Miraglia e Ricciardello analizzano e parlando del perchè Brolo manca all’appello
L’ex assessore al Turismo e il capogruppo di opposizione concordano: non basta la bella spiaggia, serve una visione strategica di lungo periodo. E i parametri FEE dicono esattamente questo
L’assegnazione delle Bandiere Blu 2026 — e soprattutto la mancata assegnazione ad alcuni comuni del Messinese — sta sollevando in questi giorni riflessioni che vanno ben oltre il semplice desiderio di vedere sventolare il prezioso vessillo sulle spiagge del proprio paese. A Brolo il dibattito – non urlato, ma propositivo – si è già acceso, e a prendervi parte sono due voci con prospettive diverse ma con una diagnosi sorprendentemente convergente: Nuccio Ricciardello, ex assessore comunale al Turismo, e Giuseppe Miraglia, capogruppo di opposizione in Consiglio comunale.
Miraglia: Piazzette e marciapiedi. Niente di più
Il consigliere Miraglia è diretto, con una punta di ironia amara che dice tutto: «Come al solito: piazzette e marciapiedi. Niente di più».
Ma prima di quella battuta conclusiva, il ragionamento è articolato e puntuale. «La Bandiera Blu non si ottiene con uno slogan estivo, con una manifestazione o con qualche intervento spot — scrive Miraglia —. Richiede anni di programmazione, investimenti continui, servizi efficienti, qualità urbana, attenzione all’ambiente, mobilità sostenibile, accessibilità e una visione chiara di sviluppo turistico. Ed è proprio qui che Brolo continua ad arrancare».
L’accusa è alla mancanza di strategia: «Per anni ci siamo sentiti raccontare programmi ambiziosi, obiettivi importanti e grandi prospettive di rilancio. Ma oggi la realtà è che il nostro paese continua a trascinarsi senza una vera strategia capace di creare sviluppo stabile e nuove opportunità. Si spendono fondi pubblici in lavori e iniziative spesso fini a sé stessi, utili magari a creare visibilità immediata, ma incapaci di diventare un reale volano economico e turistico per il territorio».
Il quadro che ne emerge è quello di un paese che non riesce a costruire un’identità distintiva: «Nel frattempo il commercio resta stagnante, il turismo non compie un salto di qualità e Brolo continua a non costruire nulla che la distingua davvero dalle altre realtà della costa. Oggi i territori che crescono sono quelli che programmano, innovano e costruiscono identità, servizi e qualità. Gli altri rischiano semplicemente di restare fermi mentre il mondo va avanti».
Cosa serve davvero per la Bandiera Blu
La risposta ai perché di questa esclusione è, in realtà, scritta nero su bianco nei criteri della FEE — Foundation for Environmental Education — l’organizzazione internazionale che assegna il riconoscimento. Per ottenere la Bandiera Blu non è sufficiente avere un mare pulito: si tratta di un percorso di certificazione che valuta la qualità complessiva del territorio costiero su decine di parametri, raggruppati in quattro grandi aree.
Qualità delle acque: eccellenza nelle acque di balneazione, monitoraggio costante, depuratori efficienti e funzionanti.
Gestione ambientale: raccolta differenziata strutturata e funzionale, gestione dei rifiuti nelle aree costiere, assenza di scarichi illegali, aree verdi curate e accessibili.
Servizi e sicurezza: servizi turistici adeguati — docce, servizi igienici, parcheggi — accessibilità per persone con disabilità, salvamento e sicurezza in acqua, informazioni ambientali disponibili per i cittadini e i visitatori.
Sostenibilità e governance: piste ciclabili e mobilità sostenibile, educazione ambientale attiva nelle scuole e nelle comunità locali, programmazione urbana sostenibile, impegno documentato dell’amministrazione sulla qualità ambientale nel medio-lungo periodo.
Quest’ultimo punto è forse il più impegnativo: la FEE non premia il singolo intervento, ma la coerenza di un percorso. Un comune che ottiene la Bandiera Blu non l’ha conquistata in un anno — l’ha costruita nel tempo, con politiche ambientali continuative, investimenti strutturali e un’amministrazione che ha saputo mantenere la rotta anche quando il riconoscimento sembrava lontano.
Ricciardello: Serve continuità. E il lungomare si può fare
Con amarezza ma senza polemica, Nuccio Ricciardello — ex assessore al Turismo — trasforma la mancata assegnazione in un’occasione di analisi e di rilancio. «Dispiace vedere Brolo fuori da questo elenco — sottolinea —, soprattutto perché avevamo inserito proprio la Bandiera Blu tra i punti qualificanti del nostro programma elettorale. Non come semplice operazione d’immagine, ma come obiettivo strategico per il territorio».
La sua lettura coincide con i criteri della FEE: «È chiaro a tutti che la Bandiera Blu non si ottiene soltanto perché si ha una bella spiaggia o un mare pulito. È un percorso molto più ampio, che riguarda servizi, sostenibilità, programmazione urbana e qualità complessiva del territorio. E soprattutto — aggiunge — serve continuità amministrativa. Non si conquista con uno slogan estivo o con un singolo intervento spot. Richiede anni di lavoro silenzioso, investimenti costanti e una visione precisa».
Ricciardello porta anche una proposta concreta, che aveva già avanzato nei mesi scorsi: «Avevo suggerito di avviare un lavoro propedeutico sul rifacimento del lungomare, perché le due cose possono e devono camminare insieme. Riqualificare il lungomare significa migliorare servizi, accessibilità, sostenibilità e immagine turistica del paese».
Un’idea che si lega a opportunità già disponibili: «Esiste persino un bando dell’Assessorato Territorio e Ambiente dedicato proprio alle spiagge e agli interventi di valorizzazione costiera. Sono occasioni che non possono essere ignorate».
L’ex assessore non trasforma però il tema in polemica politica, quanto piuttosto in un invito collettivo alla responsabilità: «Dobbiamo avere tutti, come cittadini, la consapevolezza che la Bandiera Blu rappresenta un impegno sociale oltre che turistico. E questa consapevolezza devono averla anche gli amministratori. Non si tratta soltanto di ottenere un vessillo, ma di costruire un modello di territorio più moderno, sostenibile e competitivo».
Il messaggio finale guarda avanti: «Brolo ha tutte le potenzialità per ambire a questo riconoscimento. Ma bisogna iniziare subito, programmare con serietà e lavorare con continuità. Solo così, nel tempo, si potranno creare le condizioni reali per raggiungere un obiettivo che sarebbe importante non soltanto dal punto di vista turistico, ma anche culturale e ambientale per tutta la comunità».
Il punto di convergenza
Miraglia e Ricciardello vengono da sponde politiche diverse, ma il loro ragionamento arriva allo stesso approdo: Brolo non ha un problema di mare — ha un problema di visione e di continuità amministrativa. La Bandiera Blu è uno specchio, non un premio. Riflette ciò che un territorio è, non ciò che dichiara di voler essere. E quello specchio, per ora, non restituisce ancora l’immagine di una città che ha scelto davvero la strada della qualità, della sostenibilità e dello sviluppo turistico strutturale.
La domanda che resta aperta è semplice: quando si comincia?
Ultima nota: Maria Vittoria Cipriano, nel 2024 , alllora candita a sindaco – aveva alzato l’asticella parlando di Bandiera Blu affermando “Brolo potrebbe aspirare ad avere questo riconoscimento con una politica ambientale accorta e la gestione del proprio mare più attenta. “Ecco, tra i punti del nostro programma elettorale c’è una “Brolo del Mare – dice la Cipriano. L’ho detto nella presentazione della lista, lo dico ora, è un impegno che prendo davanti alla cittadinanza. È importante l’ecologia ambientale. Bisogna avere una visione chiara, come chiare e limpide devono essere le acque del nostro mare e da qui attuare anche progetti di turismo balneare, costiero, acquatico, di recupero delle tradizioni marinare” concludendo: “Un paese che rispetta l’ambiente che tutela il suo patrimonio storico e salvaguarda la memoria dei luoghi e delle tradizioni è quello che vogliamo, che la nostra Brolo merita. Noi vogliamo lavorare in questa direzione e offrire le nostre idee” ed ecco che il suo pensiero dienta attualissimo: “Naturalmente anche il nuovo piano regolatore sarà il punto di partenza su cui confrontarsi e compiere scelte di fondo”.
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