– di Saverio Albanese –
SANREMO (Imperia)– Sanremo non è solo musica e glamour: quando meno te lo aspetti, alla 76ª edizione arriva a sorpresa uno scontro imprevedibile.
Il concorso Miss Italia ha mosso pesanti critiche contro la cantautrice Ditonellapiaga, in gara con il brano “Che fastidio!”, accusandola di aver usato “indebitamente” il nome del concorso per il titolo del suo album e di un singolo in esso contenuto, e di aver inserito nel testo frasi ritenute «lesive della dignità e dell’onore» delle partecipanti alla kermesse di bellezza più prestigiosa del nostro Bel Paese. Il concorso ha addirittura annunciato l’intenzione di avviare azioni legali. «Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione ‘Miss Italia’ e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi», aggiunge la nota.
«Speravo in un po’ di autoironia. La canzone è ancora inedita. Volevo dire che anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste e nascondere l’infelicità con il trucco. A mio avviso c’è stata un’interpretazione erronea del testo, ma parlavo di me, del rapporto con me stessa e con la bellezza»: così Ditonellapiaga, pseudonimo di Margherita Carducci, risponde in conferenza stampa alla diffida del concorso Miss Italia per “l’uso indebito” del marchio e “i danni di immagine” per la canzone da cui nasce il titolo dell’album ‘Miss Italia’.
«Mi dispiace, non conosco ‘il legalese’. Se ne occuperanno gli avvocati– sottolinea Ditonellapiaga – che è in gara a Sanremo con la canzone ‘Che fastidio!’». Il senso del disco, spiega, «è il rapporto con i canoni e con la perfezione».
Visibilmente scossa, Ditonellapiaga aggiunge: «Mi dispiace che abbiano visto malizia, forse a causa della preoccupazione. Probabilmente non hanno la sensibilità per capire che parlo di me e non del concorso. Le ragazze che partecipano a Miss Italia sono ‘disperate’ nel senso che stanno male ma – sottolinea la cantante, a proposito del contesto del brano – parla di me che vivo male la mia bellezza».
Nella sua chiosa finale la cantautrice romana asserisce «nessuno ha insultato, non parlo male del concorso e non ho detto che chi partecipa a Miss Italia è una sfigata».






