La denuncia: Aggressione prima della gara. La nota a margine di Sandro Morgana, presidente del Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionale Dilettanti
IL COMUNICATO STAMPA: L’ASD Polisportiva Gioiosa rende noto che la gara di oggi, valevole per il campionato di Eccellenza (Girone B) tra FC Vittoria e ASD Polisportiva Gioiosa, è stata disputata – nostro malgrado – con soli sette calciatori, a causa di una violenta e vigliacca aggressione perpetrata ai danni dei nostri tesserati negli spogliatoi dello Stadio Comunale “Gianni Cosimo”. Ci scusiamo con i nostri tifosi, che come sempre non hanno fatto mancare il loro sostegno. A breve seguirà un intervento da parte del nostro presidente
Una partita durata appena pochi istanti, segnata da tensioni e polemiche. È quanto accaduto allo stadio comunale “Gianni Cosimo” di Vittoria, dove la sfida del campionato di Eccellenza – Girone B tra FC Vittoria e ASD Polisportiva Gioiosa si è conclusa praticamente prima di cominciare. La formazione ospite si è infatti presentata in campo con soli sette calciatori, il numero minimo consentito dal regolamento per poter iniziare la gara. Dopo pochi minuti di gioco, uno dei giocatori del Gioiosa ha però accusato un infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo, riducendo la squadra a sei uomini. A quel punto l’arbitro, come previsto dalle norme federali, ha dovuto sospendere la partita, tra la sorpresa e il malcontento del pubblico presente sugli spalti.
La denuncia della Polisportiva Gioiosa
In serata è arrivata la versione ufficiale della società, che ha diffuso un comunicato nel quale denuncia una grave aggressione avvenuta negli spogliatoi prima della gara. «L’ASD Polisportiva Gioiosa rende noto che la gara di oggi è stata disputata – nostro malgrado – con soli sette calciatori, a causa di una violenta e vigliacca aggressione perpetrata ai danni dei nostri tesserati negli spogliatoi dello stadio “Gianni Cosimo”», si legge nella nota diffusa dal club. La società ha inoltre voluto rivolgere un messaggio ai propri sostenitori: «Ci scusiamo con i nostri tifosi, che come sempre non hanno fatto mancare il loro sostegno».
In un primo momento quanto accaduto aveva generato più di qualche perplessità. Nel calcio dilettantistico, infatti, non sono rari i casi di squadre che iniziano la gara con il numero minimo di giocatori per evitare sanzioni e che poi, attraverso un infortunio dichiarato, provocano la sospensione dell’incontro. Ma il comunicato della Polisportiva Gioiosa ha cambiato radicalmente il quadro, denunciando un episodio di violenza che ora dovrà essere verificato e ricostruito nelle sedi federali competenti.
Intanto da Gioiosa Marea sono arrivati i primi messaggi di sostegno alla squadra. Il consigliere comunale e tifoso della società Tino Mastrolembo Ventura ha espresso pubblicamente la propria solidarietà, definendo la scelta del club «un gesto forte e coraggioso contro ogni forma di violenza». «Sono orgoglioso di voi – ha scritto – perché avete dimostrato che lo sport deve essere rispetto delle regole e dell’avversario. Condannare la violenza, anche quando significa rinunciare a un risultato favorevole, è una scelta di civiltà».
Sul piano sportivo, con ogni probabilità la gara verrà assegnata a tavolino al Vittoria, come previsto dal regolamento in caso di squadra rimasta con meno di sette calciatori in campo. Tuttavia la vicenda potrebbe avere sviluppi molto più ampi se l’episodio denunciato dal Gioiosa dovesse trovare conferma nei referti arbitrali e negli accertamenti federali. Resta l’amarezza per una giornata di sport trasformata in un caso controverso che riaccende l’attenzione sulle criticità del calcio dilettantistico, spesso alle prese con tensioni, polemiche e situazioni che finiscono per danneggiare l’immagine dell’intero movimento.
Morgana: “Serve un cambio di passo per riportare serenità nei campi”
Il clima di tensione che negli ultimi tempi si registra sui campi di calcio, in Sicilia e non solo, impone una riflessione profonda e un’azione ancora più incisiva sul piano della prevenzione e della cultura sportiva. Il presidente del Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionale Dilettanti, Sandro Morgana, interviene con una nota per richiamare tutto il sistema calcistico al rispetto delle regole e dei valori dello sport. «Gli episodi – afferma Morgana – che si stanno registrando nelle ultime settimane sui campi di calcio, non soltanto in Sicilia, ci preoccupano profondamente. Il calcio dilettantistico vive grazie all’impegno quotidiano di migliaia di dirigenti, tecnici, arbitri e volontari, ed è nostro dovere difendere questo patrimonio da ogni forma di tensione o violenza».
Il presidente Morgana sottolinea come le criticità non riguardino soltanto quanto accade durante le gare. «Purtroppo, dobbiamo constatare che momenti di forte tensione non si verificano solo sul terreno di gioco, ma sempre più spesso anche nei sottopassaggi, negli spogliatoi e nelle tribune, luoghi che dovrebbero invece essere spazi di rispetto e di confronto civile. Tutto questo lontano dagli occhi di chi è deputato al rispetto delle regole».
Una situazione che negli ultimi giorni ha portato anche all’intervento degli organi di giustizia sportiva federale, ciò in un contesto che altrimenti rischia di divenire incontrollabile. «Questi fatti sono inaccettabili – continua Morgana – ci portano indietro nel tempo e denotano un’assenza di cultura sportiva che risulta avvilente e scoraggiante, soprattutto in un momento nel quale si profonde un grande sforzo per fare prevalere i valori della trasparenza, della legalità e dell’etica. Vicende come queste alimentano un clima che non appartiene ai valori sopra enunciati ed è evidente che serve uno sforzo collettivo per riportare serenità sui nostri campi. Il mio compito è appunto quello dell’educazione e della prevenzione, del richiamo al maggiore senso di rispetto e di responsabilità».
Il numero uno della LND Sicilia continua nella sua analisi. «Intensificheremo – sottolinea Morgana – l’attività dei nuclei antiviolenza, che rappresentano uno strumento importante di presidio e prevenzione nei nostri campi. È una priorità assoluta, ma è altrettanto evidente che serve un cambio di passo ulteriore da parte di tutto il sistema. Lo ribadisco con forza. I dati continuano a considerare un miglioramento generale in questa direzione, ma personalmente sin quando ci sarà un solo fatto di violenza noi avremo un problema».
Nel suo intervento, Morgana ha voluto anche esprimere solidarietà per un grave episodio di violenza avvenuto nei giorni scorsi in Sardegna, dove una giovane direttrice di gara di 17 anni è stata aggredita durante una partita di un campionato giovanile. L’episodio, denunciato con fermezza dall’Associazione Italiana Arbitri, ha suscitato forte indignazione in tutto il movimento calcistico. «A quella ragazza va la nostra piena vicinanza. Episodi del genere feriscono profondamente il calcio e i suoi valori. In tal contesto, la vile aggressione all’arbitro Carpinteri di Siracusa, nella partita di Terza Categoria, tra le squadre di Rosolini e Più forte Ragazzi determina in tutti forte indignazione e condanna. Non lasceremo nulla di intentato per fare piena luce su questi fatti e sono certo che gli stessi saranno adeguatamente valutati da parte della magistratura sportiva senza perdere di vista la possibilità della segnalazione agli organi competenti per le proprie ed opportune valutazioni».
Il presidente Morgana richiama il significato autentico della competizione sportiva. «Noi stiamo davvero lavorando e lottando per un calcio più sereno, lontano da episodi di violenza, ma purtroppo dobbiamo prendere atto che non è così a tutti i livelli. Dobbiamo essere tutti consapevoli che la non violenza è perfettamente compatibile con la competizione e con le vittorie, anzi ne rappresenta la condizione naturale. Vincere rispettando le regole e gli avversari è il vero significato dello sport. Tutto è gestibile se c’è responsabilità da parte di dirigenti, tecnici, calciatori, tifosi e famiglie».









