LIBORIO PRINCIOTTA – Ventitré anni di precariato, assunto il giorno della pensionamento
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LIBORIO PRINCIOTTA – Ventitré anni di precariato, assunto il giorno della pensionamento

Ventitré anni di precariato. Un concorso atteso per una vita. Poi, nel giro di poche ore, la firma del contratto a tempo indeterminato e il saluto definitivo alla scuola.

È una storia che racchiude insieme soddisfazione, perseveranza e un pizzico di ironia quella di Liborio Princiotta, 68 anni, docente di Religione all’Istituto Tecnico Economico “Merendino” di Capo d’Orlando, ma di fatto tra i docenti cardine dell’alberghiero brolese.

Una vicenda che racconta non soltanto il percorso di un insegnante, ma anche quello di migliaia di docenti di religione cattolica che per decenni hanno prestato servizio senza una stabilizzazione definitiva.

Una nuova vita dopo un dolore

Prima della scuola c’era un’altra professione.

Liborio Princiotta era un geometra affermato, titolare di uno studio tecnico ben avviato a Brolo, ai tempi quando fare il geometra voleva dire stare sui cantieri, fare calcoli a mente, senza computer….

La sua vita, però, cambiò radicalmente quando la moglie si ammalò. Durante il difficile percorso della malattia, maturò una scelta che avrebbe segnato il resto della sua esistenza. Si avvicinò ancora di più alla Chiesa, conseguì la laurea in Scienze Religiose e decise di dedicarsi all’insegnamento della Religione cattolica. Una scelta di vita prima ancora che professionale.

Da quel momento iniziò il lungo percorso nella scuola.

Per oltre due decenni Princiotta ha insegnato senza mai ottenere il ruolo. Una situazione comune a molti docenti di Religione, ma non solo, : fino al recente concorso bandito dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, infatti, gran parte degli incarichi veniva conferita annualmente sulla base dell’idoneità rilasciata dalle diocesi e delle proposte formulate dagli Ordinari diocesani, con nomine formalizzate dagli uffici scolastici. Una condizione che ha lasciato migliaia di insegnanti in una situazione di precariato anche dopo molti anni di servizio.

Per superare questo stallo, nel 2024 il Ministero ha bandito il primo concorso ordinario e straordinario per insegnanti di Religione dopo oltre vent’anni, dando finalmente la possibilità a molti docenti storici di essere immessi in ruolo.

Il giorno più atteso… e quello dell’addio

Per Liborio Princiotta il traguardo è arrivato proprio al termine della carriera. Lunedì scorso ha sostenuto e superato il colloquio davanti alla commissione incaricata dell’immissione in ruolo, ottenendo finalmente quel contratto a tempo indeterminato inseguito per ventitré anni. Poche ore dopo, però, è arrivato anche il momento del pensionamento.

La stessa sera colleghi, studenti e personale scolastico gli hanno dedicato una festa per salutarlo dopo oltre vent’anni trascorsi tra i banchi del “Merendino”. Un finale che sembra quasi un paradosso, ma che per lui rappresenta soprattutto una vittoria personale.

“Non mi sono mai arreso”

Non c’è amarezza nelle parole del professore, ma piuttosto la soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo che molti avrebbero ritenuto ormai impossibile.

«La soddisfazione più grande è non essermi mai rassegnato al precariato e aver superato il concorso. Dopo ventitré anni può succedere di tutto. È un messaggio che voglio lasciare ai miei studenti: non bisogna mai mollare. Anche quando un traguardo sembra irraggiungibile, può arrivare nel momento in cui meno te lo aspetti.» Parole che diventano una vera lezione di vita, forse ancora più significativa di quelle impartite durante le ore di Religione.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come un insegnante capace di mettere al centro il dialogo e i valori umani, qualità maturate anche attraverso le esperienze personali che hanno segnato il suo percorso. La sua storia dimostra come non esistano età o tempi prestabiliti per vedere riconosciuti il proprio impegno e la propria professionalità.

Dopo una vita trascorsa tra rilievi, cantieri e progettazioni da geometra, e una seconda vita dedicata all’insegnamento e alla formazione delle nuove generazioni, Liborio Princiotta lascia la scuola. Un record probabilmente singolare, ma soprattutto il simbolo di una perseveranza che ha trovato il suo riconoscimento proprio sul traguardo. Una storia che racconta il volto umano della scuola italiana e il lungo cammino di tanti docenti che hanno atteso per anni una stabilizzazione arrivata, per qualcuno come lui, proprio all’ultimo giorno di servizio.

13 Luglio 2026

Autore:

redazione


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