Trafugate tre tavole del Polittico di San Gregorio e la preziosa tavoletta bifronte.
I ladri avrebbero eluso allarmi e sistemi di sicurezza. Museo chiuso per consentire i rilievi della Polizia Scientifica
Un colpo che ferisce al cuore il patrimonio artistico e culturale della città dello Stretto. Nella serata di Ferragosto, ignoti sono riusciti a introdursi all’interno del Museo Regionale Interdisciplinare “Maria Accascina” di Messina e a portare via alcune tra le opere più preziose custodite nelle sale: tre tavole del celebre Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e la tavoletta bifronte raffigurante la Madonna col Bambino e un francescano in adorazione e, sul verso, il Cristo in Pietà.
Un furto clamoroso, per il valore storico e artistico delle opere sottratte ma anche per le modalità con cui sarebbe stato portato a termine. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero infatti agito con grande precisione, riuscendo a superare i sistemi di allarme e le protezioni predisposte all’interno del museo. Particolarmente audace l’asportazione della tavoletta bifronte, opera di piccole dimensioni, circa 16 per 12 centimetri, che sarebbe stata estratta direttamente dalla teca blindata nella quale era custodita.
L’opera, destinata originariamente alla devozione privata, venne attribuita ad Antonello da Messina nel 2003 e nello stesso anno fu acquistata dalla Regione Siciliana, entrando a far parte delle collezioni del museo messinese. Ancora più grave, sotto il profilo storico e culturale, il furto delle tre tavole del Polittico di San Gregorio, uno dei capolavori più importanti legati alla produzione di Antonello da Messina nella sua città natale. L’opera venne realizzata nel 1473 su commissione delle monache del monastero di Santa Maria extra moenia. Originariamente il complesso era formato da sei tavole, ma nel corso dei secoli alcune parti sono andate perdute. Quelle superstiti rappresentano oggi una testimonianza fondamentale dell’attività del grande pittore siciliano e costituiscono uno dei nuclei di maggiore prestigio della collezione del Museo regionale.
Il furto sarebbe stato compiuto nella serata del 15 agosto, mentre Messina era impegnata nelle celebrazioni del Ferragosto e nella tradizionale processione della Vara. Una circostanza sulla quale si concentrerà inevitabilmente l’attenzione degli investigatori, chiamati a stabilire se gli autori del colpo abbiano scelto deliberatamente una giornata caratterizzata dalla presenza di migliaia di persone nelle strade e da una particolare concentrazione delle forze dell’ordine nel centro cittadino.
Sul posto sono immediatamente intervenuti gli investigatori della Polizia e gli specialisti della Scientifica, che hanno avviato una serie di rilievi tecnici all’interno delle sale interessate dal furto.
Gli accertamenti dovranno ricostruire nel dettaglio le modalità dell’effrazione, verificare eventuali tracce lasciate dai responsabili e, soprattutto, chiarire come sia stato possibile violare i sistemi di sicurezza e di videosorveglianza predisposti a tutela di opere di valore praticamente inestimabile.
Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarderà inevitabilmente anche la preparazione del colpo.
Resta però lo sconcerto per un furto che assume dimensioni ben superiori a quelle di un normale episodio di cronaca. A essere colpita è infatti una parte fondamentale dell’identità culturale di Messina.
Antonello non è soltanto uno dei maggiori pittori del Rinascimento italiano: è uno dei simboli universali della città dello Stretto.








