il viaggio dei 70 anni
Settant’anni di storia che non vogliono limitarsi alla celebrazione della memoria, ma trasformarsi in uno sguardo contemporaneo sul presente e sul futuro della cultura.
A segnare profondamente questa edizione sarà il tema scelto: “ABUMANESIMO – l’essere, il non essere, il perire”, omaggio al pensiero visionario di Beniamino Joppolo nel 120° anniversario della nascita. Una scelta identitaria e simbolica, come evidenzia l’assessore alla cultura Salvatore Sidoti fortemente voluta dall’Amministrazione comunale.
«Non è un caso che questa 70ª edizione sia dedicata a Beniamino Joppolo, figura di grande spessore del Novecento letterario e teatrale – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Salvatore Sidoti –. Abbiamo voluto rendere omaggio a un autore che rappresenta una parte importante della memoria culturale del territorio e, allo stesso tempo, proiettare il Festival dentro una dimensione ancora più alta, nazionale e contemporanea».
Parole che spiegano bene la filosofia di un Festival che oggi non vuole più essere soltanto una stagione teatrale estiva, ma un progetto culturale diffuso.
«Il Tindari Festival non è più soltanto il grande appuntamento estivo del Teatro Antico – ha aggiunto Sidoti –. È oggi un progetto culturale capace di attraversare Patti, Tindari, il centro storico, i luoghi identitari del territorio e i comuni del comprensorio».
Una visione condivisa anche dal sindaco di Patti Gianluca Bonsignore, che durante la presentazione ha evidenziato il valore strategico della cultura:
«Settant’anni non sono semplicemente numeri ma rafforzano il significato dell’investimento che questa città ha voluto fare nei confronti della cultura, uno strumento importante non solo dal punto di vista della promozione turistica, ma soprattutto dal punto di vista dello sviluppo economico».
un’edizione speciale che dal 3 luglio al 30 agosto 2026 porterà in scena 33 appuntamenti, 14 prime nazionali e un percorso culturale capace di attraversare il Teatro Antico di Tindari, il centro storico di Patti e numerosi comuni del comprensorio nebroideo.
Con la direzione artistica di Mario Incudine, il Tindari Festival 2026 si articolerà in sei sezioni: Tindari Classica, Tindari Musica, Tindari Special, Tindari Itinerante, Tindari Extra e Tindari Off.
Un cartellone ampio e trasversale che unisce teatro classico, musica, danza, letteratura, incontri e produzioni contemporanee.
Ad aprire simbolicamente il Festival sarà la lunga serie di concerti di Biagio Antonacci, in scena al Teatro Antico nelle serate del 3, 4, 5, 7, 8, 10, 11, 13, 17 e 18 luglio.
Tra gli appuntamenti più attesi della sezione Tindari Classica spiccano:
- Le Supplici di Eschilo con Moni Ovadia e Mario Incudine (24 luglio, prima nazionale);
- Aiace di Sofocle con Mino Manni (5 agosto);
- Pseudolus di Plauto con Eugenio Mastrandrea (7 agosto);
- Agamennone con Maddalena Crippa e Gianluigi Fogacci (27 agosto).
Grande spazio anche alla musica con il concerto-evento Ennio Segreto di Paolo Vivaldi dedicato alle colonne sonore inedite di Ennio Morricone (1 agosto), fino alla messa in scena della Tosca il 29 agosto.
La sezione Tindari Extra porterà invece sul palco del Teatro Antico artisti e produzioni di respiro nazionale: dalla danza di Eleonora Abbagnato con Puccini (28 luglio), fino ad Aldo Cazzullo con Francesco il primo italiano (31 luglio) e Isabella Ragonese con Gli amori difficili di Italo Calvino (23 agosto).
Particolarmente significativa sarà anche la sezione Tindari Itinerante, che porterà spettacoli e musica nei comuni del territorio:
- Lucia Sardo a Sinagra;
- il progetto Quasimodale alla Guardiola di Piraino;
- Principesse incantate sul lungomare di Brolo;
- concerti e spettacoli tra Librizzi, Raccuja, Gioiosa Marea e Sant’Angelo di Brolo.
Accanto agli spettacoli non mancheranno i momenti dedicati al confronto culturale e civile: dalla Notte per la Cultura nel centro storico di Patti fino all’evento La legalità visibile con Ninni Bruschetta, Mario Incudine e Lucia Sardo.
Una programmazione che racconta il tentativo di trasformare il Festival in una vera piattaforma culturale territoriale, capace di fare rete tra luoghi, artisti e comunità.
Perché il Tindari Festival, settant’anni dopo la sua nascita, continua a essere molto più di una semplice rassegna teatrale: è un viaggio dentro il Mediterraneo culturale contemporaneo, dove memoria e innovazione provano ancora a dialogare.



































