il nuovo romanzo di Massimo Boscarino tra fede, conoscenza e ricerca della verità
Un incontro, ricco di spunti culturali, riflessioni filosofiche e confronti aperti sui grandi interrogativi dell’esistenza.
Il Salotto d’Argento di Brolo ha ospitato la presentazione di “Un ateo in Vaticano”, l’ultimo romanzo dello scrittore ragusano Massimo Boscarino, pubblicato da Genesi Editrice, confermando ancora una volta la vivacità culturale della e l’interesse del pubblico per gli appuntamenti dedicati alla letteratura contemporanea. Ad accogliere l’autore un pubblico numeroso e partecipe che ha seguito con attenzione il dialogo moderato dalla dottoressa Caterina Pizzolante, psicologa, psicoterapeuta, docente e socia dell’associazione culturale Amica Sofia, organizzatrice dell’evento attraverso la referente regionale per la Sicilia, la professoressa Carmen Giuffrè – assente per sopraggiunti motivi di salute,che ha comunque voluto far pervenire il proprio saluto agli organizzatori e ai partecipanti.
Alla presentazione hanno preso parte il sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto, l’assessore alla Pubblica Istruzione Cono Condipodero e il responsabile dell’Ufficio Turistico Comunale Enzo Clemente, che hanno sottolineato l’importanza di continuare a promuovere iniziative culturali capaci di stimolare il pensiero critico e il dialogo.
Un ritorno a Brolo dopo sei anni
Per Boscarino si è trattato di un gradito ritorno. Lo scrittore era stato infatti ospite a Brolo nel 2019, quando nell’atrio della Sala Rita Atria aveva presentato il romanzo “Le fermate del piacere”. Da quell’incontro è nato un rapporto di amicizia e stima reciproca con la comunità brolese. «Vengo con piacere, perché Brolo mi è rimasto nel cuore», aveva confidato l’autore agli organizzatori nei giorni precedenti all’evento, parole ricordate durante la serata da Enzo Clemente.
Un romanzo che interroga il lettore
“Un ateo in Vaticano” è un’opera che sfugge alle classificazioni tradizionali. Attraverso una vicenda che prende avvio dall’elezione di un nuovo Papa, Boscarino costruisce una narrazione che mescola introspezione, spiritualità, fantascienza e riflessione filosofica. Al centro del libro vi è una domanda antica quanto l’uomo: come si può arrivare alla verità?
L’autore riprende idealmente il celebre monito dantesco del canto di Ulisse, «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza», trasformandolo nel motore dell’intera vicenda. Bene e male, realtà e immaginazione diventano le quattro coordinate attraverso cui i protagonisti cercano di comprendere sé stessi e il mondo che li circonda. I personaggi del romanzo – Giulio, Ugo, Alda, Enoch, Sima e Omar – sembrano muoversi come moderni “personaggi in cerca d’autore”, sospesi tra dubbi, convinzioni e continue domande sull’esistenza.
Il contributo di Enzo Clemente: “Andare oltre le Colonne d’Ercole”
Particolarmente apprezzato l’intervento di Enzo Clemente, che ha proposto una lettura del romanzo centrata sul tema della conoscenza e sui meccanismi che nel corso della storia hanno condizionato il pensiero umano. «Boscarino – ha evidenziato – ci invita a riflettere su tre elementi fondamentali: il condizionamento, l’influenza e la soggezione che spesso hanno limitato il libero approccio dell’uomo alla ricerca della verità».
Clemente ha sottolineato come il libro affronti interrogativi universali: siamo davvero soli nell’universo? Esistono altre realtà ancora sconosciute? Perché l’umanità spesso rinuncia a cercare risposte? «Il tutto – ha spiegato – viene attribuito dall’autore a un atteggiamento diffuso che porta l’uomo ad accontentarsi delle proprie certezze, rinunciando a esplorare ciò che non conosce. Una sorta di paura dell’ignoto che diventa ostacolo alla conoscenza». Nel suo intervento ha poi richiamato la metafora del viaggio di Ulisse oltre le Colonne d’Ercole, simbolo del superamento dei limiti imposti dalla consuetudine e dal conformismo.
«Andare oltre le Colonne d’Ercole significa sfidare l’ignoto, superare confini mentali apparentemente invalicabili e aprirsi a nuove possibilità di comprensione della realtà».
Il confronto con l’autore è stato arricchito dalle riflessioni della dottoressa Caterina Pizzolante, che ha guidato il pubblico all’interno delle dinamiche psicologiche dei personaggi, evidenziando come il romanzo affronti temi profondamente legati all’identità personale, ai conflitti interiori e alla costruzione della consapevolezza. Un dialogo che ha permesso di mettere in luce la dimensione umana dei protagonisti e il loro continuo oscillare tra fede, dubbio, ragione e immaginazione.
Un autore in continua ricerca
Nato a Comiso nel 1966 e residente a Ragusa, Massimo Boscarino è autore di un percorso letterario originale che spazia dalla narrativa introspettiva alla riflessione spirituale. Tra le sue opere figurano La mia e la tua guarigione (2016), La fine o l’inizio Esseno (2016), Le fermate del piacere (2019), Piacevoli Contraddizioni (2020), L’oblò cosmico di Gasura (2022) e, appunto, Un ateo in Vaticano (2025). Negli ultimi mesi il volume è stato presentato in importanti appuntamenti nazionali, dal Salone Internazionale del Libro di Torino al Festival dei Generi Letterari dell’Emilia-Romagna, passando per la Fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma e altre rassegne culturali.
L’incontro letterario brolese si è concluso tra applausi, domande e momenti di confronto diretto con l’autore, confermando come la letteratura possa ancora essere uno strumento capace di generare dibattito e riflessione. Un appuntamento che ha riportato al centro il valore della ricerca intellettuale e spirituale, tema che attraversa l’intera opera di Boscarino e che, come ha ricordato uno dei relatori, continua a spingere l’uomo verso quel “folle volo” della conoscenza che da Dante a oggi rappresenta una delle più autentiche espressioni della natura umana.
Foto del precedente incontro
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