tra guerre e metafisica
Il fotografo e performer Augusto De Luca firma un nuovo, intenso progetto visivo dal titolo “Armageddon”
Un lavoro di profonda ricerca artistica ispirato alle catastrofi dei conflitti mondiali. L’opera unisce la forza del documento storico alla visione onirica, confermando la cifra stilistica di un autore che ha fatto della sperimentazione visiva il proprio marchio di fabbrica.
Chi è l’autore: tra giurisprudenza, ritratti celebri e collezioni internazionali
Nato a Napoli il 1° luglio 1955, con studi classici e una laurea in giurisprudenza alle spalle, Augusto De Luca è diventato fotografo professionista a metà degli anni ’70. Conosciuto a livello internazionale per i suoi celebri ritratti a personaggi noti e per una fotografia che spazia dalla tradizione alla sperimentazione con diversi materiali, De Luca si distingue per un’attenzione particolare verso le inquadrature e le minime unità espressive dell’oggetto inquadrato. Nel suo stile, immagini di netto realismo si affiancano ad altre in cui le forme e i segni, correlandosi tra loro, richiamano apertamente la lezione della metafisica. Le sue opere sono esposte in numerose gallerie italiane ed estere e fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui: La International Polaroid Collection (USA), La Biblioteca Nazionale di Parigi, L’Archivio Fotografico Comunale di Roma, L’Archivio Fotografico del Parco Archeologico di Pompei, La Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina di Pechino, Il Museo de la Photographie di Charleroi, in Belgio
“Armageddon”
Con Armageddon, De Luca supera il semplice atto di documentazione per addentrarsi nel regno del metafisico e del surreale, trasformando la fotografia in uno strumento per esplorare dimensioni invisibili e simbolismi profondi. Il progetto e l’anima delle immagini: Le fotografie mirano a catturare l’invisibile dietro gli eventi storici, mettendo in luce non solo le cicatrici visibili dei conflitti globali, ma anche le ombre, i silenzi e le storie non raccontate di chi ha combattuto e subito. La cifra stilistica: La scelta rigorosa delle forme, la composizione geometrica e lo studio meticoloso dell’illuminazione diventano i vettori per narrare vicende che vanno ben oltre il visibile. La distorsione della realtà: La componente surreale si attiva quando la realtà viene sottilmente distorta per dar vita a scenari onirici, ricchi di significati nascosti. L’obiettivo non è negare il dolore, bensì amplificarlo, accompagnando lo spettatore verso una dimensione di comprensione più profonda.
Un invito a guardare oltre la superficie
Questo corpus di opere non si limita a essere una testimonianza visiva, ma si configura come un richiamo a esplorare l’animo umano, a confrontarsi con il passato e a trovare un significato profondo che unisce la bellezza e il dolore. Attraverso questo linguaggio artistico e simbolico, le storie di milioni di vite perdute e trasformate continuano a vivere, esortando il pubblico a mantenere viva la memoria e a guardare al futuro con occhi nuovi.
















