«Che il nuovo anno ci trovi custodi della Bellezza e, proprio per questo, un po’ più liberi».
Nelle parole del dirigente scolastico e provveditore agli studi di Messina, Leon Zingales, c’è un augurio che va oltre la semplice formula di rito e diventa un invito civile e culturale.
Essere custodi della bellezza significa scegliere ogni giorno il pensiero critico al posto della superficialità, l’etica al posto dell’indifferenza, il coraggio quotidiano contro il degrado materiale e morale. È un atto di responsabilità che riguarda la scuola, le istituzioni e l’intera comunità, chiamate a educare non solo al sapere, ma anche alla sensibilità, al rispetto, alla libertà interiore.
Resistere alla bruttezza, come ricorda Zingales, è possibile solo continuando a credere nei sogni, nelle emozioni, nella forza delle idee che sanno generare cambiamento. È da qui che può nascere un nuovo anno più consapevole, più umano, più giusto.
Un augurio che non chiede promesse, ma impegno. Perché la bellezza, quando viene custodita, diventa futuro.







