Il Liceo Lucio Piccolo di Capo d’Orlando inaugura – ieri al Loc – una mostra ispirata a Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
Un viaggio nell’arte contemporanea, ma soprattutto un percorso di crescita, consapevolezza e ricerca interiore.
È questo il significato di “Concettualmente Piccolo”, la mostra promossa dal Liceo Artistico “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando inaugurata venerdì 29 maggio, nei locali del LOC – Laboratorio Orlando Contemporaneo.
L’esposizione nasce nell’ambito delle iniziative collegate a Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 e rappresenta il risultato di un articolato percorso didattico – durato e sviluppatosi in mesi di intenso lavoro – che ha coinvolto gli studenti dell’indirizzo artistico in un’esperienza innovativa e per molti aspetti pionieristica nel panorama scolastico.
Non una semplice mostra di fine anno, ma un progetto che mette al centro la capacità dei giovani di confrontarsi con i linguaggi dell’arte contemporanea e, in particolare, con l’arte concettuale, attraverso opere che affrontano temi profondi e attuali come l’incomunicabilità, l’imperfezione, la libertà di pensiero, l’identità individuale, il tempo e il dolore.
A firmare la curatela è la professoressa Anna Paola Cataldo, mentre l’allestimento è stato curato dal professor Mauro Cappotto. Il progetto si inserisce nel percorso formativo sostenuto dalla dirigente scolastica Maria Larissa Bollaci, da sempre impegnata nella valorizzazione delle eccellenze e nell’apertura della scuola verso le grandi esperienze culturali contemporanee.
Un percorso sperimentale tra arte e consapevolezza
Per la curatrice Anna Paola Cataldo si è trattato di una sfida educativa importante.
«L’obiettivo – spiega – era permettere ai ragazzi di leggere e comprendere meglio l’arte contemporanea e in particolar modo l’arte concettuale. È stato un percorso non semplice, sia per loro che per me, perché rappresentava un’esperienza nuova. Tuttavia gli studenti avevano già raggiunto una maturità tale da consentire un approfondimento autentico di questi linguaggi».
Gli studenti hanno affrontato un percorso di studio e sperimentazione che li ha portati a confrontarsi con installazioni, videoarte e successivamente con la trasposizione pittorica delle stesse tematiche.
«Hanno scelto argomenti molto forti – racconta la docente – che riflettono la sensibilità e, in parte, anche le fragilità dei giovani di oggi. Ogni opera è una riflessione sul presente, sulla società e sul ruolo che ciascuno di noi ricopre al suo interno. Sono lavori che denunciano, interrogano e invitano a riflettere».
L’esperienza di Gibellina
Determinante è stata la visita a Gibellina, città simbolo della rinascita culturale attraverso l’arte dopo il devastante terremoto del Belice del 1968. «Dopo questo percorso – continua Cataldo – i ragazzi hanno potuto osservare le opere di Gibellina con uno sguardo più consapevole e maturo. Sono rimasti profondamente colpiti dal Cretto di Burri e hanno compreso la forza del messaggio artistico. Hanno capito che l’arte supera ogni barriera politica, religiosa, sociale e geografica. È un linguaggio universale che comunica a tutti». Da questa esperienza nasce anche il titolo della mostra.
«“Concettualmente Piccolo” richiama naturalmente il nome della nostra scuola, ma gioca anche sul significato dell’arte concettuale. In realtà il “piccolo” è soltanto apparente: dietro queste opere c’è un’esperienza enorme dal punto di vista umano e culturale».
L’arte come ricerca di sé
Anche il professor Mauro Cappotto, che ha curato l’allestimento, sottolinea il valore profondamente personale delle opere esposte. «Molti lavori parlano della necessità di trovare se stessi. Spesso cerchiamo sostegno all’esterno, nelle persone che ci circondano, ma alla fine il percorso più importante è quello che porta alla conoscenza della propria identità. Gli studenti hanno affrontato questi temi con grande sincerità e sensibilità».
L’allestimento è stato pensato proprio per accompagnare il visitatore all’interno di questo viaggio interiore, trasformando la mostra in un’esperienza di riflessione e confronto.
La dirigente Bollaci: “I veri protagonisti sono gli studenti”
Particolarmente emozionato anche l’intervento della dirigente scolastica Maria Larissa Bollaci, che ha voluto porre l’attenzione sul ruolo centrale degli studenti. «Il mio ringraziamento va a questi meravigliosi ragazzi. Sono loro il cuore pulsante della nostra scuola e i veri protagonisti di questa iniziativa».
La dirigente ha evidenziato come l’arte contemporanea rappresenti uno strumento prezioso per aiutare i giovani a interrogarsi sulla propria identità e sul proprio posto nel mondo.
«L’arte ci invita a guardare ciò che ci circonda e soprattutto ciò che siamo con occhi nuovi. A volte è proprio in un pensiero, in un’emozione o in un piccolo dettaglio che si nasconde qualcosa di universale. Questa mostra ci offre la possibilità di ascoltare la voce dei nostri studenti, di comprendere il loro sguardo sulla realtà e sul futuro».
Bollaci ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento alla professoressa Anna Paolo Cataldo per aver ideato e guidato il progetto e al professor Mauro Cappotto per il prezioso lavoro di allestimento. Ma il suo pensiero è andato anche a chi la vorato, e sono stati tanti, dietro le quinte.
Dodici giovani artisti protagonisti
Ad esporre saranno gli studenti Barbagallo, Barone, Buzzanca, Casella, Di Cristina, Dovico, Mola, Montagno, Orlando, Piccione, Pitarresi e Segreto, autori di opere che spaziano dalla pittura alle installazioni, fino alle più moderne forme di espressione visiva.
L’iniziativa rappresenta un importante esempio di come la scuola possa diventare laboratorio di creatività e cittadinanza culturale, offrendo ai giovani strumenti per interpretare il presente e costruire una propria visione del mondo.
Con “Concettualmente Piccolo”, il Liceo Lucio Piccolo dimostra ancora una volta come l’educazione artistica possa trasformarsi in un’esperienza autentica di crescita, dialogo e libertà espressiva, creando un ideale ponte tra i Nebrodi e Gibellina, tra formazione e cultura contemporanea.
“ Concettualmente Piccolo”
Il percorso didattico, proposto alla classe quinta del liceo artistico, si è sviluppato come un’esperienza sperimentale di ricerca artistica e personale, finalizzato alla comprensione dei linguaggi dell’arte contemporanea e alla progettazione e realizzazione di un’opera concettuale originale.
L’attività non si è limitata allo studio teorico di movimenti e artisti, ma ha coinvolto gli studenti in un processo progressivo di osservazione, riflessione critica e sperimentazione creativa, favorendo un approccio consapevole all’arte come forma di pensiero e strumento di comunicazione.
Successivamente, il percorso si è orientato verso una fase introspettiva, personale e progettuale. Attraverso dibattiti, discussioni e confronti, gli studenti hanno individuato temi vicini alla propria esperienza, alla propria sensibilità e alla sensibilità della contemporaneità. Temi come:
L’incomunicabilità
Identità
l’arte coma cura del dolore
La libertà di pensiero,
Il tempo come forma biologica
L’insicurezza
L’autostima
Dal limite fisico alla spinta creativa
Superamento del dolore
L’estraniamento sociale
L’imperfezione
Il lavoro di progettazione è stato accompagnato dalla realizzazione di schizzi, bozzetti e relazioni descrittive, attraverso le quali gli studenti hanno progressivamente definito il messaggio dell’opera, le modalità espressive e i materiali più coerenti con l’idea da comunicare. Hanno compreso che in un’opera concettuale il processo e il concetto sono infinitamente più importanti dell’opera.
La fase laboratoriale ha rappresentato un momento di sperimentazione e autonomia creativa. Gli studenti hanno utilizzato linguaggi differenti — installazioni, fotografia, video, e interventi nello spazio — cercando di costruire una relazione significativa tra concetto, forma e partecipazione dello spettatore.
Il percorso ha quindi contribuito allo sviluppo di competenze creative, critiche e relazionali, consolidando negli studenti la capacità di utilizzare il linguaggio artistico come strumento di ricerca personale e di interpretazione della realtà.
L’arte concettuale è stata vissuta non soltanto come contenuto disciplinare, ma come occasione per interrogarsi sul presente, sulle dinamiche della società contemporanea e sul proprio ruolo come individui capaci di produrre significato, comunicazione e consapevolezza.
Scatti



































