Le amministrative 2026 in provincia di Messina consegnano un quadro politico fatto di conferme, ritorni, prime volte e sfide decise sul filo di poche schede.
Da un lato i sindaci uscenti che consolidano il proprio consenso, dall’altro nuovi equilibri che iniziano a delinearsi soprattutto nei piccoli comuni, dove il voto continua a mantenere un forte carattere identitario e personale.
La tornata elettorale del 24 e 25 maggio ha registrato risultati significativi soprattutto nei centri nebroidei e jonici, con alcune vittorie già definite nella prima giornata grazie al raggiungimento del quorum nei comuni con lista unica.
A Raccuja, Ivan Martella è stato riconfermato sindaco senza particolari difficoltà. Nel centro nebroideo il vero ostacolo era rappresentato dal raggiungimento del quorum, superato già nel tardo pomeriggio di domenica. Per Martella sono arrivate 518 preferenze che consolidano la continuità amministrativa del suo progetto politico.
Situazione analoga a Mirto, dove Maurizio Zingales conquista il terzo mandato consecutivo. Anche qui il superamento del quorum è stato raggiunto agevolmente, confermando il radicamento del sindacalista della Cgil all’interno della comunità locale. Per lui 489 voti.
Nessuna sorpresa nemmeno a San Salvatore di Fitalia, dove Giuseppe Pizzolante è stato riconfermato sindaco con 726 voti. Il quorum è stato superato già nel corso del pomeriggio di domenica, sancendo la prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa.
Tra i dati politici più significativi emerge certamente l’elezione delle prime donne sindaco in due comuni della provincia. A Merì, Giusi Cicciari scrive una pagina storica diventando la prima sindaca del paese. L’ex capogruppo dell’opposizione ha superato con oltre 150 voti di vantaggio l’ex vicesindaco Nino Siracusa, imponendosi in una competizione molto sentita e partecipata.
Anche Saponara sceglie per la prima volta una donna alla guida del Comune. Maria Spidalieri conquista la fascia tricolore al termine di uno scrutinio tesissimo, chiuso con appena otto voti di differenza sull’ex sindaco Giuseppe Merlino. Un risultato maturato scheda dopo scheda, in un clima di grande tensione politica e partecipazione popolare.
A Giardini Naxos arriva invece il successo politico di Agatino Salvatore Bosco. Dopo due tentativi falliti, il nuovo sindaco riesce finalmente a conquistare Palazzo dei Naxioti con il 51,69% delle preferenze. Una vittoria importante soprattutto perché ottenuta contro la macchina organizzativa costruita attorno a Salvo Puccio e all’area politica di Sud chiama Nord riconducibile a Cateno De Luca.
Conferma larga a Limina per Filippo Ricciardi, rieletto per la quarta volta sindaco con quasi il 67% dei voti. Il dato politico, però, racconta anche una partecipazione in calo e un clima elettorale meno acceso rispetto al passato. Ricciardi resta figura centrale della politica locale, ma il voto evidenzia anche una comunità che appare oggi più frammentata.
A Savoca era invece tutto previsto. Massimo Stracuzzi ottiene una riconferma praticamente scontata in una competizione senza una vera opposizione politica. L’affluenza, tuttavia, cala sensibilmente rispetto alla precedente tornata, segnale di un coinvolgimento meno forte dell’elettorato.
A Naso vittoria per Gaetano Nanì con il progetto civico “Progetto Futuro”, mentre a Basicò Filippo Pelleriti supera di misura Antonio Cotone in una sfida giocata fino all’ultimo voto.
Successo anche per Giuseppe Siracusano a Malfa e per Nino Panebianco a Malvagna, dove il distacco tra i candidati è stato ridottissimo: appena sedici voti hanno separato il vincitore Rita Mungiovino.
Ad Alì Terme la sfida è stata vinta da Alessandro Triolo che ha superato Tommaso Micalizzi con un margine molto contenuto, poco più di quaranta voti.
Grande attenzione anche per Milazzo, dove il sindaco uscente Giuseppe Midili registra una netta riconferma sostenuto dalle liste civiche di centrodestra. Più distaccati gli sfidanti Laura Castelli e Michele Vacca.
A Barcellona Pozzo di Gotto, invece, dopo il testa a testa tra Barbera e Scolaro, anche se manca l’ufficilità sarà la Scolaro ad indossare la fascia tricolore.
Messina sceglie ancora Basile: larga riconferma per il sindaco uscente (56%). Scurria intorno al 30%, Russo al 13,8%.
Queste amministrative restituiscono dunque una fotografia chiara della provincia messinese: territori dove il peso delle liste civiche continua a prevalere sui partiti tradizionali, dove la dimensione personale e comunitaria resta decisiva e dove, sempre più spesso, emergono nuove figure amministrative femminili capaci di rompere schemi consolidati.
Tra conferme e cambiamenti, il voto del 2026 racconta una provincia che continua a cercare stabilità ma anche nuove energie per affrontare le sfide dei prossimi anni.










