FESTA DELLA MARINA – A  Brolo è stato un week end tra memoria, fede e partecipazione
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FESTA DELLA MARINA – A Brolo è stato un week end tra memoria, fede e partecipazione

Il borgo marinaro di Brolo ha vissuto, nello scorso fine settimana, quello del 18 e 19 luglio, un intenso momento di fede, memoria e identità con la tradizionale Festa della Marina

Due giorni tra fede e tradizione

La manifestazione ha rappresentato ancora una volta un ponte ideale tra il presente e il passato marinaro del paese, richiamando fedeli e turisti attorno ai simboli identitari della comunità. Il programma, curato nei dettagli dall’apposito comitato diretto da Giovanni Vitale ha scandito i tempi di una celebrazione sentita.

Sabato 18 luglio: Il cuore pulsante delle celebrazioni è stato segnato dalla suggestiva riemersione del Cristo Sommerso, seguita dalla processione che ha attraversato le vie del Quartiere Marina e dall’omaggio musicale a Lucio Battisti, che ha unito la piazza nel ricordo.

Domenica 19 luglio: La giornata è iniziata con la tradizionale “sveglia” con i fuochi d’artificio ed è culminata, nel pomeriggio, con la solenne processione a mare. In serata, l’atmosfera si è fatta più festosa con uno spettacolo di balli caraibici e reggaeton.

Un omaggio all’anima dei pescatori

La festa non è stata solo un evento religioso, ma una vera e propria rievocazione di una Brolo che, pur cambiando volto nel corso del ‘900 con lo spostamento dell’abitato verso la marina, conserva intatta l’eredità dei suoi pescatori.

Il racconto di questo week end si intreccia inevitabilmente con la storia di personaggi iconici come Iachino Bongiorno, pescatore dal volto segnato dal mare e dalla fatica, diventato simbolo di un’epopea fatta di “nasse”, “pesci porci” e sfide quotidiane con le Eolie sullo sfondo. La memoria collettiva, viene richiamata dagli scatti fotografici esposti nel museo del mare – presso la sala Rita Atria –  e dagli oggetti che diventano racconto di una vita vissuta tra le viuzze del Castello e le acque sottostanti del borgo, tra vecchi bar e taverne.

Oggi, quella memoria rischia di sbiadire di fronte alla modernità e alla speculazione edilizia che ha trasformato il borgo snaturandolo, ma eventi come la Festa della Marina mantengono viva la scintilla di quell’identità. Custodire questi segreti “profondi”, legati a punti di riferimento ormai perduti — un campanile, un albero, il castello delle ciavole — significa onorare il sacrificio di chi, con reti e ami, ha costruito le fondamenta del presente, permettendo alle nuove generazioni di guardare al “loro” mare con il rispetto dovuto a una storia eterna.

Le foto sono postate da Francescoo Calanna

20 Luglio 2026

Autore:

redazione


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