VICENDA CUFFARO – Raffica di archiviazioni a Palermo: cade l’ipotesi di associazione a delinquere
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VICENDA CUFFARO – Raffica di archiviazioni a Palermo: cade l’ipotesi di associazione a delinquere

Si ridimensiona il quadro dell’inchiesta avviata nel novembre 2025. Archiviata per Salvatore Cuffaro l’accusa più pesante e quella relativa alla turbativa di un concorso a Villa Sofia. Provvedimenti di archiviazione anche per numerosi politici, dirigenti e imprenditori. Per Saverio Romano resta aperta la contestazione di traffico di influenze.

 Una lunga serie di archiviazioni modifica sensibilmente il quadro dell’inchiesta che, dal 4 novembre 2025, aveva coinvolto l’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro insieme a politici, dirigenti, imprenditori e collaboratori.

Il dato più rilevante riguarda proprio Cuffaro: è stata archiviata l’ipotesi di associazione a delinquere, la contestazione più grave tra quelle che gli erano state mosse e che interessava anche il deputato regionale Carmelo Pace e i collaboratori Vito Raso e Antonio Abbonato.

Per l’ex segretario nazionale della Nuova Dc, assistito dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, arriva inoltre l’archiviazione della contestazione relativa alla turbata libertà dello svolgimento di un concorso a Villa Sofia. Per la stessa vicenda è stata archiviata anche la posizione dell’ex deputato regionale Carmelo Pullara.

Un passaggio giudiziario importante che, pur non cancellando l’intera vicenda processuale, ridimensiona in maniera significativa l’impianto originario dell’inchiesta e soprattutto alcune delle accuse che avevano avuto maggiore risonanza al momento dell’esplosione del caso.

Tra i provvedimenti figura anche l’archiviazione della posizione dell’onorevole Saverio Romano. Per il parlamentare, tuttavia, il capitolo giudiziario non risulta completamente chiuso: rimane infatti la contestazione di traffico di influenze. Per procedere su questo fronte, secondo quanto emerge, la Procura dovrebbe richiedere l’autorizzazione al Parlamento.

La serie di archiviazioni riguarda complessivamente un numero consistente di persone finite, a diverso titolo, nell’indagine. Tra queste figurano Giuseppe Capizzi, Salvatore Cocina, Mauro Marchese, Alessandro Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino, Carmelo Pace, Alessandro Vetro, Vito Raso, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Stefano Palminteri, Filippo Paradiso, Sergio Mazzola, Maria Letizia Di Liberti, Carmelo Pullara, Maurizio Micci, Giuseppe Mortillaro e Selenia Malfitano.

Archiviata anche la posizione del tenente colonnello dei Carabinieri Stefano Palminteri, indicato nella fase iniziale della vicenda come la presunta “talpa”, così come quella dell’ex poliziotto Filippo Paradiso. Un elemento di particolare rilievo riguarda inoltre le intercettazioni. Nella richiesta di archiviazione la Procura avrebbe fatto riferimento alla loro inutilizzabilità, circostanza che incide sulla valutazione del materiale raccolto durante le indagini.

Il nuovo scenario giudiziario impone quindi una rilettura della vicenda rispetto al clamore che ne aveva accompagnato l’avvio. L’inchiesta, inizialmente caratterizzata da un quadro molto ampio di contestazioni e soggetti coinvolti, esce dai nuovi provvedimenti del Tribunale di Palermo con diverse posizioni definite e alcune delle ipotesi accusatorie più significative archiviate.

Per Cuffaro, in particolare, viene meno l’accusa di associazione a delinquere e si chiude anche il capitolo relativo alla presunta turbativa del concorso di Villa Sofia. Restano naturalmente distinti i piani giudiziario e politico: le archiviazioni stabiliscono l’esito delle specifiche contestazioni interessate dai provvedimenti e rappresentano oggi il dato nuovo dal quale ripartire nella ricostruzione di una vicenda che, per mesi, ha avuto un forte impatto sulla scena politica siciliana.

4 Settembre 2026

Autore:

redazione


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