SOCIALDEMOCRAZIA SD – Chiede risposte pubbliche e puntuali sul progetto di cessione della maggioranza delle quote di SAC
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SOCIALDEMOCRAZIA SD – Chiede risposte pubbliche e puntuali sul progetto di cessione della maggioranza delle quote di SAC

SAC, SOCIALDEMOCRAZIA: CHI VUOLE CEDERE IL CONTROLLO PUBBLICO RISPONDA AI SICILIANI

la lettera a Schifani

Socialdemocrazia SD ha trasmesso una lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al Sindaco di Catania Enrico Trantino, al Sindaco di Comiso Maria Rita Schembari e al Presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa Michele Giansiracusa, chiedendo risposte pubbliche e puntuali sul progetto di cessione della maggioranza delle quote di SAC.

La nota è firmata da Claudio Maria Ricozzi, commissario regionale di Socialdemocrazia, Vicky Amendolia, vicesegretario nazionale vicario, e Claudio Melchiorre, segretario organizzativo regionale.

La domanda centrale è semplice e, fino a oggi, rimasta senza una risposta convincente:
perché SAC dovrebbe essere ceduta ai privati?

Il Presidente della Regione Renato Schifani, attraverso i commissariamenti degli enti soci, esercita oggi un’influenza determinante su oltre il 70 per cento delle quote della società. Per questa ragione Socialdemocrazia chiede che il Presidente della Regione e gli altri rappresentanti istituzionali coinvolti convochino, entro quindici giorni, i firmatari dell’esposto-segnalazione già presentato alle autorità competenti da Socialdemocrazia SD, PLD, PSI, Socialismo XXI, Comitato per la tutela dell’aeroporto di Comiso, MEC e Comitati Vussia e Cassutta.

La Sicilia ha già pagato un prezzo elevatissimo per l’assenza di una seria strategia infrastrutturale, per l’opacità delle decisioni e per logiche di potere che troppo spesso hanno sottratto ai cittadini il controllo effettivo del patrimonio pubblico.
La cessione di un’infrastruttura strategica non può essere presentata come una scelta inevitabile soltanto perché chi governa non è stato capace di assicurarne una gestione efficiente, trasparente e orientata allo sviluppo.

Vendere un bene pubblico perché non si è saputo amministrarlo non è una soluzione: è una dichiarazione di fallimento politico.
Per gli aeroporti di Catania e Comiso, il mancato sviluppo aeroportuale e aeronautico costituisce una responsabilità precisa della governance di SAC e dei soci pubblici che, negli anni, non hanno esercitato con la necessaria efficacia i propri poteri di indirizzo e controllo.
Nel Contratto di programma ENAC-SAC 2024-2027 sono previsti investimenti per circa 350 milioni di euro. Si tratta di una mole di risorse che appare difficilmente sostenibile dalla sola capacità finanziaria di SAC, indipendentemente dalla natura pubblica o privata della sua compagine societaria.ù

Di conseguenza, il punto politico ed economico è inevitabile: se le opere più rilevanti continueranno a essere realizzate anche mediante risorse pubbliche, quale concreto valore aggiunto produrrebbe la privatizzazione?ù

Quali investimenti ulteriori, vincolanti e realmente aggiuntivi sarebbero imposti al soggetto privato?
Quali garanzie sarebbero previste per impedire che il nuovo socio benefici di infrastrutture finanziate dalla collettività senza assumere obblighi proporzionati?
Socialdemocrazia non è contraria, per principio, all’apporto di capitali privati. È contraria, però, a una privatizzazione che rischi di trasferire a soggetti privati rendite, infrastrutture e opportunità costruite attraverso risorse pubbliche, senza adeguate garanzie di investimento, trasparenza e tutela dell’interesse generale.
Particolarmente grave è anche la situazione dell’aeroporto di Comiso.
Comiso non è mai realmente decollato. L’area cargo è rimasta, fino a oggi, una prospettiva incompiuta e le rotte aeree continuano a dipendere in larga misura da finanziamenti pubblici, con effetti distorsivi sul mercato e senza che sia stato definito un progetto stabile di sviluppo dello scalo.
Anche il tema dei controlli non può essere eluso.
La prevenzione dei conflitti di interessi, dei fenomeni corruttivi, delle indebite interferenze e delle distorsioni nella gestione societaria costituisce uno dei compiti fondamentali dei soci, soprattutto quando essi sono soggetti pubblici.
Eppure, tale controllo non risulta essere stato esercitato con l’attenzione necessaria, mentre le censure e i rilievi formulati dall’Autorità nazionale anticorruzione non hanno prodotto, almeno sul piano pubblico, conseguenze adeguatamente percepibili.
Esiste inoltre un fatto documentato che merita un chiarimento istituzionale.

Prima della nomina del commissario della Camera di Commercio del Sud Est, l’amministratore delegato di SAC lo aveva indicato come appartenente a una cosiddetta “family”. L’espressione risulta da un documento esistente e acquisito agli atti del dossier.
Non si tratta di indulgere in suggestioni, ma di comprendere se, nella concreta dinamica dei rapporti tra SAC e i soci pubblici, si sia determinata un’inversione del fisiologico rapporto di controllo: non più i soci pubblici a vigilare sulla società partecipata, ma la governance della società in grado di condizionare le scelte dei soci.
Anche su questo punto è necessario fare piena chiarezza.
Nella lettera si rileva, inoltre, che alcuni rappresentanti degli enti soci hanno mutato nel tempo la propria posizione sulla gestione di SAC e sulla privatizzazione.
Cambiare opinione è del tutto legittimo.
Cambiarla senza spiegare pubblicamente le ragioni politiche, economiche e amministrative di tale mutamento rappresenta, invece, una responsabilità nei confronti dei cittadini.
Socialdemocrazia non formula accuse prive di riscontro, ma chiede di sapere se le nuove posizioni siano maturate liberamente, sulla base di valutazioni documentate e nell’interesse delle comunità rappresentate, oppure se siano intervenuti condizionamenti o pressioni di qualsiasi natura.
Qualora emergessero interferenze illecite sulla libera determinazione degli amministratori pubblici, spetterebbe naturalmente alle autorità competenti valutarne l’eventuale rilevanza giuridica.
Per queste ragioni, Socialdemocrazia chiede risposte pubbliche sui seguenti temi: le ragioni economiche, industriali e strategiche che giustificherebbero la cessione della maggioranza delle quote di SAC;
i criteri adottati per determinare il valore della società;
il valore attribuito alle concessioni aeroportuali e agli altri beni materiali e immateriali connessi alla gestione degli scali;
gli investimenti concretamente richiesti al futuro socio privato e le relative garanzie contrattuali, finanziarie e temporali;
la destinazione delle somme eventualmente ricavate dalla cessione e la loro eventuale imputazione al bilancio di SAC o degli enti soci;
le garanzie previste a tutela dell’interesse pubblico, della continuità dei servizi e dello sviluppo del sistema aeroportuale siciliano;
gli strumenti destinati a impedire che i servizi aeroportuali siano subordinati esclusivamente alla convenienza economica del socio privato;
il futuro industriale e infrastrutturale degli aeroporti di Catania e Comiso;
lo stato effettivo di attuazione degli investimenti programmati nel Contratto di programma ENAC-SAC 2024-2027;
il controllo esercitato dai soci pubblici sulla governance di SAC e le condizioni nelle quali essi hanno maturato le proprie determinazioni;
le iniziative assunte a seguito delle criticità gestionali, organizzative e amministrative emerse;
la trasparenza degli affidamenti, degli incarichi, delle consulenze e delle assunzioni;
le ragioni degli eventuali mutamenti di posizione politica e amministrativa sulla privatizzazione.
La cessione del controllo pubblico di SAC non può essere decisa nelle stanze chiuse, né può essere ridotta a una mera operazione finanziaria.
Gli aeroporti di Catania e Comiso costituiscono infrastrutture strategiche per la mobilità, il turismo, l’economia, l’occupazione e lo sviluppo dell’intera Sicilia orientale.

Chi intende cederne il controllo ha il dovere di spiegare ai siciliani perché, a quali condizioni e nell’interesse di chi.

Qualora entro il termine richiesto non pervenissero risposte puntuali e documentate, Socialdemocrazia riterrà esaurita la fase del confronto istituzionale e valuterà ogni ulteriore iniziativa politica, amministrativa e giudiziaria consentita dall’ordinamento, affinché i cittadini conoscano la verità su una decisione destinata a incidere per decenni sul futuro del sistema aeroportuale siciliano

15 Luglio 2026

Autore:

redazione


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