BROLO – Il quartiere Macello torna sott’acqua
Cronaca, Cronaca Regionale, Fotonotizie, In evidenza

BROLO – Il quartiere Macello torna sott’acqua

“Noi figli di un dio minore”: rabbia e paura dopo il nubifragio

Danni anche a Malpertuso dove sono intervenuti i Vigili del Fuoco per dei contatori andati in “corto” e disagi alla viabilità alla rotonda della Filanda. Problematica ora, per via del fango, anche la situazione in via Terranova. 

Ancora una volta l’acqua. Ancora una volta il quartiere Macello – ed in particolare la via Strauss – trasformati in un fiume. Ancora una volta residenti costretti a fare i conti con allagamenti, tombini ostruiti, griglie intasate e interventi che, secondo chi vive nella zona, sono arrivati con un ritardo insopportabile.

A Brolo la storia sembra ripetersi identica, come un copione già visto troppe volte.

E la beffa è che tutto accade a pochissimi giorni dall’annuncio dell’arrivo di un finanziamento destinato proprio a risolvere una delle criticità storiche della zona. Un’opera attesa da anni, che dovrà migliorare il sistema di smaltimento delle acque meteoriche e mettere definitivamente in sicurezza il quartiere. Ma il maltempo non aspetta i tempi della burocrazia.

È bastata una violenta bomba d’acqua nel pomeriggio per far emergere ancora una volta tutte le fragilità del quartiere.

L’acqua ha invaso le strade con una forza impressionante, trasformandole in torrenti.

I tombini non sono riusciti a ricevere la massa d’acqua. Le caditoiee i canaloni di sfogo, secondo numerosi residenti, risultavano già parzialmente o totalmente ostruite.

Il risultato è stato inevitabile.

Le vie si sono rapidamente allagate, rendendo difficoltoso il transito e creando apprensione tra chi abita nella zona.

“Ci siamo dovuti arrangiare”

La rabbia dei residenti cresce soprattutto per ciò che sarebbe accaduto nelle fasi immediatamente successive. Le prime richieste di intervento sarebbero rimaste senza risposta per un tempo giudicato eccessivo. Così, mentre l’acqua continuava a salire, molti cittadini hanno deciso di intervenire personalmente.

C’è chi ha sollevato le griglie. Chi ha cercato di liberare i tombini ostruiti. Chi, armato di pale e attrezzi di fortuna, ha tentato di favorire il deflusso dell’acqua.

Un’immagine che dalle foto racconta più di tante parole. Residenti trasformati in operatori della protezione civile – unica realtà intervenutà con le idrovore – pur di evitare danni ancora più gravi.

“Siamo figli di un dio minore”

È una frase che ricorre continuamente tra le persone che vivono nel quartiere.

Un’espressione amara, pronunciata da chi sostiene di convivere da anni con lo stesso problema. Ogni temporale riporta a galla paure mai sopite. Ogni allerta meteo diventa motivo di preoccupazione. Ogni pioggia intensa riapre una ferita che aspetta ancora una soluzione definitiva.

Un problema conosciuto da anni

Il quartiere Macello rappresenta da tempo uno dei punti più delicati del territorio comunale sotto il profilo idraulico. Negli anni sono stati elaborati diversi progetti per migliorare il convogliamento delle acque piovane e ridurre il rischio di allagamenti.

Già nel 2021 era stato finanziato un intervento per la sistemazione idraulica del torrente Pozzo, con la realizzazione di un tombino scatolare destinato proprio a proteggere la zona Ferrara e il quartiere Macello dalle esondazioni provocate da una sezione idraulica ritenuta insufficiente. Più recentemente sono arrivati ulteriori finanziamenti regionali per il ripristino delle condotte di convogliamento delle acque meteoriche e per altre opere di mitigazione del rischio idraulico nel territorio comunale. Segno evidente che il problema è noto e riconosciuto anche dagli enti sovracomunali.

Passata l’emergenza resta adesso da verificare l’entità dei danni. Cantine invase dall’acqua. Garage allagati. E soprattutto tanta amarezza.

Perché la sensazione diffusa è che, nonostante i finanziamenti annunciati, chi vive in questo quartiere continui a convivere con un’emergenza che si ripresenta ogni volta che il cielo decide di aprirsi.

Naturalmente sarà compito dei tecnici accertare se gli allagamenti siano stati determinati esclusivamente dall’eccezionalità delle precipitazioni oppure se abbiano inciso anche altri fattori, come l’efficienza della rete di smaltimento e lo stato di manutenzione delle caditoie. È però proprio su quest’ultimo aspetto che i residenti chiedono risposte.

Una pulizia più frequente dei tombini?

Una manutenzione programmata prima degli eventi meteorologici più intensi? Controlli più capillari nei punti critici? Domande che tornano puntuali dopo ogni nubifragio.

Il finanziamento appena aquisito rappresenta certamente una buona notizia e lascia intravedere la possibilità di una soluzione strutturale. Ma chi oggi spalava acqua davanti alla propria abitazione guarda soprattutto al presente. Perché ogni intervento programmato richiederà tempo tra progettazione, affidamento ed esecuzione. Nel frattempo il quartiere continua a convivere con la paura.

E dopo l’ennesimo allagamento la richiesta che arriva dai residenti è una sola: accelerare gli interventi e rafforzare fin da subito la manutenzione ordinaria, affinché il prossimo temporale non trasformi ancora una volta il quartiere Macello in un fiume a cielo aperto.

A margine di tutto questo anche un’osservazione sull’operatività ridotta degli uomini del comando della polizia municipale. Un organismo ridotto da tempo al minimo per gli endemici problemi del monte-ore del personale, per una visone gestionale che mortifica l’operatività del gruppo, per l’esiguo numero di agenti disponibili. Una carenza che al bisogno diventa emergente.

      

2 Luglio 2026

Autore:

redazione


Ti preghiamo di disattivare AdBlock o aggiungere il sito in whitelist