– di Saverio Albanese –
SANREMO (Imperia)– E’ Sal Da Vinci con la sua “Per sempre si” il vincitore della 76a edizione della kermesse della canzone italiana. Cantante e attore napoletano dalla lunga gavetta, ha recitato con Verdone e Sordi
e nel 1995 si è esibito davanti a Giovanni Paolo II. Noto al grande pubblico per “Rossetto e caffè”, ora ha trionfato all’Ariston. La piazza d’onore è andata al giovane repper genovese Sayf, classe 1999, di padre italiano e mamma tunisina (separatisi quando lui aveva nuove anni, ha trascorso la sua infanzia tra la città di nascita, Rapallo e Santa Margherita ligure), con il brano “Tu mi piaci tanto”, mentre il regale podio è stato completato da Ditonellapiaga, pseudonimo di Margherita Carducci, con la canzone “Che fastidio”! Ai piedi del podio sono finiti gli altri due “papabili” favoriti nella terna dei favoriti insieme a Sal Da Vinci, Arisa (quarta) con “Magica Favola” e il duo Masini– Fedez con “Male necessario”. Un cantautore nazional popolare che arriva da Napoli nel momento di massima hip partenopea, proprio nella serata in cui il direttore artistico uscente Carlo Conti ha annunciato che il suo posto sarà preso nella edizione del 2027 da Stefano Di Martino. Nel momento in cui Laura Pausini ha annunciato il vincitore di questa edizione, Sal Da Vinci –che vanta una lunga gavetta tra cinema, musica e teatro, è scoppiato a piangere di gioia: «Grazie, io non capisco niente, è bellissimo, grazie, grazie veramente di cuore», le parole di Sal Da Vinci. «Questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto a superare ogni momento. E lo voglio dedicare alla mia città, Napoli».
Spetterà, dunque, a Sal Da Vinci, in qualità di vincitore del 76° Festival della Canzone Italiana, partecipare all’Eurovision Song Contest in programma il 12, 14 e 16 maggio a Vienna. L’anno scorso fu incoronato l’austriaco JJ, con la canzone Wasted Love, facendo conquistare all’Austria il diritto di ospitare il concorso.
Il Premio della “Critica Mia Martini”, assegnato dalla sala stampa, ha visto trionfare il giovane cantautore romano Fulminacci con “Stupida sfortuna”, mentre il Premio Lucio Dalla della sala stampa è stato assegnato al brano “Qui con me” di Serena Brancale. Il Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale, assegnato dall’orchestra del festival, a “Che fastidio”! di Ditonellapiaga. Miglior testo, premio Sergio Bardotti, a “Male necessario” di Masini & Fedez.
Il Premio Tim – La forza delle connessioni al festival di Sanremo, infine, è stato assegnato all’artista di questa edizione più amato su app My Tim e su siti e canali social ufficiali Tim, a Serena Brancale con “Qui con me”.
La finale di Sanremo comincia con un appello di Carlo Conti alla pace. «Viviamo una contraddizione: da una parte festeggiamo la musica italiana. Ma non possiamo ignorare quanto sta accadendo nel mondo. Da qui facciamo un appello, con forza, affinché finisca ogni guerra» che «colpisce soprattutto i bambini», ha detto il conduttore della kermesse. «Vorremmo che da Sanremo si alzasse l’invito a un impegno globale per proteggere bambini ovunque essi siano, particolarmente nelle zone di guerra», ha aggiunto. Un appello condiviso dal pubblico dell’Ariston, che a un certo punto, nel corso della serata, ha gridato “Pace, pace, pace!” dopo aver appreso le ultimissime notizie dall’Iran.
Il primo cantante a esibirsi, tra i 30 big in gara, è stato Francesco Renga con “Il meglio di me”. E mentre si alternano gli altri artisti sul palco, a fare da “mattatore” è Nino Frassica, che tra neologismi e storpiature metafisiche, il “conduttore ombra” di Carlo Conti trasforma il teatro Ariston in un laboratorio di resistenza alla banalità. Non è solo comicità: è una rivoluzione che non cambia nulla, ed è esattamente ciò di cui il Festival di Sanremo ha bisogno. Straordinaria la sua gag con la parrucca alla Malgioglio (dai colori invertiti, ciuffo nero e il resto bianco). «Mi hai detto di venire perché è andata benissimo l’anno scorso, e visto che è andata così bene ho pensato di rifare le stesse cose», ha detto il comico, che ha poi lanciato il “decalogo del vero conduttore” del Festival, facendo ridere tutti. Tra le condizioni: essere vivo, fedina penale pulita, avere amanti segrete, stare dritto con la schiena, essere ammanicato con amici in politica, in Vaticano e in bocciofila. Infine, il buon conduttore deve essere anche direttore artistico ed «escludere i Jalisse e Al Bano».
Davvero da libro cuore gli omaggi di Sayf e Samurai Jay alle loro mamme: entrambi gli artisti, durante l’esibizione, hanno “recuperato” le madri in platea e le hanno portate a ballare sulle note della loro canzone. Momenti di grande commozione, poi, per Serena Brancale, che come aveva promesso ha indossato un vestito nero con il pizzo, abito che apparteneva alla madre scomparsa. Per lei meritata standing ovation, con le lacrime della direttrice d’orchestra, sua sorella Nicole. Lacrime anche tra le persone del pubblico, tra cui Belen Rodriguez. Dolcissima, infine, la scena di Raf che mentre canta la sua Ora e per sempre, fissa più volte un lato della platea. E quando Carlo Conti glielo fa notare, lui risponde: «C’è mia moglie lì che ha ispirato la canzone».
Nella serata finale anche gli orchestrali hanno indossato il cappello da cowboy di J-Ax con la scritta “Italia starter pack”, titolo della sua canzone in gara. Dargen D’Amico si è invece esibito scalzo: sceso in platea durante la canzone, ha dovuto interrompere per un momento la sua performance per aver «pestato del liquido zuccherino», come da lui stesso ammesso. «Ho i piedi sporchi ma la coscienza pulita», ha detto. «L’avessero tutti», ha replicato Conti. E, a proposito di ilarità, una curiosità off-topic: Chiello è l’unico ad aver totalizzato 0 punti al Fantasanremo, per la “gioia” di chi lo aveva schierato. Speranze sono però attese dal Var, che dovrà stabilire se indossava un indumento rosso.
A setta anni dalla sua ultime apparizione, il tenore Andrea Bocelli è arrivato in sella al suo cavallo bianco, proprio come un meraviglioso principe, ricordando la trionfale entrata di Roberto benigni nel 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il super ospite della finale del Festival di Sanremo 2026, ha segnato uno dei momenti più attesi della serata conclusiva di questa 76ª edizione. Il suo ritorno al Teatro Ariston, luogo simbolico del suo debutto, ha aggiunto una dimensione emotiva che va oltre la competizione e trasforma la sua performance in un evento capace di unire generazioni diverse davanti alla stessa musica. La magia ha preso forma sulle note de “Il mare calmo della sera”, canzone con cui il tenore trionfa a Sanremo 1994, e continua sulle note del secondo brano sanremese “Con te partirò”, successo planetario che l’anno successivo gli regala la notorietà, soprattutto nella versione in duetto Time to Say Goodbye con Sarah Brightman.
Il tenore, che ha rappresentato l’Italia anche agli ultimi Giochi di Milano Cortina, festeggia nel 2026 anche i 30 anni di Romanza, l’album più venduto di sempre nel mondo, oltre 20 milioni di copie. Come «uno degli ambasciatori dell’Italia nel mondo», lo presenta Carlo Conti. «Grazie a Caterina Caselli, se non fosse stato per lei io forse questo brano neanche l’avrei cantato», le parole del grande tenore che oltre alla discografica, ringrazia Carlo Bernini «che mi accompagna da 40 anni, qui a dirigere l’orchestra».
E grandi applausi sono stati riservati anche a i Pooh, premiati per i 60 anni di carriera, che hanno eseguito Uomini soli nel loro ritorno sul palco dell’Ariston.
Stefano De Martino sarà il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027. L’annuncio è stato fatto proprio da Conti sul palco dell’Ariston, in una “prima volta” assoluta: una sorta di passaggio di testimone tra l’attuale e il suo successore, con ancora in corso la serata finale. Conti è sceso in platea per uno scambio di battute con il suo “erede“, annunciando appunto la sua investitura.
Ospite della finale anche Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, la 22enne uccisa l’undici novembre del 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta. «Come si può affrontare un dolore così grande? Si vive nell’intimità, lo impari a conoscere nel profondo e sai che fino all’ultimo giorno sarà con te.
Puoi annichilirti o puoi trasformarlo: io ho deciso la seconda strada», ha detto Cecchettin. «La violenza si riconosce perché inizia molto prima, quando scambiamo il controllo con l’amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria in una relazione, quando non educhiamo al rispetto, quando facciamo battute sessiste, quando usiamo violenza nelle parole. Cè una cultura che per tanto tempo ha ignorato questo problema. Bisogna insegnare ai ragazzi e agli adulti, un ‘no’ è un ‘no’ ma è un ‘sì’ che lascia libera la vita», ha aggiunto. Dietro di lui, sul maxischermo, i nomi delle 301 donne che sono state uccise dal 2023 a oggi.
Poco dopo le ore 2, è arrivato il tanto atteso annuncio del vincitore: a trionfare è Sal Da Vinci, con “Per sempre sì”, già un tormentone. Sayf si è classificato al secondo posto con il brano Tu mi piaci tanto. Terza, con Che fastidio!, Ditonellapiaga. Quarta Arisa con “Magica favola” e quinti Marco Masini e Fedez con “Male necessario”.
Ecco, infine, la classifica finale di Sanremo 2026.
1) Sal Da Vinci – Per sempre sì
2) Sayf – Tu mi piaci tanto
3) Ditonellapiaga – Che fastidio!
4) Arisa – Magica favola
5) Fedez & Masini – Male necessario
6) Nayt – Prima che
7) Fulminacci – Stupida sfortuna
8) Ermal Meta – Stella stellina
9) Serena Brancale – Qui con me
10) Tommaso Paradiso – I romantici
11) LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
12) Luchè – Labirinto
13) Bambole di Pezza – Resta con me
14) Levante – Sei tu
15) J-Ax – Italia starter pack
16) Tredici Pietro – Uomo che cade
17) Samurai Jay – Ossessione
18) Raf – Ora e per sempre
19) Malika Ayane – Animali notturni
20) Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
21) Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
22) Michele Bravi – Prima o poi
23) Francesco Renga – Il meglio di me
24) Patty Pravo – Opera
25) Chiello – Ti penso sempre
26) Elettra Lamborghini – Voilà
27) Dargen D’Amico – Ai ai
28) Leo Gassmann – Naturale
29) Mara Sattei – Le cose che non sai di me
30) Eddie Brock – Avvoltoi






