PATTI – Lucio Melita apre il dibattito sui cimiteri
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PATTI – Lucio Melita apre il dibattito sui cimiteri

 «Non possiamo più rimandare una scelta definitiva»

Aprire un confronto serio sul futuro dei cimiteri cittadini e affrontare una questione che da anni viene gestita con interventi emergenziali e soluzioni temporanee.

È il messaggio lanciato da Lucio Melita, che attraverso una riflessione pubblica invita la città di Patti ad avviare una pianificazione di lungo periodo sul tema.

Melita, oggi imprenditore pattese con un passato alle spalle dedicato anche alla politica, definisce quello dei cimiteri un argomento delicato ma centrale per la qualità di una comunità, legato non solo alla gestione degli spazi ma anche ai temi della dignità, del rispetto e del decoro urbano.

Nel suo intervento sui social, uno spazio che da tempo utlizza per alimentare il dibattito sociale e politico della e nella cittadina –  sottolinea come, negli anni, si sia fatto ricorso a interventi tampone senza affrontare in modo strutturale il problema. Una situazione che, secondo la sua analisi, oggi emerge con evidenza nei tre cimiteri cittadini, descritti come realtà caratterizzate da spazi limitati, criticità strutturali e necessità di riqualificazione.

Particolare attenzione viene rivolta al cimitero del centro, che secondo Melita non sarebbe più nelle condizioni di assorbire nuove esigenze senza interventi sempre più onerosi e complessi.

Da qui la proposta di inserire nella revisione del Piano Regolatore una scelta strategica: programmare la realizzazione di un nuovo cimitero – frendendo quelo esistente monumentale –  in un’area che risponda a criteri di stabilità, sicurezza, accessibilità ed equilibrio territoriale tra le diverse zone della città.

Parallelamente, Melita propone anche un percorso di recupero e riqualificazione dei cimiteri esistenti, con interventi orientati a migliorare ordine, sicurezza, decoro, valorizzazione degli spazi verdi e rimozione delle situazioni ritenute incongrue.

Nel suo messaggio tiene però a precisare che non si tratta di una polemica politica né di una questione elettorale, ma di una responsabilità collettiva che riguarda l’intera comunità.

«Non ho soluzioni in tasca – sostiene – ma credo che continuare a rimandare non sia più possibile».

Un invito, dunque, ad aprire un confronto pubblico sul tema – delicato e che coinvolge anche sotto l’afetto affettivo tantissimi –  e a costruire una visione condivisa per il futuro, partendo da luoghi che, secondo Melita, rappresentano uno dei simboli più profondi dell’identità e della cura di una comunità.

il post

Cimiteri di Patti: non possiamo più rimandare!
Negli ultimi mesi ho riflettuto molto sul tema dei cimiteri di Patti.
Non è un argomento semplice, né piacevole, ma riguarda tutti noi.
Riguarda la dignità, il rispetto, la cura che una comunità deve a sé stessa. Non voglio fare polemiche né puntare il dito contro nessuno. Non è questo il punto. Il punto è che da anni ci trasciniamo soluzioni tampone, interventi provvisori, scelte obbligate dall’emergenza. E ogni volta ci diciamo che “prima o poi” affronteremo il problema alla radice. Quel “prima o poi”, però, non può diventare “mai”. Oggi abbiamo tre cimiteri che raccontano una storia chiara: una storia di saturazione, di spazi insufficienti, di aree fragili, di strutture che avrebbero bisogno di ordine, sicurezza e decoro. E non è colpa di qualcuno in particolare. È il risultato di decenni in cui abbiamo rimandato. Il cimitero del centro, in particolare, non può più assorbire le richieste. Gli spazi sono limitati, l’area è delicata, e continuare a intervenire lì significherebbe affrontare costi sempre più elevati e soluzioni sempre meno sostenibili. È un dato di fatto, non un giudizio.
Io credo che sia arrivato il momento di guardare la realtà con onestà. Non per accusare, ma per capire. Non per dividere, ma per decidere insieme. Per questo penso che, nella revisione del Piano Regolatore, dovremmo avere il coraggio di inserire una scelta chiara e definitiva: la programmazione di un nuovo cimitero in un’area stabile, sicura, raggiungibile, che completi l’equilibrio territoriale tra le diverse zone della città. Forse qualcuno ha già iniziato a ragionare su dove collocarlo, e se così fosse sarebbe un bene. Ma se questo confronto non è ancora stato avviato, credo sia arrivato il momento di farlo con chiarezza e senza timori. E allo stesso tempo, dovremmo prevedere un percorso serio di riqualificazione dei cimiteri esistenti: ordine, sicurezza, decoro, rimozione delle strutture incongrue, recupero degli spazi verdi.
Non per “fare bello”, ma per restituire dignità a luoghi che meritano rispetto. Non è una battaglia politica. Non è un tema da campagna elettorale. È una responsabilità collettiva. È un dovere verso chi non c’è più e verso chi verrà dopo di noi. Io non ho soluzioni in tasca.
Ho solo una convinzione: continuare a rimandare non è più possibile. Se vogliamo una Patti che guarda avanti, dobbiamo iniziare dalle cose che parlano di noi, dalla cura che mettiamo nei luoghi più delicati e più simbolici della nostra comunità. È un tema che va affrontato insieme, con serietà, con rispetto, con visione. Senza paura di decidere. Lo scrivo da cittadino che vive questa città ogni giorno, che la attraversa, la osserva, la sente sua.
Non ho verità in tasca, ma credo che su certi temi serva il coraggio di aprire un confronto. Perché la dignità di una comunità passa anche da qui. E credo che Patti meriti di affrontare questo tema con maturità, tutti insieme.
19 Giugno 2026

Autore:

redazione


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