Rifiuti del pre e\o post movida sul lungomare di Brolo (ma potrebbe essere anche un altro paese nebroideo): il bivio tra l’inciviltà dei giovani e i ritardi dei servizi (leggesi programmazione)
Una piazzetta invasa da bottiglie di vetro, lattine e scarti di ogni tipo a due passi dalla spiaggia; le foto del degrado che fanno il giro dei social e, solo a quel punto, l’arrivo degli operai per pulire. Una sequenza che a Brolo si ripete con troppa regolarità e che riaccende i riflettori sul tema del decoro urbano, della movida e della gestione dei servizi estivi.
A fare il punto sulla vicenda è Giuseppe Miraglia, capogruppo dell’opposizione consiliare, che, senza alcuna vis polemica, analizza l’episodio sollevando una duplice riflessione: da un lato la ferma condanna del malcostume di chi sporca, dall’altro l’appello a una programmazione amministrativa che non può muoversi solo “a rimorchio” delle denunce o degli avvertimenti sui social.
L’appello ai giovani: «Divertirsi è sacrosanto, ma il degrado no»
Il primo bersaglio del consigliere comunale in quest’analisi è, inevitabilmente, la totale mancanza di senso civico da parte di chi frequenta quelle aree. Le immagini del post-serata mostrano bottiglie abbandonate sulle panchine, nelle aiuole e persino sull’arenile, spesso a pochissimi metri dai cestini della spazzatura regolarmente installati.
E c’è il peggio quando queste bottiglie si frantumano e dicevano “trappole” per chi passeggia, bambini o adulti.
Si tratta, con ogni probabilità, di gruppi di ragazzi che utilizzano gli spazi pubblici del lungomare come punto di ritrovo prima di spostarsi nei locali della movida. Un fenomeno generazionale su cui Miraglia si esprime senza giri di parole, ma mantenendo un canale di dialogo aperto con i più giovani:
«Divertirsi è sacrosanto e sono con voi, ragazzi. Ma lasciare dietro di sé degrado, sporcizia e vetri abbandonati no, non va bene. Soprattutto sulla spiaggia, dove il giorno dopo camminano famiglie e bambini».
La responsabilità primaria resta dunque in capo a chi confonde la libertà del divertimento con l’anarchia dell’inciviltà.
La critica all’Amministrazione: «Non si può inseguire l’emergenza sui social»
Se è vero che la colpa principale è di chi sporca, è altrettanto vero che il ruolo di chi amministra è quello di prevenire e gestire. La pulizia della piazzetta, scattata poche ore dopo il post indignato di una cittadina, dimostra che la macchina comunale sa essere tempestiva, ma fa emergere un paradosso gestionale: è possibile dover attendere ogni volta la denuncia pubblica dei residenti per vedere puliti i luoghi simbolo del paese?
Il fenomeno dei “bivacchi” e dei rifiuti abbandonati sul lungomare non è un fulmine a ciel sereno.
Si tratta di dinamiche ampiamente prevedibili, che si ripetono ciclicamente ogni estate – con maggior frequenza – e più volte a settimana. La richiesta dell’opposizione è dunque quella di un cambio di strategia: più monitoraggio preventivo e turni di pulizia potenziati nei fine settimana, intervenendo prima che il problema diventi palese.
Il decoro è un gioco di squadra
Brolo si affaccia sulla stagione estiva e il biglietto da visita non può essere affidato al caso o alla fortuna delle segnalazioni web. Il messaggio finale è un richiamo alla responsabilità collettiva: «Brolo è di chi la vive, di chi la visita e di chi la amministra». Il rispetto del territorio esige il pugno duro contro i maleducati, ma anche una presenza costante e programmata delle istituzioni.
Solo così il decoro urbano smetterà di essere un’emergenza da rincorrere.







