…e più tempo passa che ancora di più sento fremere la mia voglia di omaggiare quello che è stato ed è fra i maggiori pittori da me frequentati.
Ci sono incontri che non appartengono solo al tempo in cui avvengono, ma continuano a vivere, a sedimentare, a generare nuovi gesti e nuove visioni.
È da questa persistenza della memoria, fatta di sguardi condivisi, parole essenziali e silenzi carichi di senso, che nasce l’omaggio sentito e profondo di Roberto Santoro – cofondatore delll’associazione Pathos con Nunzio Carlo Rinaudo, a Calogero Corrao, maestro indiscusso e presenza artistica che in questi decenni caatterizzato l’universo dell’arte in Sicilia. Non un semplice tributo, ma un dialogo che attraversa gli anni, trasformandosi in pittura, materia e racconto personale.
Nel suo studio, guardare e carpire emozioni uniche durante il suo dipingere, e oggi ricordarmi le discussioni, molto concise, che lui, a me che lo ascoltavo assorto, donava ricchi di contenuti che, senza dubbio e in buona coscienza ne faccio tesoro e giovamento ne avrò.
Sento tanto di assomigliare a Gigi Martorelli, caratterialmente, lui ed io schivo e taciturno, con chi non si conosce, ma ricco di grande ironia e creatività sconfinata.
Ora raccogliendo e mettendo ordine nella mia mente circa l’influenza della sua pittura, in quello che è il mio racconto personale, dai miei pennelli descritto, ecco il volermi esprimere in una serie di opere ad olio su terracotta, piatti o giare, certo di offrire il mio miglior modo di ricordare il grande Maestro Gigi Martorelli, ricordo affettuoso e doveroso per i tanti insegnamenti compresi nelle tante volte siamo stati vicini.
Così il pittore, Calogero Corrao sottolinea il suo rapporto intenso e formativo avuto con Gigi, spesso mi racconta episodi e riflessioni figli di questa frequenza, ed evoluzioni naturali sono queste opere che ha voluto dedicargli.
Ecco dunque scoprire sulle pareti cangianti che la rotondità del supporto offre, le forme e i ritmi frutto del risultato di appassionata ricerca naturalistica, agganciata alla visione di fenomeni insiti nel tempo che scorre e, nei luoghi che abitiamo ed in tutta la sua produzione artistica.
Ha saputo proporre Corrao in queste opere, in una successione di emozioni, il giusto cromatismo di colori.
Il tutto è ottenuto con pennellata sicura e puntuale nel ricordare o nel far rivivere piaceri veramente riconducibili al Maestro suo ispiratore.
Frammenti quasi musicali si scorgono negli spazi dove il gioco di velature è più marcato, Calogero con mano leggera nel tocco e gusto raffinato negli accordi del colore mostra il suo rigoroso, quanto generoso ossequio alla storia artistica del Maestro che più di ogni altro occupa nel nostro territorio il maggiore peso carismatico e artistico.
Ancora una volta bravo e grazie a Corrao, per aver donato un segnale rispettoso e sentito verso l’arte in generale, non una riscoperta ma un ulteriore modo di lettura , di quanto ampia, continua e coerente sia stata l’opera di Gigi Martorelli.
Roberto Santoro









