IL MESSAGGIO DEL PROVVEDITORE LEON ZINGALES
Mentre migliaia di studenti si preparano ad affrontare gli Esami di Stato, arriva un messaggio che va oltre la semplice formula di augurio istituzionale.
È una riflessione sul tempo che cambia, sul valore dei sogni e sulla responsabilità di costruire il futuro quella che il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Messina, Leon Zingales, ha voluto affidare alle ragazze e ai ragazzi chiamati a vivere uno dei passaggi più significativi del loro percorso di crescita.
Parole che si rivolgono prima di tutto alle persone e solo dopo agli studenti.
«Vi trovate in un momento di passaggio, in cui la vostra vita finalmente prende una forma nuova, più luminosa e consapevole», scrive Zingales rivolgendosi direttamente ai maturandi.
Un invito che diventa anche una riflessione sul tempo presente, spesso dominato dalla fretta e dalla pressione della prestazione.
«Fermatevi un attimo, non affrettatevi: nell’era del dominio della velocità e dell’efficienza, non dimenticate il tempo dell’attesa e della contemplazione».
Non un richiamo alla lentezza fine a sé stessa, ma alla capacità di fermarsi per comprendere, osservare e dare significato alle scelte. In un’epoca che misura tutto in risultati immediati, il Provveditore richiama il valore della costruzione personale e della consapevolezza.
Al centro del messaggio c’è soprattutto il tema del sogno come motore del cambiamento.
«Non abbiate paura di sognare. Il mondo al di fuori di queste aule sembra aver perso il suo senso e ha un gran bisogno del vostro sguardo, della vostra energia e della vostra capacità di immaginare ciò che ancora non esiste».
Una frase che restituisce ai giovani un ruolo attivo e non passivo: non semplici destinatari del futuro, ma protagonisti chiamati a interpretarlo e costruirlo.
Per Zingales il sogno non è evasione, ma direzione.
«Il sogno non è una fuga dalla realtà; è la stella polare che ci aiuta a orientarci nel mare aperto della vita».
Nel messaggio trova spazio anche un richiamo alla Bellezza, intesa come valore educativo e civile.
«Cercate la Bellezza in ogni cosa: nelle parole che scriverete, nei gesti di solidarietà verso i vostri compagni, nel coraggio di essere autentici».
E ancora: «La Bellezza è la forza più rivoluzionaria ed è l’arma più potente che avete per curare le ferite di un mondo bisognoso di luce».
Parole che si intrecciano con un altro concetto chiave: la speranza come esercizio quotidiano e non come attesa passiva.
«Portate con voi la Speranza. Non una speranza ingenua, ma una speranza attiva, coraggiosa, forgiata da impegno, sacrificio e passione».
Infine il saluto che assume quasi il tono di una consegna simbolica a chi si affaccia verso una nuova stagione della vita:
«Siate pronti. Avete in mano le chiavi per aprire porte che ora vi sembrano chiuse. È giunto il momento di spiegare le vele, navigare verso l’orizzonte e controllare i venti».
Un messaggio che accompagna l’inizio degli esami ma che, probabilmente, parla anche di qualcosa di più grande: del diritto dei giovani a immaginare il proprio domani e della responsabilità degli adulti di continuare a credere in loro.
Agli studenti messinesi, dunque, non solo l’augurio di un buon esame. Ma quello, forse ancora più importante, di trovare lungo il cammino «la gioia di scoprire chi siete veramente».






