormai evidente il continuo rinvio e la mancanza di ascolto.

Oggi rivendichiamo con determinazione che le istanze dei laboratori di analisi vengano finalmente messe sul tavolo.

Se le istituzioni continueranno a ignorarci, saremo pronti a mettere in campo una serie di azioni di protesta.

Non accetteremo oltre l’indifferenza di queste istituzioni!>>

 

Coordinamento Intersindacale dei Laboratori di Analisi Siciliani

19 Settembre 2025

Autore:

redazione


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