PRO LOCO TINDARI – Custodi silenziosi di una storia che non deve andare perduta
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PRO LOCO TINDARI – Custodi silenziosi di una storia che non deve andare perduta

Da dicembre 2022, Daniele Giddio e i suoi soci presidiano il promontorio di Tindari con una dedizione che va oltre il volontariato. Il Giardino Bizantino, le scuole, le foto, le escursioni, il far da guida, le collaborazioni a 360° con enti pubblici e privati, la solidarietà… ogni azione è un tassello di un patrimonio che rischiava di scomparire

«Grazie per aver reso questo appuntamento possibile, per aver dedicato tempo ed energie affinché il Giardino Bizantino avesse la sua veste più bella. Persone come te valorizzano la nostra storia e il nostro territorio, con un lavoro costante e infaticabile».

Le parole di Barbara Lanza, scritte recentemente come ringraziamento pubblico a Daniele Giddio, dicono in poche righe quello che spesso si fatica a spiegare in molte: il valore di chi lavora nell’ombra, senza riflettori, per custodire qualcosa che appartiene a tutti.

Giddio è il presidente della Pro Loco Tindari APS UNPLI, fondata nel dicembre 2022 sul promontorio tra i più belli dell’Isola, che affaccia sul Tirreno, sulle Eolie e su duemilasettecento anni di storia. La Pro Loco nasce con l’obiettivo di raccogliere e rispondere alle necessità di Tindari che gli abitanti stessi hanno potuto notare quotidianamente, dal punto di vista dell’arredo urbano, del turismo e delle infrastrutture, ma anche per la valorizzazione del luogo, che in passato ha goduto per decenni di fasti che purtroppo stanno andando negli anni scemando.

Un’ammissione onesta e coraggiosa, quella dei fondatori: le cose stanno andando meno bene di come potrebbero. E invece di lamentarsi, hanno scelto di fare.

Tredici soci fondatori, una missione precisa

La Pro Loco Tindari conta tredici soci fondatori, tra cui il Presidente Daniele Giddio, il Vice-Presidente Daniele Correnti, Cristina Di Pino in qualità di Tesoriere e il Segretario Valentina Mammana, tutti residenti in questo borgo, che storicamente non può definirsi né frazione né contrada ma semplicemente “città di Tindari”. Una squadra piccola, radicata nel territorio, che conosce ogni angolo del promontorio non dai libri ma dalla vita vissuta.

Il progetto si pone in continuità co spirito di sacrifici, abnegazione, amor dell’essere tindariti, il lavoro svolto dall’Associazione Culturale Tindari quotidianamente e che trova nella Pro Loco un ottimo alleato con chi ha un comune obiettivo quello di arricchire Tindari, con il recupero di antiche tradizioni locali.

Non si ricomincia da zero, si costruisce su quello che c’era. Anche se di fatto questa Pro Loco l’ha fatto, coltivando quella filosofia di continuità che rispetta la memoria e guarda avanti.

Il Giardino Bizantino: un luogo ritrovato

Uno dei progetti più significativi della Pro Loco Tindari è la cura e la valorizzazione del Giardino Bizantino — uno degli spazi storici del promontorio che rischiava di rimanere nell’ombra, poco conosciuto anche da chi vive nelle vicinanze.

Il ringraziamento pubblico di Barbara Lanza a Daniele Giddio è la testimonianza più autentica di cosa significa questo lavoro: qualcuno ha trovato il Giardino Bizantino nella sua «veste più bella», e questo non è successo per caso. È successo perché qualcuno — un volontario, un appassionato, un custode — ha dedicato tempo e fatica affinché quel luogo potesse essere condiviso.

Quante storie andrebbero perdute, senza questo tipo di presidio silenzioso?

La Pro Loco Tindari non si limita a custodire il passato. Guarda al futuro, e lo fa attraverso i giovani. L’associazione è partner del progetto regionale PR Sicilia — Scuole Aperte, Terza Finestra, modulo dedicato ad ambiente e diversità, che porta le classi siciliane a scoprire i luoghi della propria terra con occhi nuovi.

Recentemente il Giardino Bizantino ha ospitato anche una visita degli studenti del Liceo Vittorio Emanuele III di Patti — ragazze e ragazzi che hanno avuto l’opportunità di toccare con mano una storia che appartiene al loro territorio e che troppo spesso resta fuori dai programmi scolastici ordinari.

Portare le scuole a Tindari non è solo un’attività didattica. È un atto politico nel senso più nobile del termine: costruire un legame tra le nuove generazioni e il patrimonio che erediteranno, nella speranza che lo amino abbastanza da volerlo proteggere.

Il lavoro della Pro Loco Tindari si inserisce in un quadro nazionale che i numeri raccontano con chiarezza. Il 90% degli italiani riconosce il ruolo centrale delle Pro Loco nella promozione del territorio e il 60% dei cittadini ha partecipato, almeno una volta, a un evento organizzato da una Pro Loco. Il 75,1% della popolazione italiana vive in comuni che ospitano almeno una Pro Loco, associazioni considerate linfa vitale imprescindibile, soprattutto nei piccoli centri.

Nei piccoli luoghi. come a Tindari, le Pro Loco rappresentano un punto di riferimento essenziale per le amministrazioni che hanno a cuore il territorio, collaborando attivamente e mettendo a disposizione competenze e risorse umane per la realizzazione di progetti condivisi, vedi quando hanno ripulito Porta Tenaglia, le vecchie mure o ripulito spazi della piazza o ridecorato la balconata, senza chieder nulla a nessuno. Offrono a giovani e adulti la possibilità di fare volontariato, acquisire nuove competenze e contribuire alla comunità, tramandando la storia e le tradizioni locali.

Tindari non fa eccezione. Anzi, per la ricchezza straordinaria del suo patrimonio — il teatro antico, il Parco Archeologico, la Basilica della Madonna Nera, il Giardino Bizantino, i laghi di Marinello sotto il promontorio — è forse uno dei luoghi dove il presidio culturale di una Pro Loco ha un valore ancora più alto e una responsabilità ancora più grande.

Una storia che non deve andare perduta

Quante storie andrebbero perdute, senza la Pro Loco Tindari?

Quanti angoli del promontorio rimarrebbero nell’incuria? Quanti studenti non avrebbero mai visto il Giardino Bizantino? Quanti tramonti sul Tirreno non sarebbero stati condivisi, raccontati, custoditi?

Il lavoro di Daniele Giddio e dei suoi soci non finisce sui giornali, non produce grandi titoli, non riempie le piazze. Si vede nei dettagli: un giardino curato, una classe in visita, un post di ringraziamento scritto di cuore. Si vede nelle cose che restano quando qualcuno ha avuto la cura di tenerle vive.

E questo, in fondo, è il senso più profondo di ogni Pro Loco: essere lì, ogni giorno, perché la storia non vada perduta.

31 Maggio 2026

Autore:

redazione


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