Sulla graduatoria regionale per il servizio idrico l’opposizione attacca: «Progetto sufficiente, ma non abbastanza per vincere»
La differenza tra un progetto ottimo e uno “sufficiente”: quando le perdite non sono solo nelle tubature
C’è un modo molto siciliano di affrontare le emergenze: aspettare che diventino strutturali e poi sperare nei finanziamenti.
L’acqua, in fondo, è sempre stata una metafora perfetta della politica locale. Scorre quando c’è, manca quando serve, si disperde lungo il percorso. E qualche volta, insieme ai litri, si perdono anche le occasioni.
La Regione Siciliana ha pubblicato la graduatoria definitiva degli interventi finanziati attraverso il Programma FESR Sicilia 2021–2027 per il miglioramento del servizio idrico integrato: oltre 47 milioni di euro destinati a reti più efficienti, minori dispersioni e un’idea leggermente più moderna del rapporto tra cittadini e rubinetti.
Su 143 richieste presentate, solo 19 progetti hanno ottenuto il finanziamento immediato.
Nella provincia di Messina ce l’hanno fatta Capri Leone, Patti, Torregrotta e Castell’Umberto. Brolo invece è rimasta nella categoria che in amministrazione pubblica assomiglia molto alle semifinali: “ammissibile ma non finanziabile”.
Il Comune aveva candidato un intervento dal nome tecnico e rassicurante – ripristino funzionale della rete idrica di distribuzione e misura di processo – che tradotto significa una cosa molto concreta: provare a far arrivare meglio l’acqua e perderne meno per strada.
Il progetto è stato giudicato idoneo, ma non abbastanza competitivo.
Risultato: 39° posto.
Una posizione che nello sport può essere rispettabile. Nei bandi pubblici significa spesso osservare gli altri salire sul treno mentre si resta in banchina con il fascicolo sotto braccio.
Su questo intervengono i consiglieri di opposizione Peppe Miraglia e Sara Ceraolo.
«La differenza tra un progetto ottimo e uno sufficiente – osservano – questa volta diventa tutta politica e amministrativa. Perché l’acqua non distingue tra maggioranza e opposizione quando si disperde nelle reti. Ma i finanziamenti sì: premiano chi arriva con progetti più maturi, più solidi e più convincenti».
Per i consiglieri il dato che emerge non è tanto l’esclusione in sé quanto il settore interessato.
«Da anni sosteniamo che la modernizzazione della rete idrica dovesse rappresentare una priorità assoluta per Brolo. Non stiamo parlando di marciapiedi, piazze o arredo urbano – spiegano – ma di una delle infrastrutture più strategiche per il futuro del paese».
Il riferimento è a un dibattito che negli anni ha accompagnato molte scelte amministrative: investimenti visibili in superficie contro interventi strutturali meno appariscenti ma più decisivi.
«Negli ultimi anni – sottolinea Miraglia – sono stati intercettati finanziamenti per opere certamente utili, ma questa graduatoria dimostra che quando si parla di una delle reti fondamentali per cittadini e attività economiche il risultato ottenuto non è stato abbastanza competitivo».
E arriva anche la stoccata finale.
«Per anni ci è stato detto che non esistevano strumenti adeguati per affrontare in modo organico il problema. Oggi la misura c’era. E il risultato impone una riflessione. Siamo stati appena sufficienti».
Non tutto però è chiuso.
La Regione ha dichiarato finanziabili altri 41 interventi, molti dei quali già cantierabili ma ancora senza copertura economica. L’assessore regionale Francesco Colianni ha annunciato il tentativo di reperire nuove risorse.
Tradotto dal burocratese al dialetto amministrativo corrente: resta aperta la speranza del ripescaggio.
Che in Sicilia, a ben vedere, è quasi una politica pubblica.
Nel frattempo resta una domanda che scorre sotto le polemiche come una condotta interrata: quante occasioni può permettersi di perdere un territorio prima di accorgersi che il problema non è l’acqua che manca, ma la programmazione che arriva in ritardo?
Perché le tubature possono perdere migliaia di litri. Ma un paese rischia di perdere molto di più quando si abitua a considerare il “sufficiente” come un risultato soddisfacente.
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