ASSOLUZIONI – Arriva quella per Storace… dopo quasi 14 anni
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ASSOLUZIONI – Arriva quella per Storace… dopo quasi 14 anni

«Il fatto non sussiste». Ribaltata in Appello la condanna per diffamazione

 

La Corte d’Appello di Roma assolve Francesco Storace e Federico Colosimo per gli articoli pubblicati nel 2013 sul caso Monte dei Paschi di Siena. La Corte è entrata nel merito nonostante l’intervenuta prescrizione. Numerosi i messaggi arrivati dal mondo politico, anche dalla Sicilia.

 Quasi quattordici anni per arrivare a tre parole: «Il fatto non sussiste».

La Corte d’Appello di Roma ha assolto Francesco Storace e Federico Colosimo dall’accusa di diffamazione nei confronti di Aldo Natalini, all’epoca sostituto procuratore presso la Procura di Siena. La decisione ribalta la sentenza pronunciata in primo grado.  La vicenda risale al 2013 e nasce da alcuni articoli pubblicati il 7 e l’8 agosto sul Giornale d’Italia, allora diretto da Storace. I pezzi, firmati da Colosimo, riguardavano Natalini e la sua attività nell’ambito dell’indagine sul Monte dei Paschi di Siena. Secondo l’accusa, quei contenuti avevano leso la reputazione del magistrato. In primo grado il Tribunale di Roma aveva condannato Storace, nella sua qualità di direttore responsabile, a 10 mesi di reclusione e 400 euro di multa, mentre per Colosimo erano stati disposti 9 mesi e 300 euro di multa. Adesso la prima sezione penale della Corte d’Appello di Roma, presieduta da Clementina Forleo, ha rovesciato quella decisione pronunciando l’assoluzione di entrambi.  Un particolare dà ulteriore peso alla decisione: secondo quanto reso noto dai legali Francesco Colosimo e Ippolita Naso, nonostante fosse nel frattempo intervenuta la prescrizione dei reati contestati, la Corte ha esaminato il merito della vicenda arrivando alla formula assolutoria.

È stato lo stesso Storace a commentare la sentenza scrivendo su Libero: «Monte dei Paschi, dopo 14 anni ho avuto giustizia». L’ex presidente della Regione Lazio ha ricordato il lungo percorso giudiziario e il lavoro svolto allora insieme a Colosimo al Giornale d’Italia.

I messaggi della politica

La sentenza ha suscitato numerose reazioni. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso soddisfazione per l’assoluzione e ha rivolto a Storace un «abbraccio affettuoso», sottolineando la durata della vicenda giudiziaria. Agenzia Nova

Sono intervenuti anche i ministri Giuseppe Valditara e Francesco Lollobrigida. Valditara ha ricordato la «lunga ed estenuante battaglia» affrontata da Storace, mentre Lollobrigida ha salutato l’assoluzione come una bella notizia dopo tanti anni di processo. Secolo d’Italia

Un messaggio è arrivato anche da Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale e storico avversario politico di Storace, che lo ha definito «un avversario tosto e leale».

Dalla Sicilia è intervenuto il senatore Nino Germanà, segretario regionale della Lega. «A nome della Lega Sicilia un abbraccio a Francesco Storace, amico della nostra terra che consideriamo ormai siciliano d’adozione», ha dichiarato, definendo l’assoluzione «una bellissima notizia». Germanà ha poi posto l’accento sui quasi quattordici anni trascorsi prima della decisione d’Appello, collegando il caso al più generale dibattito sui tempi della giustizia.

Ed è proprio la durata del procedimento a lasciare, accanto alla soddisfazione espressa da Storace e dai suoi legali, un tema che supera il singolo processo. Una condanna in primo grado e, quasi quattordici anni dopo l’inizio della vicenda, un’assoluzione perché il fatto non sussiste: due decisioni opposte e un tempo lunghissimo trascorso nel mezzo.

 

4 Ottobre 2026

Autore:

redazione


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