Il comune nebroideo ieri ha vissuto una mattinata speciale, con l’evento organizzato da Giuseppina Laguidara, “Raggi di luce: sassi e rose di libertà – Il cammino della Resilienza”. L’incontro, articolato in varie fasi, inserito nel circuito “Narrazioni”, ha avuto come ospite d’eccezione l’artista mecenate, fondatore di Fiumara d’Arte, Antonio Presti.
La bellezza unisce nella cura dei luoghi e dell’identità
Con questo messaggio, Giuseppina Sabina Laguidara, fondatrice e presidente dell’associazione Raggio di Luce ETS, ha inteso dare un senso compiuto all’evento che ieri mattina ha visto Sant’Angelo di Brolo “vibrare” con la forza dei sentimenti dei suoi abitanti e dall’energia di tanti bambini e bambine della scuola che hanno colorato d’entusiasmo e leggerezza l’antico borgo nebroideo.
“Dal diritto alla libertà” è stato il titolo del tema che ha unito associazioni e territori nel segno dell’impegno civile e della cittadinanza attiva, avente come obiettivo primario il percorso che partendo dalla semina, e passando per la cura del luogo in maniera condivisa, porti alla “salvezza” e alla valorizzazione del territorio. Con una novità: il “Marchio della Bellezza”, destinato a quei luoghi e a quelle comunità capaci di esprimere accoglienza, cura e rispetto del bene comune.
L’evento, inserito nel cartellone di Associazioni in rete di Patti e dintorni, si è avvalso della collaborazione di Amica Sofia – sezione Sicilia, guidata da Carmen Giuffrè – con il patrocinio del Comune di Sant’Angelo di Brolo, nonché di quello morale della Fondazione Antonio Presti. L’incontro è avvenuto nella prima parte al Palazzo della Cultura, con successivo trasferimento in Piazza Santa Maria, dove ha avuto luogo la piantumazione delle rose e la posa dei sassi. Un doppio gesto dal forte significato simbolico per un’intera comunità: “Ogni sasso per la memoria che resiste, ogni rosa per la speranza che rifiorisce”.
A fare da input e da filo conduttore all’evento, l’opera di recente pubblicazione di Giuseppina Laguidara, “Raggi di luce”, silloge poetica con la Piramide 38° Parallelo di Motta D’Affermo in copertina, che si avvale della prefazione di Antonio Presti, della quale in sala e in piazza sono stati letti dei passi suggestivi in tema con l’argomento trattato.
Il “La” in sala – è proprio il caso di dire – lo ha dato un’ensable di sax composto da Nicolas Pintabona, Michele Pintaudi, Carmelo Mondello e Michelangelo Ferraro, Francesco Cannitellie Luigi Guidara studenti della scuola Media, guidati dal prof. Basilio Pintabona, recentemente premiati a pieni voti a Caccamo. ‘O sole mio, rappresentata in vari movimenti e contaminata da famosi classici, ha dato inizio alla mattinata in maniera “luminosa” e coinvolgente.
Il gruppo ha concesso un’altra breve esibizione in piazza, al momento della piantumazione delle rose, con The Sound of Silence.
Carmen Giuffrè ha introdotto l’evento rivolgendosi ai presenti: “Ammiro immensamente Antonio Presti, sia per le sue doti artistiche, che per il suo impegno sociale e civile”. La stessa ha commentato le straordinarie attività e i progetti del mecenate di Fiumara d’Arte a Librino: “Meriterebbe di essere rappresentato nei bassorilievi del museo a cielo aperto che sta realizzando in quella popolosa e problematica periferia catanese…”.
Dunque, un inciso sulle attività che più condivide verso la conoscenza: “Ognuno di noi può portare il proprio contributo per salvare l’umano che c’è dentro l’uomo. Occorre fare ricorso alle materie umanistiche, alla filosofia e alla poesia. Cerchiamo di generare cittadinanza attiva, di sviluppare la coscienza civile, il pensiero critico, di creare relazioni virtuose, purtroppo oggi carenti nei nativi digitali”. Un passaggio sull’organizzatrice dell’evento: “Sant’Angelo deve essere grato a Giuseppina Laguidara. Leggendo le sue poesie mi sono emozionata. Ha le qualità che Salvatore Quasimodo attribuiva a un poeta, ossia capacità di accendere le emozioni e di creare empatia tra sé e il lettore”. Un pensiero al territorio: “Sant’Angelo riguardo alla popolazione ha bisogno di rigenerazione. Tutti i paesi montani stanno subendo uno spopolamento”.
Antonio Presti si è rivolto subito ai ragazzi: “In questo momento avete tante possibilità ma anche tante insidie. Dovete stare attenti alle tecnologie, sistemi diabolici che dividono, che isolano, che lavorano sull’ipnosi e l’anestesia dell’anima. Sono la dittatura del presente e del futuro. Voi avete le armi più potenti nelle vostre mani, in una il sapere, il pensare e nell’altra, i sogni. Dobbiamo decidere sul futuro dell’umanità con il valore di essere e non di apparire – ha proseguito Presti – altrimenti sarà la morte dell’umanità”. Sullo spopolamento dei paesi: “Voi dovete rimanere qua. Il lavoro c’è. Il valore è essere essenza non apparire nell’apparenza. Esistiamo perché abbiamo la dignità, i valori dell’essere. Ribellatevi rispetto alla scala dei valori. Ritornate al valore di essere e non di apparire”.
E ancora: “La fragilità è la potenza. La sconfitta è la vittoria, la rinuncia è il guadagno. Chi in questo momento si sente un po’ fragile, significa che è forte. Ogni volta che cadiamo ci dobbiamo rialzare in nome del valore. La sconfitta più grave è seguire il nostro ego”. Il mecenate ha poi parlato dell’esperienza di Librino, suscitando tanto interesse. “Nelle periferie non ci vuole un esercito di poliziotti, ci vogliono eserciti di poeti, di filosofi. Occorre parlare di meno e ascoltare di più. Chi ascolta guadagna, chi parla rivendica. Ascoltare è potenza”. E parlando della salvaguardia delle opere di Librino, da parte degli abitanti, cita lo slogan che campeggia sulla Porta della Bellezza. “U rispettu è misuratu, cu lu porta l’avi purtatu”.
Cosicché, propone un grande progetto di educazione spirituale per Sant’Angelo: un roseto da curare, “purché prosegua anche dopo di noi”, dice il mecenate. In altre parole, che duri tutta la vita, da dedicare al Santo patrono del paese. Il significato del gesto e della rosa: “La gentilezza, la cura, la visione dell’invisibile. Mi farebbe piacere – ha riflettuto Presti – che tutti quei ragazzi che cureranno la rosa a vita possano diventare Il Piccolo principe… Che è il sogno. Se si piantano rose tutta la vita, si realizza un’opera d’arte”. Su Raggi di luce, sassi e rose della libertà, si rivolge ancora ai ragazzi: “Scegliete la libertà del povero, ribellatevi, prendete coscienza. L’intelligenza e dell’uomo non del robot. Sono antico, ma vi voglio proteggere…”.
Nel suo breve saluto, il sindaco Francesco Paolo Cortolillo, dopo aver apprezzato il profilo e l’intervento di chi l’ha preceduto, ha raccomandato ai tanti ragazzi e ragazze in sala di “amarsi ed esorcizzare ogni forma di violenza”.
In Piazza Santa Maria, la dirigente dell’Istituto comprensivo di Brolo, Maria Pina Da Campo
ha rimarcato quanto sia importante avere qualcosa di cui prendersi cura: “Dedicarsi a queste rose che sono simbolo di bellezza nella vita di ognuno di noi, è un messaggio molto forte. Così come lo è per i bambini, dedicarsi alla cura delle piante, e per noi grandi dedicarsi alla cura dei bambini e degli insegnanti. Mentre per il sindaco è dedicarsi alla cura del paese. Spero che questo messaggio arrivi al cuore di tutti noi e che all’insegna di questo rinnovamento, di questa rinascita, così come le rose, possa guidarci nei nostri giorni, tutti insieme, nella nostra collaborazione”.
Sulla stessa scia, l’arciprete, don Antonio Lo Presti: “Un messaggio che non mi stanco di ripetere, riguarda la cura del posto dove viviamo, che abitiamo e che c’è stato affidato. Noi possiamo prenderci cura del nostro luogo soltanto se abbiamo cura di noi stessi. La bellezza la vediamo fuori solo se ce l’abbiamo dentro di noi”.
Natalie Sereno ed Ersilia Magistro hanno letto delle poesie della silloge di Giuseppina Laguidara.
Oggi, martedì 19 maggio, alle 15,25 su Raitre andrà in onda il documentario Asteroide 20.049 Antonio Presti, prodotto da Rai documentari e dedicato alla figura del mecenate.
È sembrato quanto mai opportuno leggere il passo del libro di Giuseppina Laguidara dedicato a Presti sull’argomento: “Asteroide nel cielo tra Marte e Giove, orbiti intorno al sole, emanando bellezza e senso dal tuo stesso nome. Asteroide 20.049 Antonio Presti accogli tutti, instancabile viandante di luce, creatore di ponti tra anima e pietre, tra arte e vita, tra silenzio e parola. In ogni gesto doni luce e appartenenza (…)”
Altre poesie sono state lette da Melina Ricciardi.
Giuseppina Laguidara, nei saluti finali, sul “Patto di bellezza e di amore”, ha rivolto un invito ai suoi concittadini a diventare “Custodi della luce”. “Il patto è che ognuno di noi deve essere parte, cittadinanza attiva di una comunità. Quindi invito tutti voi ad essere dono, senza pretendere nulla in cambio. Occorre fare rete affinché si possa veicolare un marchio nei piccoli comuni che rischiano di morire. Il marchio di bellezza è dato dai colori, dall’arte, dai sassi preparati dalle scuole medie. Per questo laboratorio ringraziamo la professoressa Piera Danzè, oggi assente”.
Cosicché si è proceduto alla piantumazione delle rose e alla deposizione dei sassi decorati intorno alla fontana. Il rinnovato saluto di Antonio Presti e quello istituzionale del vicesindaco Pippo Palmeri hanno chiuso l’evento.
Ma la voce più alta, d’amore e d’orgoglio santangiolese, all’atto del Rito della Semina, durante la piantumazione di rose e la posa dei sassi, come simboli di memoria, impegno e speranza, si era levata poco prima, grazie ai bambini e alle bambine della scuola dell’Infanzia.
(…) A chi lo vuol sapere, un grido solo: noi siamo di Sant’Angelo di Brolo!!!”
Corrado Speziale
la nota di Giuseppina Laguidara



















































