La poesia come atto civile: il nuovo libro di Giuseppina Sabina Laguidara con la prefazione di Antonio Presti
“Raggi di Luce” una silloge in prosa capace di coniugare esperienza personale, rigore morale e una profonda tensione civile
È un esordio poetico intenso e consapevole quello di Giuseppina Sabina Laguidara, che con “Raggi di Luce” firma una silloge in prosa capace di coniugare esperienza personale, rigore morale e una profonda tensione civile. Il volume, pubblicato da Aurea Nox® – Casa Editrice nella collana Lyra, è ora disponibile online nei principali store, tra cui Amazon, e si presenta come un progetto editoriale curato e coerente, dove parola e immagine dialogano in modo autentico.
Al centro dell’opera vi è la luce, non intesa come semplice metafora lirica, ma come esito di un percorso interiore fatto di attraversamento, resistenza e scelte consapevoli. Una luce che nasce dalla rinuncia, dalla fedeltà a ciò che conta davvero, dalla capacità di custodire la verità anche quando il mondo predilige l’apparenza.
A impreziosire il libro è la prefazione di Antonio Presti, mecenate e fondatore di Fiumara d’Arte e della Fondazione Antonio Presti – Io amo Librino, figura di riferimento nel panorama culturale italiano per il suo impegno nel coniugare arte, territorio e responsabilità civile. La sua presenza non ha un valore celebrativo, ma strutturale: Presti riconosce nella poesia di Laguidara una forma di servizio all’umano, un gesto di restituzione di dignità ai luoghi e alle persone attraverso l’arte.
Un contributo fondamentale arriva anche dalla Fondazione Presti, grazie alle immagini tratte dal suo archivio fotografico, concesse con la collaborazione del vicepresidente Gianfranco Molino.
Le fotografie non svolgono un ruolo ornamentale, ma amplificano il senso dei testi, costruendo un paesaggio simbolico in cui parola, arte e territorio si intrecciano in modo armonico. La copertina del volume è firmata dalla direttrice editoriale Grazia Velvet Capone, che ha creduto nel progetto sin dal primo momento, accompagnandolo con attenzione e sensibilità.
Dal punto di vista stilistico, Raggi di Luce si distingue nel panorama della poesia contemporanea per la chiarezza del linguaggio e per l’assenza di ogni compiacimento formale. La scrittura di Giuseppina Sabina Laguidara nasce da una necessità esistenziale: trasformare l’esperienza vissuta in una parola netta, limpida, capace di farsi testimonianza. La rinuncia, tema centrale della silloge, viene sottratta a qualsiasi retorica del sacrificio per diventare atto di libertà, scelta etica, responsabilità verso se stessi e gli altri.
Il dialogo tra poesia e arte civile attraversa l’intero libro e trova un punto di forza nel riferimento a esperienze come Fiumara d’Arte, dove l’arte non è mai fine a se stessa, ma strumento di rigenerazione culturale e sociale. In questo senso, Raggi di Luce si colloca in una dimensione che supera l’intimismo per aprirsi a una riflessione più ampia su giustizia, dignità, identità e memoria.
Giuseppina Sabina Laguidara, originaria di Sant’Angelo di Brolo, è funzionaria comunale, laureata in Economia e diplomata al Conservatorio.
Giornalista pubblicista dal 2004, ha collaborato con Il Giornale di Sicilia e con diverse testate regionali, occupandosi di cultura, società e comunicazione pubblica. Dopo un saggio dedicato ai temi dell’etica e della responsabilità civile, con Raggi di Luce approda per la prima volta alla poesia, trasformando il proprio vissuto in una voce capace di parlare a molti, con sobrietà, coerenza e profondità.
Il libro si offre così come un invito alla lettura lenta e consapevole, un percorso di interiorità in cui ogni pagina diventa un piccolo raggio capace di illuminare, riflettere e accompagnare il lettore.
Una poesia che non alza la voce, ma resta, custodisce, resiste. E proprio per questo, lascia il segno.










